Foursquare è una sciocchezza

Con tutta la buona volontà, a me Foursquare continua a sembrare una sciocchezza. Per chi non lo conoscesse, Foursquare (4sq per gli amici) è un software di geolocalizzazione di grande successo capace di indirizzare verso grandi compulsioni. La logica di simili programmi sarebbe quella di far sapere ai propri amici intimi dove ci si trova in un dato momento. Quella amplificata di Foursquare, basata su un meccanismo ludico furbo e ben fatto, va oltre al banale input informativo: ti spinge a diventare “sindaco” di un certo luogo, vale a dire a competere con altri perfetti sconosciuti a colpi di frequenza di check-in dentro la pizzeria Da Gino o la stazione Centrale o la Farmacia Comunale. Il premio di un simile impegno per ora è una bella medaglia di cartone, un badge da aggiungere al proprio palmares e mostrare orgogliosi agli amici; nella migliore delle ipotesi gli accaniti utilizzatori del software potranno vantare una medaglia di latta, la nomina alla carica di “sindaco”, dominus assoluto della pizzeria o della stazione o della farmacia. Domani probabilmente le medaglie potranno forse trasformarsi in soldini di cioccolata visto che il progetto di Foursquare intende collegare la competizione ad una serie di premi in natura (pizze gratis da Gino, buoni sconti, fidelizzazioni varie create in collaborazione con aziende interessate).

Molte cose discretamente sciocche funzionano, in rete come altrove. Foursquare forse è una di queste. Nei giorni scorsi, scrive Mashable, si sono superati i cento milioni di check-in e di tutti i software di geolocalizzazione oggi Foursquare è certamente quello più utilizzato. Dietro Foursquare e l’hype del racconto del suo successo si intravede la solita grande campagna di polistirolo che il web 2.0 ha imparato a costruire. È un fenomeno di quelli a guadagno condiviso (come da dance music italiana degli anni 80) dove i progettisti del software guadagnano reputazione per la vendita della propria piattaforma a uno dei tanti giganti di Internet, la stampa tecnologica ha qualcosa di cui scrivere, i capitalisti di ventura l’ennesima grande idea sulla quale concentrare i propri soldi, i consulenti aziendali un nuovo tema caldo da illustrare alle riunioni con gli illetterati digitali.

Anche gli utenti di Foursquare (quelli che si divertono ad utilizzarlo) sono dentro questo meccanismo win-win. Giocano e passano il tempo, gonfiano il loro petto di sindaco del negozio di Intimissimi all’angolo, si ritrovano a discutere di cosa diventerà Foursquare domani. Lo hanno fatto qualche giorno fa a Bologna in un evento molto carino e ben organizzato intitolato: “La prima conferenza dei Sindaci di Foursquare”. Ai partecipanti è stata data una fascia tricolore da indossare, esattamente come quella (vera) che i sindaci (veri) portano durante cerimonie e commemorazioni. Le cronache ci dicono che l’evento è stato molto interessante e che c’era un gran caldo. C’era anche Paolo Cevoli, con la sua bella fascia da Assessore alle Varie ed eventuali. Sua la sintesi perfetta dell’evento: “È un raduno di scoppiati! Ma non era meglio se andavate al mare?”.