• Live
  • Sport
  • Giovedì 26 marzo 2026

È iniziata Italia-Irlanda del Nord

È la semifinale degli spareggi per i Mondiali di calcio (eh già, di nuovo): il Post la segue con un liveblog

(Giuseppe Cottini/Getty Images)

È iniziata Italia-Irlanda del Nord, semifinale degli spareggi per i Mondiali, che l’Italia non gioca dal 2014 (nel 2018 e nel 2022 fu eliminata agli spareggi). Il Post la segue con un live di racconto, commento e contesto.

Liveblog

Noi, loro, gli altri

Siamo in Italia, scriviamo in italiano: sebbene tendiamo in genere a evitare il “noi” parlando di quel che succede in campo (giocano loro, noi siamo qui a guardare e scrivere; purtroppo non a Bergamo a giocare), è comprensibile che il punto di vista – e in parte il tifo, di conseguenza – sia prevalentemente quello dell’Italia.

Ma ci siamo interessati anche di come ci vedono loro, da squadra più debole e sfavorita che però gioca contro una che tende a problematizzare non poco gli spareggi per i Mondiali.

E anche qui, ovviamente, non escludiamo che – seppur in netta minoranza – ci possa essere chi invece tifa Irlanda del Nord.

L’Italia ha cominciato bene

Come prevedibile, sta tenendo la palla e attaccando più dell’Irlanda del Nord. Ha avuto già tre calci d’angolo, ma non è riuscita a concretizzare.

Il difensore dell’Italia Gianluca Mancini e il centrocampista Isaac Price (AP Photo/Antonio Calanni)

Quante partite ha perso la Nazionale maschile a Bergamo?

Nessuna, finora. Ma perché ci ha giocato davvero poco, giusto una manciata di partite, nonostante lo stadio esista dal 1928.

Il pallone con cui si gioca stasera

Si chiama “Trionda” ed è proprio il pallone dei Mondiali.

Secondo la FIFA il nome «può essere tradotto dallo spagnolo come “tre onde”», richiamando la collaborazione fra i tre paesi ospitanti: Stati Uniti, Messico e Canada.

Ve lo avevamo raccontato qui:

Un alieno e una parrucca verde

Sono due delle cose che si sono viste tra i tifosi nordirlandesi che sono allo stadio di Bergamo per la partita. Sono circa 1.300 i presenti, su 23mila.

(AP Photo/Antonio Calanni)


(Giuseppe Cottini/Getty Images)

I due attaccanti dell’Italia (e il terzo)

Mateo Retegui ha 26 anni, è nato e cresciuto in Argentina ma naturalizzato italiano. Lo scorso anno segnò 25 gol in 36 partite di Serie A con l’Atalanta, più di tutti in campionato. In estate però se n’è andato in Arabia Saudita, a giocare per l’Al-Qadisiya, dove guadagna 20 milioni a stagione.

Finora ha segnato 15 gol in 25 partite, in un campionato però molto meno competitivo della Serie A. Con la Nazionale italiana ha segnato 11 gol, in 26 partite: parecchi (più di Francesco Totti, per dire). Ne ha fatti 5 da quando è arrivato Gattuso.

È un centravanti eccezionalmente concreto, che ha la particolare abilità di sfruttare con costanza e precisione moltissime delle occasioni che gli capitano per fare gol.

Anche Moise Kean ha 26 anni, e da due stagioni gioca nella Fiorentina. Lo scorso anno fece 19 gol in campionato, in questa stagione è a 8, anche a causa di alcuni infortuni e del rendimento non esaltante della sua squadra.

Già dieci anni fa si parlava di lui come di uno degli attaccanti più promettenti d’Europa, e nella stagione 2016-2017 con la Juventus diventò il primo calciatore nato nel 2000 a fare gol in Serie A. Ci ha messo però più del previsto ad affermarsi del tutto.

Kean e Retegui giocano nello stesso ruolo ma lo interpretano in modo abbastanza diverso, in base al modo di giocare delle loro squadre e soprattutto alle loro caratteristiche.

Retegui è quello che in gergo calcistico può essere definito “centravanti d’area di rigore”, un attaccante quindi che eccelle soprattutto nei movimenti vicino alla porta avversaria; è forte di testa, rapido a coordinarsi per calciare sia di destro che di sinistro.

