Non mi è piaciuto, Bersani

Lo dico così, senza acrimonia, né malizia: non mi è piaciuto molto il discorso di Pierluigi Bersani di oggi.

Non mi è piaciuto l’incredibile passaggio sulla comunicazione e sulla politica, che molti commentatori hanno sottolineato, ma non è una novità, perché è un tormentone da tempo, e Bersani resiste e non vuol sentire ragioni in proposito. E si vede. Perché gli errori di comunicazione sono anche e immediatamente errori politici. E in questi due ultimi weekend politici ne abbiamo fatto larga esperienza, osservando le sue mosse.

Non mi è piaciuto lo schema di alleanze progressisti-moderati, ma non è una novità nemmeno questa, ed è uno dei motivi per cui non votai Bersani nel 2009. Vorremmo capire come si articola, questa famosa alleanza, perché è tutto molto fumoso. E poi una domanda sorge spontanea: il sindaco di Firenze (come lo chiamano sempre, senza farne il nome) non va bene, Casini invece ci fa impazzire. Chissà poi perché.

La cosa che mi ha colpito di più, però, come già lo scorso anno, è questo rivolgersi a chissà quali commentatori (nemici del popolo? Complottisti? Lobbisti occulti?) che non riconoscono il valore del Pd. E dei suoi meriti. Un continuo recriminare, un continuo smentire non si sa bene chi, un continuo precisare che le cose non stanno come ve le raccontano. E che il Pd è il contrario di quello che sembra. L’espressione in questo caso è quella già rilanciata da Crozza: il Pd «non è mica». Che, a proposito di comunicazione, dire quello che non si è, è proprio il contrario di quello che si deve fare. Ma tanto la comunicazione conta poco, si sa.

In una parola: Bersani oggi per tutto il “primo tempo” del suo intervento è stato sulla difensiva. Ha dato l’idea di un partito che ha paura a buttarsi, non ha preso che pochissimi impegni sia sulle questioni politiche, sia sulle soluzioni che il Pd propone al Paese, perché è stato a lungo preoccupato di spiegare che il Pd «non è mica».

A me dispiace, ma con il «non è mica» non si va molto lontano. E una parola di condanna nei confronti dei fischi a Renzi, che denunciano un problema grande come una casa (da una parte e dall’altra dei famosi schieramenti interni) non sarebbe stata «mica» male, da parte del segretario.

E non è un problema di comunicazione. No, è qualcosa di più profondo. Cerchiamo di risolverlo, se ne abbiamo voglia, eh.

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