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  • Martedì 31 marzo 2026

Siamo 1-1 ai tempi supplementari

Nella partita decisiva per i Mondiali la Bosnia Erzegovina ha recuperato il vantaggio dell’Italia, che ha giocato tutto il secondo tempo in dieci

(Image Photo Agency/Getty Images)

L’Italia sta giocando in trasferta contro la Bosnia Erzegovina la finale degli spareggi per andare ai Mondiali maschili di calcio, a cui manca dal 2014. I tempi regolamentari sono finiti 1-1. Nel primo tempo l’Italia ha segnato l’1-0 e Alessandro Bastoni è stato espulso. La Bosnia Erzegovina ha fatto il gol dell’1-1 al 79esimo minuto con Haris Tabakovic.

In questo liveblog seguiamo la partita, e quindi sì, ora pure i supplementari.

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Cosa mancava al menu di stasera?

Questo. Esattamente questo. Un’azione dubbia, forse da rigore e forse da simulazione dell’attaccante, oppure da espulsione del difensore? Di certo con i telecronisti inviperiti per una decisione che – ahem – li trova in disaccordo.

E poi la punizione per l’Italia e i fischi, e la tensione.

«Ma stiamo scherzando, QUESTO È CARTELLINO ROSSO!»

È quello che Daniele Adani, uno dei due telecronisti della RAI, sta urlando dopo il fallo che è stato fatto su Palestra al limite dell’area della Bosnia Erzegovina. In effetti è stato un fallo molto simile a quello fatto da Bastoni nel primo tempo (e per il quale era stato espulso). 

Ve lo ricordate il gol di Kean?

Fatto in questa porta (quella alla destra deivostriteleschermi). Quel gol, del momentaneo 1-0, è stato fatto ormai quasi due ore fa.

E, almeno qui, perlomeno per noi, la sensazione è che quella porta – in cui nel secondo tempo così come in questo primo tempo supplementare – l’Italia la stia difendendo da settimane, non da un’ora circa.

Qui ci sperano (e come dargli torto)

Per tutto il secondo tempo, e dopo il pareggio, i bosniaci all’arena di Zenica hanno iniziato a tifare con più intensità. Con l’inizio dei supplementari l’atmosfera si è un po’ rilassata comunque, la pausa ha fatto sbollire un po’ tutti quanti.

Nel frattempo, abbiamo conosciuto una famiglia molto simpatica, che è originaria di Zenica ma adesso vive in Germania, ed è tornata apposta per vedere le partite contro il Galles e l’Italia. Si chiamano Mustafić; il figlio, Armin, dice che la partita sta andando molto meglio di quanto si aspettassero.

(Il Post)

Comunque anche Armin ci fa l’in bocca al lupo. Dice che il suo migliore amico è italiano, e che si sono promessi a vicenda di tifare la squadra che passerà il turno. 

Sentire la partita è ancora peggio di vederla, stasera

Se state soffrendo guardando la partita, e con il lusso di poterla guardare e intanto leggerne qui, pensate che su Radio 1, a causa di quello che presumiamo sia un problema tecnico, la telecronaca si sta purtroppo sentendo male. La sensazione è che sia fatta da un telefono (cui spesso si ricorre in caso di problemi a strumenti più consoni e performanti).

Le altre squadre, intanto

Capiamo che al momento possa pure fregarvene poco, ma il dovere di cronaca e la deontologia professionale ci impongono di dirvi che, intanto, si sono qualificate per i Mondiali la Turchia (che non ci riusciva da molte edizioni, e che ha una squadra oggettivamente piuttosto forte) e la Svezia, che ha vinto 3-2 contro la Polonia. Danimarca e Cechia invece stanno giocando i tempi supplementari.

Come stanno andando Tonali, Donnarumma e Calafiori in Premier League

Cioè i tre calciatori dell’Italia che appunto ci giocano in Premier League, il campionato inglese e quello considerato il più competitivo del mondo. Tutto sommato, le loro stagioni stanno andando bene.

Calafiori, nonostante qualche problema fisico, è rimasto quasi sempre un titolare nella difesa dell’Arsenal, dove gioca da quasi due anni ormai. L’Arsenal è una delle squadre più forti del mondo, in piena corsa sia per il campionato che per la Champions League.

Il Newcastle, dove gioca Sandro Tonali, sta andando un po’ peggio. È stato eliminato in Champions League e in campionato è 12esimo, un risultato abbastanza deludente. Tonali, però, rimane uno dei giocatori più in vista della squadra – dove gioca con una certa continuità solo dal 2024 (ci arrivò nel 2023, ma fu subito squalificato per un anno dalle UEFA per calcioscommesse). Secondo alcuni esperti di calciomercato, è un calciatore ricercatissimo in Inghilterra.

