L’irruzione della psicologia e il brutto tempo

Il primo compito della scuola elementare gialla, nera, del terrore e del brivido (con esercizi pratici) era: descrivete in 5 righe che cos’è un libro giallo, nero, del terrore o del brivido. E Paolo Ricci l’ha risolto così:

– Il libro giallo è un genere letterario figlio dell’illuminismo, nel quale prevale un paradigma razionalistico ed empirista. Un fenomeno (in genere un delitto) è analizzato attraverso gli strumenti della ragione (ossia osservazione, deduzione, logica, sintesi) e chiarito attraverso il processo cognitivo tipico del pensiero scientifico ossia la spiegazione unica (manifestando cioè origine, causa, costituzione e leggi che ne regolano il processo).

– Nel noir al paradigma dominante razionalistico/empirista che troviamo anche nel giallo si aggiungono elementi nuovi e destrutturanti ossia l’irruzione della psicologia e il brutto tempo. L’aspetto delittuoso (in genere un omicidio o più omicidi) prevale sull’aspetto investigativo (spesso il protagonista brancola nel buio sotto la pioggia prima di arrivare alla soluzione) mantenendo comunque l’aspetto conclusivo della spiegazione. (Momento di crisi dell’illuminismo, i lumi della ragione vengono in parte oscurati)

– Nel genere mistero il pensiero scientifico non è più in grado di ridurre ad una spiegazione unica la complessità dei fenomeni presentati (in genere non sempre rientranti nella categoria empirica) dimostrando tutti i limiti di tale processo cognitivo. C’è una vittima o non c’è una vittima? e se c’è una vittima che fine ha fatto? e l’assassino è stato preso o non è stato preso? e se è stato preso siamo sicuri che sia davvero lui? Si apre un nuovo paradigma ermeneutico che apre il discorso alle possibilità di senso invece di chiuderlo alla soluzione unica.
(Momento di superamento. Siamo forse finalmente giunti al capolinea di questo maledetto illuminismo)