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  • Martedì 3 marzo 2026

I bombardamenti in Medio Oriente stanno mettendo in difficoltà anche l’economia

Mentre continuano gli attacchi di Iran, Israele e Stati Uniti, il prezzo del petrolio e del gas è aumentato e le borse hanno chiuso in calo

Fumo causato dai bombardamenti su Teheran, la capitale dell'Iran, il 3 marzo del 2026 (AP Photo/Vahid Salemi)

È finito il quarto giorno della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. I bombardamenti sono proseguiti: l’Iran ha continuato a usare missili e droni contro obiettivi militari e civili in molti paesi del Golfo, Teheran è stata colpita dai bombardamenti di Israele e Stati Uniti, e le forze israeliane hanno attaccato Hezbollah in Libano. Il Post segue tutte le notizie con questo liveblog.

IN EVIDENZA
3 marzo 2026

Cosa è successo nel quarto giorno di guerra

• Gli attacchi sono continuati. L’Iran ha colpito con i droni il consolato degli Stati Uniti a Dubai (negli Emirati Arabi Uniti) e la loro ambasciata a Riyad (in Arabia Saudita), portando entrambi i paesi a valutare una risposta militare.

• L’esercito israeliano è entrato nel Libano meridionale, per costruirci nuove postazioni, mentre l’aviazione ha bombardato Teheran, concentrandosi anche su obiettivi simbolici del regime.

• A Qom un bombardamento israeliano ha colpito un ufficio dell’organo religioso che sta eleggendo la prossima guida Guida Suprema dopo l’uccisione di Ali Khamenei: secondo fonti del sito Iran International, che opera all’estero, sarebbe stato scelto suo figlio Mojtaba Khamenei, ma la notizia non è confermata. Secondo fonti del New York Times, il regime potrebbe annunciarlo mercoledì mattina.

• Il blocco del traffico marittimo nello stretto di Hormuz ha causato un aumento del prezzo di petrolio e gas, e una giornata negativa per le borse, soprattutto europee. Donald Trump ha offerto di far scortare le navi che passano dallo stretto dalla marina statunitense.

• In un incontro alla Casa Bianca, Trump ha minacciato pesanti ritorsioni commerciali contro la Spagna per non avergli concesso l’uso delle basi militari sul suo territorio. Ha detto anche che «la maggior parte delle persone che avevo in mente» per la successione a Khamenei come Guida Suprema dell’Iran «è morta», cioè è stata uccisa negli attacchi di questi giorni.

Abbiamo ricapitolato tutte le cose successe oggi in questo articolo.

I bombardamenti sono continuati in tutto il Medio Oriente e si sono intensificati i problemi per l'economia

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Cosa è successo nel quarto giorno di guerra

• Gli attacchi sono continuati. L’Iran ha colpito con i droni il consolato degli Stati Uniti a Dubai (negli Emirati Arabi Uniti) e la loro ambasciata a Riyad (in Arabia Saudita), portando entrambi i paesi a valutare una risposta militare.

• L’esercito israeliano è entrato nel Libano meridionale, per costruirci nuove postazioni, mentre l’aviazione ha bombardato Teheran, concentrandosi anche su obiettivi simbolici del regime.

• A Qom un bombardamento israeliano ha colpito un ufficio dell’organo religioso che sta eleggendo la prossima guida Guida Suprema dopo l’uccisione di Ali Khamenei: secondo fonti del sito Iran International, che opera all’estero, sarebbe stato scelto suo figlio Mojtaba Khamenei, ma la notizia non è confermata. Secondo fonti del New York Times, il regime potrebbe annunciarlo mercoledì mattina.

• Il blocco del traffico marittimo nello stretto di Hormuz ha causato un aumento del prezzo di petrolio e gas, e una giornata negativa per le borse, soprattutto europee. Donald Trump ha offerto di far scortare le navi che passano dallo stretto dalla marina statunitense.

• In un incontro alla Casa Bianca, Trump ha minacciato pesanti ritorsioni commerciali contro la Spagna per non avergli concesso l’uso delle basi militari sul suo territorio. Ha detto anche che «la maggior parte delle persone che avevo in mente» per la successione a Khamenei come Guida Suprema dell’Iran «è morta», cioè è stata uccisa negli attacchi di questi giorni.

Abbiamo ricapitolato tutte le cose successe oggi in questo articolo.