Kean invece è meno preciso e costante quando si tratta di segnare, ma in generale più completo. È molto bravo a tenere impegnati i difensori avversari per tutta la partita con i suoi continui movimenti, e sa costruirsi i gol anche da solo, senza bisogno di particolare sostegno da parte della squadra.

(Image Photo Agency/Getty Images)

È in panchina per il momento invece Francesco Pio Esposito, ventenne che alla prima stagione in Serie A, con l’Inter, si sta già affermando come uno dei centravanti più forti e interessanti del campionato.

È molto forte fisicamente, bravo nel proteggere palla e giocare con la squadra, e sa far gol in molti modi. Finora ne ha fatti 6 in campionato, la maggior parte decisivi. Con l’Italia ha fatto 3 gol in 5 partite.

L’Italia ha vinto

Contro la Macedonia del Nord. Per 4-0. L’Under 21, però.

È comunque una buona notizia eh, perché in questo modo la Nazionale Under 21 ha confermato il suo secondo posto nel Girone E per la qualificazione agli Europei Under 21, arrivando a 18 punti, cioè nove in più della terza.

Al primo posto c’è la Polonia, con gli stessi punti e una partita in meno, e si qualificano al torneo tutte le prime dei nove gironi e la migliore seconda. Le altre otto seconde giocano degli spareggi, per gli ultimi quattro posti disponibili.

La prima partita “mondiale” dell’Italia

Fu Italia-Grecia del 25 marzo 1934, e come stasera anche allora la Nazionale si giocava la qualificazione ai Mondiali. Fu un caso davvero eccezionale, la prima e unica volta nella storia della competizione in cui il paese ospitante (i Mondiali si sarebbero svolti proprio in Italia) fu costretto a giocarsi le qualificazioni.

A differenza di questi giorni, però, la paura di non andare ai Mondiali era minima. C’era insomma un clima diverso, e l’Italia – netta favorita – vinse infine quella partita 4-0 a San Siro, tra l’altro grazie anche a una doppietta di Giuseppe Meazza, che avrebbe poi dato il nome a quello stesso stadio.

Avrebbe dovuto esserci anche una partita di ritorno ad Atene, ma i greci si ritirarono e l’Italia riuscì a qualificarsi e, infine, a vincere quell’edizione: meritatamente, nonostante si parli spesso di come il regime fascista truccò quell’edizione così da vincerla e trarne benefici in termini di propaganda.

Non è nemmeno così chiaro perché la Grecia decise di non giocare la partita di ritorno. Per anni si disse che l’aveva fatto perché sapeva che non sarebbe passata lo stesso, ma nel 1995 Repubblica scrisse che qualche persona importante della federazione calcistica greca era stata pagata per ritirarsi.

Generatore automatico di dichiarazioni gattusiane

Sia da giocatore che da allenatore, Gennaro Gattuso ha sempre affrontato con grande passione le partite, soprattutto quelle con la Nazionale (con cui vinse un Mondiale).

Questo trasporto si vede anche nel modo in cui parla prima e dopo le partite, e soprattutto in questi giorni sembra molto coinvolto. Ieri ha detto di sentire «il peso del paese sulle spalle».

Da anni (dai tempi in cui allenava il Milan, nel 2018) l’account di X “Rino Gattuso Bot” pubblica virgolettati inventati, e piuttosto divertenti, che scherzano su questo modo di esprimersi molto enfatico di Gattuso.

L’ultimo aggiornamento (Gigi Riccio è il vice di Gattuso)

 

Le altre partite di stasera, compresa quella che è già finita

Oltre a quello dell’Italia e dell’Irlanda del Nord, questa sera si giocano anche altri sei spareggi tra squadre europee. E altri due, tra squadre non-europee (Bolivia-Suriname e Nuova Caledonia-Giamaica), si giocheranno alle 23 e alle 4 di notte: e ci spiace deludervi, ma per quell’ora questo liveblog sarà chiuso.

Intanto, comunque, è già finito il primo degli spareggi, iniziato alle 18. Lo ha vinto la Turchia, che ha battuto 1-0 la Romania e che in finale giocherà contro la vincente della partita tra Danimarca e Macedonia del Nord. Nel caso, era tutto spiegato qui:

Ottimismo artificiale

Stamattina la Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport, due dei quotidiani sportivi più letti d’Italia, sono usciti con due prime pagine molto simili: entrambe piuttosto speranzose, invocanti una vittoria e con sopra dei giovani tifosi fatti (almeno in parte) con l’intelligenza artificiale.