Donnarumma, invece, è arrivato in Premier League solo quest’anno, dopo qualche anno al Paris Saint-Germain, con cui – come dicevamo – la scorsa stagione ha pure vinto la Champions League da protagonista. È uno dei migliori portieri del mondo e non c’è da sorprendersi che stia facendo benissimo anche lì.

«È finita è finita», ma non è finita

Ricordate quello di «gol sbagliato gol subito»? 

È lo stesso che nell’ultima azione, quasi rassegnato, qui ha detto più volte «è finita è finita»: nel senso di “siamo spacciati”, non nel senso di “è finita la partita”. Per quella manca ancora qualche minuto, più EVENTUALI supplementari.

Un po’ di foto di gente felice all’arena

Nell’arena la gente continua a scandire Bosna! Bosna! Intervisteremmo volentieri qualcun altro ma c’è troppo casino per riuscire a parlare, dovremo aspettare che si calmino un attimo.

(Il Post)

Ha pareggiato la Bosnia

Con Haris Tabaković, a cui è bastato solo un piccolo tocco vicinissimo alla porta e dopo un’azione caotica e concitata. E in una partita così, con questa storia, cosa vi aspettavate? Un bel gol elegante su azione corale?

L’unico fratello Esposito in Nazionale

Pio, l’attaccante italiano che è entrato qualche minuto fa al posto di Moise Kean. Pio Esposito è nato nel 2005 e gioca nell’Inter, dove sta emergendo come uno degli attaccanti più promettenti del campionato italiano. Giocano a calcio anche i suoi due fratelli Salvatore (nato nel 2000 e con una sola presenza in Nazionale) e Sebastiano (nato nel 2002, e mai convocato). Tutti e tre sono cresciuti nelle giovanili dell’Inter, ma solo Pio è riuscito a tornarci per giocare in prima squadra. Salvatore gioca in Serie B nella Sampdoria e Sebastiano nel Cagliari.

«Gol-sbagliato-gol-subito»

Quando si è in più d’uno a guardare una partita, c’è sempre uno che lo dice. 

L’ha detto, già un paio di volte, una delle persone che stanno seguendo la partita per questo liveblog.

Per ora, per fortuna, non è successo.

Un solo giallo, comunque

Per la partita che è – fisica e fatta di contrasti e scontri aerei, palloni da proteggere e secondi preziosi – ci si potrebbe aspettare diversi cartellini gialli, di fatto lo strumento che ha l’arbitro per tenere un po’ buoni i calciatori, ed evitare che la partita si faccia troppo aggressiva. Finora ne ha dato solo uno, alla Bosnia Erzegovina. Evidentemente il rosso a Bastoni nel primo tempo ha messo paura.

Momento vessillologico bosniaco

(Il Post)

Queste due bandiere sono entrambe bosniache.

Quella di destra, che raffigura uno scudo con gigli dorati in campo blu e una banda bianca, è ispirata allo stemma di alcuni re medievali bosniaci. Fu la bandiera che la Bosnia Erzegovina adottò nel 1992; proprio come l’inno, e per la stessa ragione, fu però abolita dall’Alto rappresentante.

Quella di sinistra è stata scelta dopo la guerra dall’Alto rappresentante: ha un triangolo giallo in campo blu con alcune stelle bianche, e non presenta simboli che possano essere associati a un unico gruppo nazionale.

Molti tifosi bosgnacchi però continuano a esibire quella del 1992. In Bosnia Erzegovina l’uso di quella bandiera, come del resto anche le bandiere che venivano utilizzate nei territori controllati dai croati e dai serbi durante la guerra, è estremamente controverso. 

L’opinione di Zahim e Dino

Cioè di due tifosi bosniaci che stanno guardando la partita insieme a noi, a Zenica.

Zahim è quello a sinistra, Dino è quello a destra (Il Post)

All’inizio del secondo tempo Dino, che tra i due è quello che sembra avere più opinioni, aveva detto che la sua nazionale doveva essere più coraggiosa e attaccare. Zahim è stato più diretto e ha detto «vinceremo!».

Ma Dino non è per niente sicuro. Anzi, ha detto che la Bosnia Erzegovina deve segnare entro pochi minuti, oppure sarà difficile portarsi a casa la partita. 

Dino e Zahim sono stati tra i pochissimi tifosi che si sono fatti fotografare. Molti sono restii, perché in Bosnia Erzegovina tanti giornali sono parziali e faziosi e la gente non si fida. Molti hanno anche un ricordo molto brutto dei tempi della guerra (che in Bosnia si combatté dal 1992 al 1995), e un’opinione un po’ pessima dei giornalisti stranieri.