Il cancro ha un indirizzo

A che punto siamo davvero nella cura dei tumori: ne parliamo con un oncologo italiano al centro delle grandi scoperte di questi anni

di Francesco Costa
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Le notizie di grandi svolte e nuove cure contro il cancro arrivano con frequenza regolare, sempre con grande enfasi; poi l’entusiasmo rientra e resta la confusione su cosa stia davvero cambiando. In realtà sono decenni che le cose vanno sempre meglio, soprattutto da quando abbiamo capito che la cura grande e unica non arriverà mai, perché il cancro al singolare non esiste.

In più abbiamo capito tante altre cose. Per esempio cosa vuol dire che il cancro ha un indirizzo, nel nostro organismo; e che curare in modo più preciso e meno aggressivo funziona meglio che colpire più forte. Che ci sono nuovi farmaci che permettono guarigioni prima impensabili. Ne parliamo con un medico italiano al centro di questi progressi: Paolo Tarantino, oncologo e Advanced Fellow al Dana-Farber di Boston, il centro oncologico di Harvard.

Tarantino studia proprio questi farmaci, e alcune delle scoperte di cui parliamo sono sue. Con lui capiamo quanto costano queste cure e chi può accedervi, cosa cambierà l’intelligenza artificiale e poi la svolta più grande di tutte: perché oggi anche un tumore che si è già diffuso non è sempre una condanna.

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