I festeggiamenti per lo scudetto

Sono appena reduce da un giro in centro a Milano.

I festeggiamenti per gli scudetti o per le coppe sono tutti uguali: i classici clacson a palla, molte persone sedute sui finestrini, portelloni aperti con ragazzi che stappavano spumante, qualcuno che viaggiava sdraiato sul cofano della macchina, gente in moto senza casco, questa volta a porta Venezia facevano pure esplodere i fuochi d’artificio in mezzo alla strada.

Malgrado la ripetitività dell’evento è sempre divertente girare fra centinaia di persone che si scatenano a fare cose che normalmente non è possibile fare.

Beati quelli delle bancarelle che hanno fatto gli affari. I prodotti più venduti erano le trombe nautiche seguite dalle bandiere mentre non sono state apprezzate dal “mercato” sciarpe e magliette.

La cosa che però mi ha stupito maggiormente era il coro più cantato dai tifosi milanisti. Mi aspettavo il classico di queste situazioni ossia “Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell’Italia siamo noooooiiii”.

E invece quello più intonato era un coro, sinceramente un po’ razzista, dedicato al centravanti dell’Inter Eto’o che più o meno suona così: “Eto’o, Eto’o, Eto’o, Eto’o, Eto’o, ti hanno visto con le rose, con le rose nel metrò”.

Mi rendo conto che scritto non renda, quindi QUI si può sentire il coro.

Immagino sia quello che va di moda di più a San Siro in questo periodo ma se la sera dello scudetto canti quello e non l’altro qualcosa vuol pur dire…