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  • Venerdì 30 ottobre 2026

Le manifestazioni in molte città italiane continuano

Da stamattina hanno partecipato decine di migliaia di persone e c'è stato qualche piccolo scontro tra gruppi di manifestanti e polizia: le notizie man mano che arrivano

Roma (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Decine di migliaia di persone hanno partecipato ai cortei in tutta Italia per lo sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base (USB). Alle manifestazioni, ancora in corso in molte città, sono presenti studenti, agricoltori, autotrasportatori, collettivi, movimenti per la casa e centri sociali. Il Post racconta quello che succede in questo liveblog.

Liveblog

A Milano e a Bologna i cortei in tangenziale si stanno diradando 

Nelle tangenziali attorno a Milano e a Bologna il numero di manifestanti sta diminuendo. A Milano la polizia ha fatto uscire tutti i manifestanti che erano rimasti finora in tangenziale e che non avevano seguito il corteo che nel primo pomeriggio era tornato in piazza Leonardo da Vinci, vicino al Politecnico. Anche a Bologna ci sono sempre meno persone in tangenziale: al momento sono qualche centinaio, mentre qualche ora fa erano alcune migliaia.

(Il Post)

L’avviso di TikTok per chi pubblica contenuti in Italia e in Francia

Tra mercoledì e giovedì diverse persone che hanno tentato di pubblicare contenuti su TikTok hanno segnalato un avviso della piattaforma che invitava a fare attenzione a ciò che si pubblicava e a segnalare i contenuti che violavano le regole della piattaforma. In particolare quelli che «minacciano gli altri, incitano alla violenza o incoraggiano comportamenti criminali». È successo sia in Italia che in Francia, dove anche questo fine settimana sono in programma cortei e manifestazioni.

Pochi giorni fa TikTok aveva annunciato la creazione di una “task force”, cioè di un gruppo di lavoro, per rafforzare le attività di moderazione dei contenuti e sospendere gli account che violano le regole della piattaforma. Secondo le agenzie di stampa che avevano dato la notizia, TikTok aveva motivato queste misure con quella che aveva definito una «condanna a ogni forma di violenza» e detto di voler distinguere i contenuti che documentavano le proteste da quelli che incitavano alle violenze.

Scontri in via Claudia, a Roma

Poco prima delle 15 un gruppo di manifestanti si è separato dal corteo principale nella zona dei Fori Imperiali e ha girato su via Claudia, in direzione di San Giovanni. Molti di loro sono vestiti di nero e hanno il volto coperto. Lì sono iniziati degli scontri con la polizia: alcuni manifestanti hanno dato fuoco ai cassonetti e iniziato a tirare degli oggetti contro la polizia. Gli agenti hanno risposto lanciando lacrimogeni.

(il Post)

Ora una parte di loro si sta ricongiungendo al corteo dei sindacati e degli studenti che prosegue verso la zona Piramide.

Si montano le tende in via dei Fori Imperiali

Letteralmente: a Roma alcuni manifestanti hanno iniziato a montare tende in via dei Fori Imperiali, vicino al Colosseo, e dicono che intendono restare lì. Un’altra parte del corteo sta invece proseguendo verso zona Piramide.

(AP Photo/Alessandra Tarantino)

(AP Photo/Alessandra Tarantino)

Altre foto dalla tangenziale Est di Milano

Il corteo sta uscendo dalla tangenziale dall’uscita di Lambrate per tornare in piazza Leonardo da Vinci, in zona Città Studi e vicino al Politecnico, dove la manifestazione era iniziata stamattina. È un corteo parecchio lungo: le persone hanno cominciato a entrare in tangenziale prima dell’una, e alle due ancora non erano entrati gli ultimi. Ci sono certamente decine di migliaia di persone (USB dice addirittura 100mila, probabilmente esagerando).

(il Post)

(il Post)

(il Post)

Il corteo a Roma è lunghissimo

A Roma il corteo è così partecipato che mentre alcuni manifestanti erano già arrivati al Colosseo altri erano ancora tra Porta Pia e piazza Indipendenza. Secondo l’USB ci sono almeno centomila persone. I concentramenti stamattina sono iniziati in diverse parti della città e si sono poi uniti in un unico corteo da piazza dei Cinquecento, fuori dalla stazione Termini: ci sono i lavoratori, le associazioni, e soprattutto moltissimi studenti e giovani.

