Ha vinto il No

Lo scrutinio è ancora in corso, ma i dati parziali danno il No ormai al 54 per cento: tutte le notizie man mano che arrivano

Lo spoglio delle schede in un seggio elettorale di Milano, 23 marzo (Claudio Furlan/LaPresse)

Alle 15 si sono chiusi i seggi per votare al referendum sulla giustizia, ed è cominciato il conteggio dei voti. Lo scrutinio è ancora in corso, ma i dati parziali indicano una vittoria del No, intorno al 54 per cento dei voti. Il Post seguirà tutte le notizie con questo liveblog.

Referendum Giustizia

Sezioni scrutinate 61189 su 63740
Affluenza 58,93%
Liveblog

Anche Tajani dice che non era un voto sul governo, ora

Il ministro degli Esteri ha commentato il risultato del referendum con una nota in cui, in sostanza, ha ribadito le che cose che aveva già detto Meloni: e cioè che il governo prende atto della vittoria del No, ma rimarrà in carica.

«Abbiamo unicamente un voto sul merito della riforma, non un voto sull’esecutivo», ha detto Tajani. «Il voto sul governo sarà l’anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male».

(ANSA/ANTONIO NARDELLI)

Le manifestazioni dei No

Alcuni partiti di sinistra, come Potere al Popolo e vari comitati territoriali per il No, hanno organizzato diverse manifestazioni in tutt’Italia, per festeggiare e per chiedere le dimissioni di Giorgia Meloni.

A Roma ci sarà una manifestazione alle 18:00 in piazza Santi Apostoli, a Milano un ritrovo in piazzale Loreto, a Napoli in Largo Berlinguer, a Torino in piazza Castello.

Nelle ultime ore sono state organizzate iniziative anche a Padova, Verona, Bologna, Pisa e Cuneo.

Quanti voti ha il centrosinistra?

Lo scrutinio per il referendum è quasi finito e il risultato è ormai consolidato. Oltre 14 milioni di aventi diritto hanno votato per respingere la proposta, facendo vincere il No. È un dato notevole.

Ai referendum abrogativi del 2025 su lavoro e cittadinanza – dove era previsto il quorum, poi non raggiunto – furono quasi 15 milioni le persone che in generale andarono a votare, e il centrosinistra riuscì a mobilitarne a proprio favore tra i 12 e i 12,5 milioni.

I dati di oggi, per il centrosinistra, sono più incoraggianti: alle politiche del 2022 prese 11,2 milioni di voti, e alle europee del 2024 9,6 milioni. 

È ancora presto per fare analisi dettagliate sul significato di questo voto, ma è probabile che a questo giro si sia mobilitata anche tutta una parte di elettorato a sinistra del PD che normalmente non vota per il centrosinistra, che quindi dovrà domandarsi come portare a votare quelle persone anche alle prossime elezioni politiche.

Carlo Nordio prende atto

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha commentato il risultato del referendum e come Meloni dice di prendere «atto (…) della decisione» del popolo, che è «sovrano», e invita a non attribuire a questo voto «un significato politico», formulazione molto in voga in queste ore a destra.

Gli elettori hanno seguito le indicazioni dei partiti? Perlopiù sì

La società di ricerche di opinione e di mercato Opinio ha stimato anche il voto in questo referendum in base al partito di appartenenza.

I risultati sono piuttosto coerenti con le attese, ma parte degli elettori ha votato diversamente dalle indicazioni, soprattutto quelli del Movimento 5 Stelle e in parte quelli di Forza Italia. 

Uno screenshot di una grafica del TG1

Quasi il 58 per cento di chi ha votato ora e non aveva votato alle elezioni europee del 2024 ha scelto il No.

Bachelet si è fatto leggermente prendere la mano: «Come la vittoria della lotta partigiana»

Giovanni Bachelet, presidente del comitato “Società civile per il No”, era soddisfatto durante un’intervista al Tg1. Forse si è fatto prendere dall’entusiasmo, forse era rimasto in modalità campagna elettorale, come che sia ha fatto alcuni paragoni con spartiacque storici un filo più rilevanti di questo referendum:

Penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana, o del referendum tra monarchia e repubblica, finito con pochissimo margine.

Giovanni Bachelet durante la manifestazione di chiusura della campagna referendaria a Roma, il 18 marzo 2026 (ANSA/FABIO FRUSTACI)

Bachelet fa parte del Partito Democratico, è stato deputato fra il 2008 e il 2013 ed è figlio del noto giurista Vittorio Bachelet, assassinato dalle Brigate Rosse a Roma nel 1980. 

«Andremo avanti», dice Meloni

La presidente del Consiglio ha pubblicato sui social un breve messaggio per commentare il risultato del referendum, parlando di rammarico per l’esito della votazione.

Renzi ha suggerito a Meloni di dimettersi

«Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare», ha scritto su X il leader di Italia Viva.

Nel 2016 Matteo Renzi dovette dimettersi da presidente del Consiglio in seguito alla vittoria del No al referendum costituzionale sulla riforma del bicameralismo perfetto, promossa dal suo governo.