I bombardamenti sono continuati in tutto il Medio Oriente e si sono intensificati i problemi per l'economia

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Secondo il “New York Times”, Mojtaba Khamenei è il favorito per diventare la nuova Guida Suprema dell’Iran

Tre funzionari iraniani rimasti anonimi hanno detto al New York Times che Mojataba Khamenei è il favorito per diventare la prossima Guida Suprema dell’Iran. Prenderebbe il posto del padre, Ali Khamenei. In serata il sito Iran International ha sostenuto che Mojtaba fosse già stato scelto, ma la notizia non è confermata.

Mojtaba Khamenei, 56 anni, in una foto del 2019

Mojtaba Khamenei, 56 anni, in una foto del 2019 (Rouzbeh Fouladi/ZUMA Wire)

Le fonti del New York Times dicono che il regime sta valutando di annunciare la sua nomina mercoledì mattina, ma al tempo stesso teme che l’ufficializzazione della carica lo renderebbe un obiettivo immediato di Israele e Stati Uniti. 

La Guida Suprema è eletta dall’Assemblea degli esperti, un organo composto da 88 religiosi. Martedì si è riunita tre volte online, per evitare attacchi

I principali attacchi dell’Iran nel quarto giorno di guerra

Il Wall Street Journal ha ricapitolato alcuni dei principali attacchi compiuti martedì dall’Iran in Israele e nei paesi del Golfo:

  • In Israele almeno sette persone sono state ferite da pezzi di un missile caduti in tre diverse zone nella zona centrale del paese.
  • L’ambasciata statunitense a Riyad, in Arabia Saudita, è stata attaccata due volte da droni iraniani.
  • Il governo degli Emirati Arabi Uniti ha fatto sapere di aver intercettato diversi droni e missili. Martedì mattina un drone ha causato un incendio nella zona industriale petrolifera di Fujairah, nell’est del paese. Nel pomeriggio ci sono state notizie di esplosioni a Dubai, e un drone ha causato un incendio in un parcheggio adiacente al consolato statunitense della città. Non ci sono notizie di persone uccise.
  • Nel porto di Duqm, in Oman, un serbatoio di carburante è stato colpito da un attacco di droni e altri sono caduti nel porto di Salalah. Non ci sono stati morti né feriti.

Trump ha minacciato pesanti ritorsioni economiche contro la Spagna

Durante l’incontro alla Casa Bianca con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, Trump ha minacciato e criticato parecchio la Spagna e il suo governo, guidato dal primo ministro Socialista Pedro Sánchez. Trump ha detto che intende fargliela pagare non avere concesso alle forze statunitensi di appoggiarsi nelle basi militari sul suo territorio per i bombardamenti all’Iran. 

Trump ha minacciato di interrompere del tutto il commercio con la Spagna, prospettando una sorta di embargo sui prodotti importati da lì. All’incontro c’era anche il segretario al Tesoro, Scott Bessent, che gli ha dato ragione. Non è chiaro però come il governo statunitense potrebbe fare una cosa del genere, né se cercherà davvero di farlo o resterà una minaccia. «La Spagna è stata terribile», ha detto Trump, ritirando fuori anche che era stata l’unico paese della NATO a opporsi all’aumento delle spese militari voluto da lui, l’anno scorso. 

Pedro Sánchez durante un recente comizio a Burgos, in Spagna

Pedro Sánchez durante un recente comizio a Burgos, in Spagna (Jorge Contreras Soto/ZUMA Press Wire)

Il governo spagnolo ha risposto con un comunicato in cui, con toni molto istituzionali, ha detto che se gli Stati Uniti intendono rivedere le loro relazioni commerciali con la Spagna «dovrebbero farlo mentre rispettano l’autonomia delle aziende private, la legalità internazionale e gli accordi bilaterali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti». Per il momento Sánchez non ha risposto direttamente a Trump, ma è atteso un suo discorso domani. 

Dall’inizio della guerra in Medio Oriente, Sánchez è il leader europeo che si sta mostrando più critico verso Trump. Negli ultimi anni si era distinto anche per il suo approccio particolarmente duro verso Israele e le sue operazioni militari nella Striscia di Gaza.

Alla fine la borsa statunitense ha limitato i danni

Martedì la borsa di New York ha chiuso in calo per il secondo giorno consecutivo. I principali indici della borsa statunitense, cioè quelli che sintetizzano l’andamento di un certo gruppo di azioni e servono quindi a capire come vanno in generale le cose, sono il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq, che hanno chiuso tutti con cali di poco meno dell’1 per cento.

