Ep. 7 – Chi sono i seahorse dad, gli uomini trans che partoriscono i propri figli

I corpi maschili possono partorire? Affrontare un percorso di transizione compromette la fertilità? Nell'ultima puntata di Generazione abbiamo provato a rispondere a questa e ad altre domande partendo dalla storia di Freddy McConnell.

di Alessandra Pellegrini De Luca
episode
00:00:00
00:00:00
00:00:00

Freddy McConnell e suo figlio SJ passeggiano sul lungomare di Brighton, nel Regno Unito. Quel pomeriggio al mare c’è poca gente: è marzo, fa ancora freddo. SJ, quattro anni, rincorre un pallone sulla spiaggia: a un certo punto un signore si ferma, lo guarda, gli sorride e facendo l’occhiolino a Freddy gli dice: “Avete lasciato la mamma a fare un riposino e ve la state spassando, eh?”. Freddy sorride, SJ si ferma, lo guarda per qualche secondo e poi riprende a correre. Il signore non poteva saperlo ma SJ una madre non ce l’ha, anzi non ce l’ha mai avuta, e alla domanda di quel signore non c’era, in effetti, una risposta. Infatti Freddy non è soltanto il padre di SJ, ma anche la persona che lo ha partorito.

Freddy è un cosiddetto seahorse dad, letteralmente “papà cavalluccio marino”: gli uomini trans che concepiscono e partoriscono i propri figli.

Nell’ultima puntata di Generazione, partendo dalla storia di Freddy e dalle interviste con un medico e un avvocato, abbiamo provato a rispondere ad alcune domande: affrontare un percorso di transizione, con gli eventuali trattamenti ormonali, compromette la fertilità? Cosa succede nei documenti dei figli e delle figlie? Un uomo trans che ha partorito è “madre”, una donna trans che ha utilizzato i propri spermatozoi è “padre”? Ma soprattutto: in che modo le gravidanze maschili scombinano tutto il sistema culturale, politico e dei servizi pubblici con cui fino a pochi anni fa abbiamo immaginato  la maternità?