Giornata Mondiale della Razza Partigiana

È il 4 maggio 1945, 9 giorni dopo la Liberazione. Siamo in Val di Fiemme, Trentino, un paese che si chiama Stramentizzo e adesso non c’è neanche più, è sul fondo di un lago. Qui la guerra non è ancora finita. Questa è Germania, perché dopo l’8 settembre i tedeschi se lo sono annessa con Bolzano e Belluno. C’è un’autocolonna delle SS in ritirata e ci sono dei partigiani. Le SS si dovrebbero arrendere, perché la guerra di fatto è finita. E loro hanno perso. Ma forse gli brucia arrendersi ai partigiani, per loro “banditi”. Poi – forse – le SS non riescono a credere a quello che vedono i loro occhi ariani: uno dei partigiani è nero. Finisce nell’ultima strage nazista in Italia. Muoiono in 27. 26 cadaveri bianchi e uno nero. Ha 23 anni e si chiama Giorgio Marincola, italiano di Somalia, partigiano con la pelle nera. Ha combattuto a Roma, a Viterbo, poi è stato paracadutato a Biella. Nel gennaio 1945 è prigioniero dei tedeschi che lo mettono davanti ai microfoni di una radio nazifascista: deve infamare la Resistenza e inviare un falso messaggio per far cadere in trappola i suoi compagni. Lui fai il remissivo. Ma poi parte con un inno alla libertà e alla giustizia per tutti i popoli del mondo. La trasmissione è interrotta a botte, lui rinchiuso nel lager di Bolzano. Quando muore è libero da 4 giorni, sono arrivati gli americani. Lui potrebbe andare in Svizzera con la Croce Rossa, ma preferisce di no, c’è da liberare il Trentino.

Le razze sono un pirlata criminale. Ma oggi è il 25 aprile e quindi, in deroga, Giornata Mondiale della Razza Partigiana.

 

Per saperne di più:
un libro http://iacobellieditore.it/frammenti-di-memoria/47-razza-partigiana.html
un sito http://www.razzapartigiana.it/