Le perdite sono state meno gravi di quelle invece registrate dai mercati europei, che hanno avuto ribassi tra i 2 e i 4 punti percentuali. I paesi europei sono infatti molto più esposti degli Stati Uniti alla crisi energetica che rischia di iniziare a causa del sostanziale blocco delle navi che trasportano petrolio, gas e carburanti dal golfo Persico.

Un operatore della borsa di New York, il 3 marzo 2026 (AP Photo/Seth Wenig)

Secondo fonti di Iran International Mojtaba Khamenei, il figlio di Ali Khamenei, sarebbe stato eletto come nuova Guida Suprema

Il sito Iran International ha scritto, sulla base di alcune fonti anonime, che Mojtaba Khamenei sarebbe stato eletto come nuova Guida Suprema dell’Iran. È il figlio di Ali Khamenei, la precedente Guida Suprema, uccisa sabato da un bombardamento israeliano su Teheran. Al momento le edizioni online di tutti i principali giornali italiani stanno titolando su questa notizia, ma non ci sono conferme.  

Iran International è un sito disponibile in farsi, in arabo e in inglese, legato all’opposizione, con sede a Londra. Si occupa in modo informato di quello che succede in Iran, ma non è sempre affidabile. 

Secondo Fars, ora l’Assemblea degli esperti in Iran si riunisce online

Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars l’Assemblea degli esperti, l’organo composto da 88 religiosi incaricati di scegliere la prossima Guida Suprema del paese, sta facendo delle riunioni online, a distanza.

La decisione è stata presa presumibilmente a causa del bombardamento che nel pomeriggio di martedì ha colpito un ufficio della città di Qom dove normalmente si riuniscono i membri dell’Assemblea (al momento dell’attacco non erano in corso incontri).

Fars ha aggiunto che il processo di selezione della Guida Suprema è alle «fasi finali»: la prossima Guida Suprema succederà ad Ali Khamenei, ucciso sabato da un bombardamento israeliano su Teheran. 

A Teheran è stato bombardato anche un palazzo patrimonio dell’UNESCO

Un’onda d’urto provocata da uno dei bombardamenti di lunedì su Teheran ha danneggiato anche il Palazzo del Golestān, uno dei monumenti più antichi della capitale iraniana e patrimonio dell’UNESCO. L’UNESCO è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere la cooperazione tra gli stati nell’ambito dell’istruzione, della scienza, della cultura e della comunicazione, e ha diffuso un comunicato in cui ricorda che i beni culturali sono protetti dal diritto internazionale.

Il Palazzo del Golestān è un complesso di 17 edifici, è stato costruito tra il Cinquecento e il Seicento ed è stata la residenza ufficiale di diverse dinastie reali iraniane.

(Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)


(Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)

Trump dice che la marina degli Stati Uniti potrebbe scortare le navi nello stretto di Hormuz

Lo ha detto in un post su Truth, scrivendo «se necessario», ma anche che è disposto a cominciare «il prima possibile». La guerra in Medio Oriente infatti ha pressoché azzerato il traffico marittimo nello stretto di Hormuz – e dunque le esportazioni di petrolio e gas dai paesi del Golfo, che passano di lì – per il deteriorarsi delle condizioni di sicurezza e le minacce iraniane di colpire le navi che lo attraversano. Si stima ci siano più di 3mila navi bloccate oltre lo stretto in questo momento.

L’annuncio di Trump è sembrato rassicurare il settore: poco dopo il prezzo del petrolio è leggermente calato, passando da 81 dollari al barile a circa 80 dollari. 

Un drone iraniano ha colpito un parcheggio vicino al consolato statunitense di Dubai

Un drone iraniano ha colpito un parcheggio adiacente al consolato statunitense di Dubai: molti video mostrano una grossa colonna di fumo vicino all’edificio. Da sabato l’Iran sta lanciando missili e droni su molti paesi del Golfo, tra cui gli Emirati Arabi Uniti, causando danni a obiettivi sia militari sia civili

Il governo emiratino ha detto che vicino al consolato si è sviluppato un incendio che è stato spento rapidamente, senza causare feriti. Le autorità hanno descritto l’attacco come un «incidente legato a un drone», come hanno fatto spesso negli ultimi giorni, probabilmente con il tentativo di minimizzare le conseguenze della guerra e comunicare un’immagine di sicurezza. 

Il giornalista israeliano Barak Ravid, solitamente ben informato, oggi ha scritto che gli Emirati Arabi Uniti starebbero valutando la possibilità di intervenire militarmente contro l’Iran in risposta agli attacchi di questi giorni. Il ministero degli Esteri emiratino ha detto che il paese è stato obiettivo di oltre mille attacchi iraniani. 

