Perché l’Egitto ci ha bullizzati
Qualunque sia la ragione per cui cinque governi hanno coccolato il regime che intanto li prendeva in giro, il caso Regeni dovrebbe bruciarci di più

Pochi giorni fa, dopo un processo assurdo, un tribunale italiano ha condannato tre agenti dei servizi di sicurezza egiziani per il sequestro di Giulio Regeni. L’Egitto ha ostacolato le indagini e il processo in ogni modo, gli imputati non si sono mai presentati perché si è rifiutato perfino di comunicarne gli indirizzi. Lo Stato italiano era parte civile, ha ottenuto un risarcimento, ma il governo dopo la sentenza ci ha tenuto a ribadire che l’Egitto con questa storia non c’entra niente.
È stata purtroppo la degna conclusione di dieci anni in cui l’Egitto ha messo i piedi in testa a cinque governi italiani, depistando le indagini, negando l’evidenza, sabotando la ricerca di giustizia, ignorando le richieste. Si dice che l’abbiamo fatto per soldi, ma a guardare bene i soldi all’Egitto li diamo noi. Cosa c’entrano Eni e la Libia? Perché i governi nazionalisti si sono comportati come quelli progressisti, e perché l’Italia ha scelto di non utilizzare la forza e le leve che aveva a disposizione, per ottenere qualcosa?
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