Matteo Renzi fuori da Montecitorio (Valerio Valentini)

Schlein fa una conferenza stampa alle 17:30

La segretaria del PD Elly Schlein non ha ancora condiviso nessun messaggio sulla vittoria – né storie su Instagram, né post su Facebook –, però terrà una conferenza stampa al Nazareno, la sede del partito, alle 17:30.

Sembra che Conte voglia essere il primo a “mettere il cappello” sulla vittoria

Stanno cominciando ad arrivare le prime reazioni dei leader politici che sostenevano il No.

Il più rapido è stato Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che ha annunciato anche una conferenza stampa alle 16:30, nella sede del Movimento a Roma. 

Elly Schlein, leader del Partito Democratico, non ha ancora postato nulla sui suoi profili social, invece.

Il No è al 54 per cento: ha vinto

Quando sono state scrutinate circa la metà delle sezioni, il No è al 54 per cento e non può più essere recuperato dal Sì: ha più di un milione di voti di vantaggio. La riforma della giustizia non è stata confermata.

La «piccola trasgressione» di Gabriella Carlucci

L’ex presentatrice televisiva e parlamentare di Forza Italia Gabriella Carlucci ha pubblicato su Instagram la foto della scheda elettorale per comunicare il proprio voto al referendum: Sì.

Nei commenti in molte e molti le hanno ricordato che scattare una foto alla scheda elettorale è un reato in base al decreto legge numero 49 del 2008, poi convertito in legge. Nell’unico articolo di cui è composto il decreto, al primo comma si legge che: «Nelle consultazioni elettorali o referendarie è vietato introdurre all’interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini».

Gabriella Carlucci ha risposto nei commenti: «Lo so, piccola trasgressione».

Nelle giornate di ieri e oggi diverse persone in tutt’Italia sono state denunciate proprio per questo motivo: una donna a Ferrara di 61 anni e un elettore a Catania, tra gli altri.

Youtrend dice che ha vinto il No

Analizzando i dati reali in arrivo Youtrend ha annunciato la vittoria del No.

Youtrend è un progetto editoriale di Quorum, società di ricerche e consulenza politica, e «chiamare un risultato» significa considerare i dati sufficienti per un verdetto definitivo.

 

 

Il No è oltre il 53 per cento nelle prime proiezioni su voti reali

Ci sono le prime proiezioni sui dati reali, da parte di Opinio per la Rai, con copertura del campione (cioè del totale dei voti) del 12 per cento.

Sì ✅ 46,9%
No ❌ 53,1%

È un vantaggio piuttosto ampio, su un campione che inizia a essere rilevante.

Intanto Piantedosi si occupa di tutt’altro

Dopo la diffusione dei primi exit poll, che danno in leggero vantaggio il No, il ministro dell’Interno ha pubblicato un post per annunciare lo sgombero del Caesar Hotel di Montegrotto Terme, in provincia di Padova.

Poco prima ne aveva pubblicato un altro sull’arresto di 8 persone a Milano, e questa mattina aveva parlato del rimpatrio di 172 cittadini stranieri.

La responsabilità delle operazioni di voto è del suo ministero. 

Si è dimesso Cesare Parodi, presidente dell’Associazione nazionale magistrati

Il procuratore aggiunto di Torino Cesare Parodi si è dimesso dalla sua carica di presidente dell’Associazione nazionale magistrati (ANM).

L’ha comunicato al Comitato direttivo centrale dell’associazione, che è l’organo che guida l’associazione, pochi minuti prima delle 15, cioè l’orario di chiusura dei seggi per il referendum costituzionale. Parodi ha detto di aver preso questa decisione per motivi familiari, quindi non legati agli esiti del referendum. 

Cesare Parodi (ANSA/Tino Romano)

L’ANM è il principale organo di rappresentanza dei magistrati: semplificando molto, svolge le funzioni di una sorta di sindacato. Durante la campagna elettorale per il referendum, l’ANM era stato il principale promotore del comitato “Giusto dire No” che si era schierato contro la riforma della giustizia, suscitando diverse polemiche nel governo e nella maggioranza. 

Il No avanza nel nuovo intention poll di Tecnè per Mediaset

C’è un secondo intention poll di Tecnè per Mediaset, con un campione un po’ più ampio (stiamo sempre parlando di sondaggi, non di dati reali sui voti). Il vantaggio del No è un po’ maggiore.

Il primo intention poll di Tecnè indicava il No fra il 49 e il 53 per cento.

I voti all’estero saranno determinanti?

Exit poll e instant poll vengono realizzati basandosi su sondaggi fra gli elettori in Italia e quindi non considerano le persone che votano all’estero.

Visto che i risultati sembrano in bilico, potrebbero essere proprio i voti all’estero a diventare decisivi. Non sono pochi: 5 milioni di persone aventi diritto al voto, con una stima di almeno 1,2 milioni di voti effettivamente depositati.

Nelle scorse occasioni elettorali le persone con cittadinanza italiana hanno spesso avuto opinioni un po’ più polarizzate, cioè si sono schierate con maggioranze nette in una direzione o nell’altra.

Altra cosa da considerare: lo scrutinio dei voti all’estero è solitamente più lento rispetto a quello dei seggi italiani.