Oltre ai tifosi stessi, anche l’entusiasmo è però poco realistico. Dopo 12 anni senza Mondiali, non tutti i tifosi sono così ottimisti:

Jannik Sinner aveva fretta di andare a vedere l’Italia?

Nei quarti di finale del Masters 1000 di Miami ha battuto Frances Tiafoe 6-2, 6-2 in appena un’ora e 10 minuti, qualificandosi per le semifinali.

(AP Photo/Jim Rassol)

Sono questi

Ok, abbiamo scritto che il principale avversario dell’Italia potrebbe essere l’Italia stessa, ma vediamo di capire un po’ che squadra affronterà stasera la Nazionale.

L’Irlanda del Nord è 69esima nel ranking (l’Italia 12esima) e non si qualifica ai Mondiali da quarant’anni. La maggior parte dei calciatori gioca in Inghilterra, ma solo due in Premier League; gli altri si dividono tra seconda e terza serie.

Nonostante il livello non eccelso dei calciatori, sono una nazionale organizzata e non semplice da affrontare, che «sa essere molto competitiva, ben più di quanto il suo organico lasci immaginare», scrive Ultimo Uomo, in un articolo che a leggerlo fa venire un po’ di ansietta.

Un momento della partita tra Germania e Irlanda del Nord (EyesWideOpen/Getty Images)

I nordirlandesi sono bravi in particolare a difendersi con ordine, mentre in attacco creano pericoli con i lanci lunghi e con i calci piazzati (anche le rimesse laterali). Punteranno prima di tutto a complicare la partita dell’Italia, insomma.

Dopo averla battuta a fatica per 1-0 in trasferta durante i gironi di qualificazione, l’allenatore della Germania Julian Nagelsmann disse che «Il loro calcio non è bello da vedere, ma è efficace e scomodo da affrontare».

Siamo questi

Tra un po’ vi diciamo due cose sull’Irlanda del Nord, ma intanto qui potete leggere un breve riassunto di come siamo arrivati qui, e in che modo l’Italia si approccia alla partita di stasera.

Sta giocando un’altra Italia, intanto

La Nazionale Under 21, contro la Macedonia del Nord (sì, loro) nelle qualificazioni per gli Europei del 2027.

Sta vincendo 1-0, con un gol del centrocampista della Fiorentina Cher Ndour.

E sta giocando con la maglia di cui vi parlavamo proprio qui sotto.

(Gabriele Maltinti/Getty Images)

La maglia con cui giocherà l’Italia stasera

È la prima volta che viene impiegata dalla Nazionale maggiore, perché è nuova. Chi l’ha fatta (Adidas) e chi la indossa si augura che verrà usata ai prossimi Mondiali. Intanto ha fatto un giro dell’Italia.

Bergamo? Perché proprio a Bergamo?

La partita di questa sera si gioca nello stadio di Bergamo, e non c’entra il fatto che fino a qualche anno fa il suo nome era “Stadio Atleti Azzurri d’Italia”.

C’entra che Gennaro Gattuso, allenatore dell’Italia – che sta molto puntando sulla parte caratteriale e motivazionale – ha preferito uno stadio più piccolo, con meno tifosi e meno tifosi eventualmente in polemica con il gioco dell’Italia – rispetto allo stadio di San Siro, o comunque altri più grandi.

Sì, il ruolo di allenatore della Nazionale (specie di quelle degli ultimi anni) ha molti svantaggi, ma anche il vantaggio di potersi scegliere lo stadio in cui giocare.

L’Italia nello stadio di Bergamo, nel 2025 (Jonathan Moscrop/Getty Images)

Va detto, per dovere di cronaca, che giusto quattro anni fa, il 24 marzo del 2022, l’Italia perse 1-0 contro la Macedonia del Nord una partita giocata allo stadio Renzo Barbera di Palermo, che ha circa 35mila posti (contro i 25mila circa di quello di Bergamo).

Nell’ultima partita giocata a Bergamo, a settembre contro l’Estonia, l’Italia ha invece vinto 5-0.