Abbiamo fatto tredici

Vediamo un po’ che cosa ci ha detto questa giornata di campionato:

– prima di tutto che il Milan continua a crederci sempre di più. Aggiungiamoci che nelle sei giornate che mancano da qui alla fine del girone d’andata i rossoneri incontreranno 3 delle ultime 6 squadre in classifica e che fra due domeniche c’è lo scontro diretto fra Lazio e Inter. Insomma la piega è quella, no?

– che dopo i risultati di domenica e dopo che Preziosi aveva rotto il ghiaccio con l’esonero di Gasperini ci si aspettava che saltassero altre panchine in settimana. E così non è stato. Anche se restano a forte rischio De Canio (Lecce), Ventura (Bari), Iachini (Brescia) e Ficcadenti (Cesena). Mi sbilancio: il primo che salta è Iachini che vince su un incollatura su De Canio.

– Va beh, poi c’è Benitez ma quello è un discorso a parte…

– che si dice tanto di quest’Inter disastrata, che non rende come dovrebbe, che prende troppi gol, che subisce il gioco degli avversari, che non sa imporre il proprio ma, guarda un po’, la squadra di Benitez ha comunque la migliore difesa del campionato (9 gol subiti) e comunque il settimo attacco.

– che quello che veramente manca all’Inter è il rendimento in casa dove ha fatto peggio di Lecce e Cesena che hanno fatto rispettivamente 11 e 10 punti mentre l’Inter ne ha fatti 9.

– che in Inghilterra non va molto meglio per gli allenatori italiani. Mancini al Manchester City è in discussione praticamente da sempre, Ancelotti è a forte rischio dopo le 3 sconfitte sulle ultime 4 partite di campionato del Chelsea, Di Matteo dopo un inizio esaltante con il West Bromwich ha infilato una serie di 4 sconfitte e un pareggio nelle ultime 5 partite e Capello con la nazionale, fra le tante partite che poteva perdere, ha scelto proprio quella con gli acerrimi avversari francesi usciti con le ossa rotte dal mondiale.

– che se Totti aveva un’opinione tutta sua di Storari non osiamo immaginare che opinione abbia Eto’o di Cesar. Diciamo che mentre il capitano della Roma ha usato il linguaggio verbale, l’attaccante dell’Inter ha preferito quello non verbale che, come tutti sappiamo, è molto più esplificativo e significativo.

– che grazie alla testata che ha preso, abbiamo scoperto che Cesar è sloveno (gioca anche in nazionale!) mentre dal nome sembrava che fosse brasiliano o al massimo portoghese o spagnolo.

– che Zamparini, malgrado abbia sbandierato in lungo e in largo il suo ritiro dal mondo del calcio, è ancora il Presidente del Palermo.