(AP Photo/Alessandra Tarantino)

(Cecilia Fabiano/ LaPresse)

Ci sono stati scontri a Torino e a Brescia

A Torino poco dopo le 13 un pezzo del corteo è arrivato davanti alla prefettura in piazza Castello, dove la polizia ha caricato i manifestanti, che hanno risposto lanciando uova e vernice rossa. La situazione ora sembra tornata tranquilla.

Poco prima c’erano state tensioni anche a Brescia. Il corteo stava per finire quando un gruppo di manifestanti aveva provato a deviare dal percorso concordato fuori dalla galleria Tito Speri, che passa sotto al castello della città limitando un tratto del centro storico: gli agenti schierati in tenuta antisommossa hanno risposto colpendoli con i manganelli. Secondo Radio Onda d’Urto alcuni manifestanti sono stati feriti.

Foto dalle città

Mentre vi raccontiamo quello che sta succedendo, stiamo raccogliendo le migliori foto dalle città, le più belle o le più significative. Le trovate qui, aggiornate man mano che arrivano:

Anche a Bologna è stata occupata la tangenziale

Dopo essere stati bloccati per poco tempo dalla polizia in via Stalingrado, sotto porta Europa, i manifestanti hanno potuto imboccare la rampa 7 e occupare la tangenziale.

(il Post)

(il Post)

A Milano è stata occupata la tangenziale Est

Il corteo ha imboccato lo svincolo in zona Cascina Gobba, a nordest della città, e sta ora proseguendo lungo la tangenziale, il cui accesso era già stato impedito alle auto.

(il Post)

(il Post)

7 poliziotti sono stati feriti a Mestre

Verso mezzogiorno a Mestre parte del corteo ha deviato dal percorso concordato con la questura e ha tentato di passare dalla rotonda di via Torino, che collega le strade della città alle tangenziali. La polizia è intervenuta e c’è stato qualche momento di scontro. Il questore Antonio Sbordone ha detto che sette poliziotti sono stati feriti in modo lieve: hanno tagli e contusioni.

Ci sono tensioni a Vicenza

A Vicenza sono stati organizzati due diversi cortei: quello degli studenti e dei centri sociali, e quello dei lavoratori e delle lavoratrici. Dopo essere partiti dai rispettivi luoghi di concentramento si sono riuniti e hanno cercato di bloccare il traffico in entrata e in uscita dalla città sedendosi nella rotatoria di Ponte Alto.

Circa mille persone hanno poi lasciato la rotonda e si sono dirette verso il cavalcavia per tentare di bloccare la tangenziale. Lungo il percorso hanno incontrato il blocco della polizia in tenuta antisommossa che ha azionato gli idranti, a cui i manifestanti hanno risposto con petardi e fumogeni. Tre manifestanti, secondo quanto detto dagli organizzatori delle proteste, sono stati feriti, di cui uno colpito in testa da un lacrimogeno.

A Mestre si ricorda Jack Gobbato

A Mestre studenti e lavoratori si sono ritrovati in piazza Cialdini, sono partiti verso le vie del centro e hanno fatto tappa all’altezza del liceo artistico Michelangelo Guggenheim dove Giacomo Gobbato, detto Jack, un attivista del centro sociale Rivolta di Marghera, venne accoltellato e ucciso nel settembre del 2024. Qui avevamo raccontato la sua storia e le discussioni innescate in città dal suo omicidio, ancora molto attuali. Sull’asfalto in corso del Popolo è stato lasciato un messaggio: «Dalla generazione in rivolta ciao Jack».

Dalle storie Instagram di Laboratorio climatico Pandora

Gli studenti poi hanno proseguito lungo la via ma sono stati fermati da un cordone della polizia in tenuta antisommossa. C’è stato il tentativo di sfondare il cordone, che è stato fermato dagli agenti che hanno manganellato alcuni manifestanti.

(ANSA/GIANLUCA ANOE)

Un altro corteo è partito invece a Venezia da campo Santa Margherita alle 9 del mattino, con destinazione piazzale Roma, dove i manifestanti hanno bloccato il traffico e calato un grande striscione dalla cima del parcheggio comunale.

Quanta gente sta manifestando?

Come sempre è molto complicato dare un numero preciso. Le questure e gli organizzatori dei cortei – che notoriamente danno stime molto differenti – parlano comunque di decine di migliaia di manifestanti. I cortei più partecipati sono in corso a Milano, Roma, Bologna. Ma anche in città più piccole come Livorno c’è parecchia gente. Le proteste si stanno svolgendo perlopiù in modo pacifico: ci sono alcune tensioni a Torino, Napoli e a Vicenza.