Martedì i droni iraniani avevano attaccato due volte anche l’ambasciata statunitense di Riyad, in Arabia Saudita.

La Francia sta inviando la sua portaerei nel Mediterraneo orientale

Il presidente francese Emmanuel Macron ha ordinato alla portaerei Charles de Gaulle, l’unica del paese, di fare rotta verso il Mediterraneo orientale, e ha aggiunto che «ulteriori mezzi di difesa antiaerea» e la fregata Languedoc raggiungeranno entro «questa sera» Cipro, dove tra domenica e lunedì due attacchi iraniani avevano colpito una base militare britannica.

Emmanuel Macron il 2 marzo, giorno in cui ha detto che la Francia vuole difendere altri paesi europei con le proprie armi nucleari

Emmanuel Macron il 2 marzo, giorno in cui ha detto che la Francia vuole difendere altri paesi europei con le proprie armi nucleari (Yoan Valat/Pool Photo via AP)

Macron ha detto di voler creare una «coalizione» a difesa del commercio internazionale, che è stato assai messo in crisi dall’inizio della guerra, e di voler difendere i propri alleati nella regione. La Francia ha accordi di difesa con gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Qatar, tutti paesi raggiunti dagli attacchi di ritorsione iraniani. 

Ali Khamenei sarà sepolto a Mashhad, dove era nato

L’agenzia di stampa iraniana Fars ha comunicato che il corpo della Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso sabato da un bombardamento israeliano, sarà sepolto a Mashhad, nel nord est dell’Iran. Mashhad è la seconda città più popolosa del paese ed è uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti per l’Islam sciita. Khamenei era nato lì nel 1939. Non ci sono ancora informazioni sulla data della cerimonia di sepoltura.

È aumentato anche il prezzo della benzina, mentre le borse vanno male

Dopo l’andamento neutro di ieri, la borsa statunitense resta in perdita. I suoi indici più rappresentativi – Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq – al momento perdono tra lo 0,7 e lo 0,8 per cento. Sono cali più contenuti di quelli delle borse europee, che oggi hanno chiuso in perdita per il secondo giorno di fila. Le dichiarazioni contraddittorie dell’amministrazione Trump sulla durata della guerra accrescono l’incertezza di cui stanno risentendo i mercati finanziari. 

Un camionista a un distributore di Los Angeles, il 3 marzo (AP Photo/Damian Dovarganes)

Un camionista a un distributore di Los Angeles, il 3 marzo (AP Photo/Damian Dovarganes)

Oltre alle borse, stanno avendo conseguenze le minacce iraniane di chiudere lo stretto di Hormuz, da cui passa un quinto del petrolio venduto nel mondo. Con le petroliere bloccate, e per l’assenza di infrastrutture di immagazzinamento, stanno portando a una netta riduzione della produzione di petrolio in Iraq, che è tra i maggiori produttori mondiali: secondo alcune stime, la produzione irachena potrebbe ridursi di tre quarti. 

Il prezzo del petrolio è aumentato dell’8 per cento, toccando temporaneamente i massimi dal luglio del 2024, prima di calare leggermente. Per esempio il Brent, la quotazione di riferimento dei mercati europei, è arrivato a 82,3 dollari al barile, mentre ora si attesta di poco sotto, a circa 81 dollari. Nel frattempo, rispetto a prima della guerra è aumentato del 70 per cento anche il prezzo del gas. Trump ha cercato di minimizzare le conseguenze di questi aumenti. 

Tutto questo ha contribuito a un aumento dei prezzi della benzina: quelli medi negli Stati Uniti martedì sono saliti dell’11 per cento, a 3,11 dollari al gallone (circa tre litri e mezzo). Ci sono state ripercussioni anche in Italia, dove il costo della benzina è aumentato del 6,7 per cento e quello del gasolio del 16 per cento. Secondo il sito specializzato Staffetta Quotidiana, questo si è tradotto in un rialzo dei prezzi consigliati ai distributori dalle aziende: per IP di 3 centesimi sulla benzina e 6 sul gasolio, per Eni di 4 centesimi al litro su entrambi, per Q8 di 5 centesimi e per Tamoil di 3, sempre su entrambi. 

Gli Stati Uniti inizieranno a organizzare voli di rimpatrio dal Medio Oriente, infine

Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha detto che sta organizzando voli militari e commerciali per permettere ai propri cittadini che sono in Medio Oriente di andarsene.

