Cosa mi piaceva di Pino Daniele

Comunque la pensiate su Pino Daniele, rimane incontrovertibile che nel giro di qualche anno uscirono una serie di cose sue che resteranno nei secoli dei secoli, tipo:

– Tutto intero Nero a metà, nessuna canzone esclusa, nessuna (che poi per via di come era scritto sulla copertina uno leggeva il titolo come Nero a METAL, e non capiva perché non ci fosse il disegno di Eddie degli Iron Maiden).

– Tutto intero Bella ‘mbriana (forse due o tre canzoni escluse, ma forse, solo forse). Paul Simon a fare questa stessa cosa ci sarebbe arrivato quattro anni dopo.

– Almeno mezzo Vai mo’ , dove comunque c’è Notte che se ne va, che pure se c’era solo quella, andava bene lo stesso.

– Il tour di Ferry Boat, con tutti quei fiati, che fu bello perché ci teneva assai a fargliela vedere a Tullio De Piscopo, che aveva scritto ‘E fatt’e sorde.

E poi resta anche che certe sue canzoni commuovono e commuoveranno in eterno per una serie di motivi tra cui:

1) Le parole, che certe volte non si capiscono e certe altre pure se si capiscono non significano quasi niente, il che fa sì che ci si commuova proprio per la musica (Alleria, su tutte); che poi forse fu proprio con Pino Daniele che per la prima volta nella storia del cantautorato italiano la musica ebbe la preminenza sui testi (quindi forse ci si commuove pure per questo fatto).

2) Alcuni versi, che qualsiasi cosa significhino, sono belli in tutto e per tutto, cioè non solo per come suonano, tipo

– Perché passanno forte ‘a scuncicato ‘o lietto

(Appocundria, che al momento dell’assolo di chitarra, ovunque uno abbia peli, subito gli si rizzano)

– Pe’ chi nun trova pace/e s’accuntenta ‘e luce /capille janche e sera

(Annarè, che è una canzone stupenda e basta).

– Che paura a primmavera/ nun saje cchiù che t’haje aspettà/ e che succere

(Bella ‘mbriana, dove di versi belli ce ne sono un sacco)

– Puttess’essere allere/ cu ma figlia ‘n braccia/ ca mi tocca ‘a faccia/e nun me fa guarda’

(Putesse essere allero, dove ci sono un sacco di cose che potrebbero farci felici e invece no, non è tanto vero questo fatto della gioia delle piccole cose semplici, uno si sente vecchio lo stesso. Insisto perché non lo so se si capisce bene questo fatto di esprimere insoddisfazione dentro a una canzone che è proprio una tipica canzone napoletana, con tanto di mandolino, una di quelle che per come è musicata dovrebbe averci un testo col sole mio che sta in fronte a te e con la bella giornata di Lacapriana memoria, e  invece no, dice Pino, pure se uno ha ancora addosso l’odore del mangiare, e la figlia in braccio che gli tocca la faccia, e il vento che è passato e adesso il cielo è sereno, allegria niente, mi dispiace, non c’è n’è, questa malinconia proprio non se ne va).

3) E poi perché in Musica musica c’è questa cosa di prendere una melodia da canzoncina e metterla sopra a un ritmo impensabile. Dal minuto 1:05 al minuto 1:10 si sente bene, però dal minuto 1:55 al minuto 1:59 si capisce anche meglio.

Musica musica