Come cambia l’industria del fumetto

Se qualcuno non l’avesse ancora notato, accanto al “fenomeno” graphic novel un’altra tendenza sta cambiando i connotati al fumetto contemporaneo. È una vera e propria transizione industriale dei principali editori, da botteghe artigiane a media company. Quantomeno negli USA (in Giappone è già così, e in Francia così così).

Nei giorni scorsi si è parlato di una notizia relativa a DC Comics (editore di Batman e Superman, per capirci), che ha comunicato il licenziamento di 250 persone, ma anche il trasferimento di molte operations dalla tradizionale costa Est alla costa Ovest: a Burbank avranno sede tutte le attività legate a cinema, televisione e digital. La ‘carta’ resterà invece a New York.

Ma il cambio di sede e la riorganizzazione interna non sono che le mosse più recenti in un cambiamento che, nei mesi scorsi, ha condotto le due majors americane DC e Marvel a farsi un restyling persino del nome: DC Comics è ormai DC Entertainment, così come Marvel Comics non è ormai che un brand del gruppo Marvel Entertainment.

Per dare un’idea, il blog The Beat ha riassunto i principali eventi accaduti alle due majors nell’ultimo anno:

DC Comics

– Ha chiuso il marchio di manga CMX, il sito di webcomics Zuda, e il marchio di supereroi ‘dark’ Wildstorm
– Ha sostituito il top management con un nuovo top management di provenienza interna
– È sbarcata su iPad con una app dedicata
– Ha lanciato alcune ‘movies bomb’ (Green Lantern in arrivo, il nuovo Superman)
– Ha incorporato alcuni characters dalla etichetta ‘adulta’ Vertigo alle collane massmarket del cosiddetto DCUniverse
– Manager storici come Paul Levitz (e Gregory Noveck) sono stati messi alla porta
– Ha iniziato il trasferimento verso Hollywood dei settori di business più remunerativi

Marvel

– Acquisizione 13 mesi fa da parte di Disney – ricordate?
– Ha annunciato che i prodotti librari non a fumetti (narrativa per ragazzi, art books, etc.) saranno pubblicati dalla sister company – sotto il tetto di mamma Disney – Hyperion
– Cambio di distributore per le librerie: da Diamond Book Distributors (storico leader della distribuzione di comics nelle ‘fumetterie’) ad Hachette Book Group
– Ha fatto uscire un film di successo al botteghino, Iron Man 2
– Ha lanciato una delle prime e più fortunate iPad apps
– Da qualche giorno ha cambiato sede a NY, sempre più centrale (nel palazzo di Sports Illustrated)

Insomma, DC Entertainment e Marvel Entertainment sono due aziende che, nelle praterie dell’industria culturale, si stanno riposizionando come media company. Produttori di contenuti di intrattenimento, e di cui il fumetto è un ingrediente. Certo resta la matrice culturale del loro business, ma non è più la sola e unica ragione sociale. Anzi.
Ho come la sensazione che nell’Italia del “piccolo è bello”, mescolata all’idea del “fumetto come artigianato”, tutto ciò suoni piuttosto distante e, chissà, persino esotico. Ah, questi ammericani.