La decisione è arrivata dopo che l’amministrazione Trump era stata molto criticata per il modo approssimativo e confuso con cui aveva gestito la comunicazione nei primi giorni della guerra.

Per esempio martedì mattina aveva invitato tutti gli statunitensi in Medio Oriente a lasciare il paese, senza però spiegare come avrebbero dovuto farlo, dato che lo spazio aereo di molti paesi è chiuso e finora il governo americano non aveva offerto alternative. Lunedì l’ambasciata statunitense a Gerusalemme aveva invitato gli americani a lasciare il paese, ma aveva ammesso di non avere i mezzi per aiutarli. 

In Iran, Israele e Stati Uniti colpiscono anche luoghi legati alla repressione

Oltre agli obiettivi militari, gli attacchi di Israele e Stati Uniti sull’Iran stanno colpendo caserme di polizia, prigioni, uffici dell’intelligence e delle milizie armate. Sono luoghi associati alla repressione e alle violenze compiute dal regime iraniano, dove decine di migliaia di iraniani sono stati interrogati, picchiati e torturati. Il New York Times scrive che potrebbe essere una tattica specifica volta a indebolire il regime agli occhi della popolazione: distruggere i suoi luoghi più detestati per incoraggiare le persone a rovesciarlo.

Nel post qui sopra si vede per esempio un bombardamento su una stazione di polizia di Teheran.

Colpire le basi dei corpi armati con cui il regime mantiene il controllo è anche un modo per indebolire la sua capacità di rispondere a una eventuale rivolta. Questo approccio è evidente nel Kurdistan iraniano, dove gli obiettivi dei bombardamenti statunitensi sembrano mostrare l’intenzione di provocare una sollevazione interna dei curdi. Dall’inizio della guerra, lo scorso sabato, sia il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sia il presidente statunitense Donald Trump hanno esortato gli iraniani a rivoltarsi. Non è chiaro però come dovrebbero farlo. I manifestanti non sono armati, al contrario delle forze di sicurezza, e il regime ha una struttura a strati studiata in ogni suo aspetto proprio per evitare che possa essere smantellato.

🎧 È uscito il secondo episodio speciale di “Globo”

Da ieri Globo, il podcast di esteri del Post, è diventato quotidiano e aperto a tutti, per dare ordine alle notizie sulla guerra e approfondirle, con Daniele Raineri insieme al suo conduttore abituale Eugenio Cau. 

Il nuovo episodio, che tra le altre cose spiega cosa temono i paesi arabi attaccati dall’Iran e come Israele ha hackerato le telecamere del traffico in Iran per arrivare all’uccisione di Ali Khamenei, si ascolta qui o su tutte le piattaforme di podcast. 

Cosa ha detto Trump durante l’incontro con Merz

Principalmente ha fatto critiche molto dure, non solo all’Iran ma anche a due paesi europei suoi alleati: la Spagna e il Regno Unito.

  • Rispetto alle ricostruzioni giornalistiche sulla possibilità che Israele abbia convinto gli Stati Uniti ad attaccare l’Iran, Trump ha sostenuto il contrario: «Potrei essere stato io a forzargli la mano».
  • Ha detto che le valutazioni sul futuro del governo iraniano e sul possibile “regime change” nel paese verranno dopo la distruzione delle forze armate iraniane. Su questo, ha usato toni enfatici: ha detto che la marina, l’aviazione, i radar e le difese aeree sono state tutte «messe fuori combattimento». 
Trump e Merz durante l'incontro alla Casa Bianca del 3 marzo

Trump e Merz durante l’incontro alla Casa Bianca del 3 marzo (Samuel Corum/Pool/ABACAPRESS.COM)

  • Trump ha detto che «la maggior parte delle persone che avevo in mente» per la successione ad Ali Khamenei come Guida Suprema dell’Iran «è morta», ossia è stata uccisa negli attacchi di questi giorni. Ha aggiunto che lo scenario migliore (per lui) sarebbe simile a quello del Venezuela, cioè l’instaurazione di una leadership più accomodante verso gli Stati Uniti ma proveniente sempre da dentro al regime.  
  • Se l’è presa con Spagna e Regno Unito. Ha minacciato un embargo come punizione per il rifiuto del governo spagnolo di fargli usare le basi sul suo territorio come appoggio per la guerra. Ha sminuito il primo ministro britannico Keir Starmer, dicendo: «Non stiamo parlando di Winston Churchill», intendendo che Starmer non è esattamente uno statista, al contrario della sua idea di Churchill, che fu il carismatico primo ministro britannico durante la Seconda guerra mondiale.