Il letame fuori dal comune, a Torino

A Torino l’appuntamento del concentramento principale era alle 9:30 in piazza Palazzo di Città, davanti alla sede del comune dove sono arrivati anche gli studenti e i lavoratori della scuola. Qui alcuni agricoltori hanno versato del letame: «Contro chi vuole trasformare Torino nella città delle aziende belliche, gli agricoltori versano letame in piazza» è stato detto al microfono.

(Alessandro Di Marco)

In via Po c’è stato qualche momento di tensione: un cordone della polizia si era posizionato all’incrocio con via Rossini da dove stava arrivando il corteo guidato dal centro sociale Askatasuna, che è riuscito ad aprirsi un varco tra i poliziotti per unirsi temporaneamente al corteo principale. Dopodiché lo spezzone di Askatasuna si è staccato per andare verso Porta Susa: «Vogliamo restare in centro senza farci confinare in periferia», hanno spiegato.

(Marco Alpozzi/LaPresse)

(Marco Alpozzi/LaPresse)

Un numero telefonico per aiutare i manifestanti

Da due settimane è attiva sui social una pagina chiamata Hub for Defenders, seguita su Instagram da più di 17mila persone. È una rete promossa da oltre venti associazioni che offre un primo sostegno legale e psicologico a chi manifesta. Monitora anche le violazioni dei diritti fondamentali di chi scende in piazza. La rete è nata circa un anno fa e non specificamente per le manifestazioni di queste settimane, ma dal 17 ottobre ha messo a disposizione un numero per le emergenze: +39 353 4953606.

Serve a chiedere una prima assistenza per esempio in caso di fermo preventivo da parte della polizia o se non si trova più una persona con cui si stava partecipando al corteo. Funziona così, spiegano da Hub for Defenders: al numero risponde un operatore o un’operatrice formata che offre un primo supporto; se è necessario la chiamata viene girata agli avvocati delle associazioni per aiutare la persona che chiama a gestire l’emergenza. Non viene immediatamente fornita una consulenza legale (non c’è quindi una presa in carico gratuita), bensì una prima assistenza per capire come comportarsi nell’immediato.

Tra il 17 e il 24 ottobre l’Hub ha ricevuto circa 100 segnalazioni relative a circa 130 persone, molte delle quali avevano riferito di essere state fermate dalla polizia prima di raggiungere i cortei. Sono stati poi segnalati accompagnamenti di minorenni negli uffici di polizia senza che le famiglie fossero tempestivamente avvisate e anche vari episodi di uso di idranti e lacrimogeni da parte degli agenti.

I trasporti stanno funzionando quasi ovunque

Per ora non sono stati segnalati grossi problemi ai trasporti. In varie città, come a Napoli, alcune linee della metro sono state temporaneamente chiuse e alcune linee degli autobus deviate (lo stesso è successo a Milano, anche con dei tram), ma per timori relativi all’ordine pubblico.

Nei giorni scorsi il ministro dei Trasporti Matteo Salvini aveva precettato i lavoratori del settore, rendendo illegittimo astenersi dal lavoro per protesta. La decisione, contestata da USB, ha ridotto la partecipazione alla giornata di oggi limitandola ai soli delegati del sindacato che hanno comunque deciso di scioperare facendosi carico delle sanzioni previste.

Diverse aziende di trasporti, fra cui Trenitalia, hanno detto dunque che lo sciopero sarà rimandato a una data successiva, che non è ancora stata stabilita.

La protesta dei portuali a Genova

I portuali genovesi aderiscono allo sciopero internazionale dei portuali. José Nivoi, portavoce del Collettivo autonomo dei lavoratori portuali (CALP), un gruppo parecchio attivo da anni sul contrasto al traffico di armi, ha annunciato che «oggi bloccheremo tutto». La protesta è partita bloccando l’ingresso del varco Albertazzi nel porto di Genova. I portuali si uniranno poi al corteo in corso in città.

(ANSA/LUCA ZENNARO)

(ANSA/LUCA ZENNARO)

(ANSA/LUCA ZENNARO)

(ANSA/LUCA ZENNARO)

A Roma è partito il corteo degli studenti

Da viale Aventino, in zona Piramide, e si sta dirigendo verso il Colosseo. Per ora il monumento è aperto alle visite, ma c’è la possibilità che venga chiuso su disposizione della questura se dovessero esserci disordini.

Il corteo in viale Aventino a Roma (il Post)

È partito anche il corteo degli studenti dall’università La Sapienza.

(il Post)