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  • Sabato 28 febbraio 2026

Israele e Stati Uniti stanno attaccando l’Iran per rovesciare il regime

E Trump ha detto che è stata uccisa la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei

Una veduta di stasera a Teheran, in cui si vede il fumo di uno dei bombardamenti
Sabato sera a Teheran, con il fumo di uno dei bombardamenti (Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)

Sabato mattina Israele e Stati Uniti hanno iniziato a bombardare l’Iran. Sono state colpite diverse città, tra cui la capitale Teheran, e sabato sera è arrivata da Trump la conferma dell’uccisione di Ali Khamenei, la Guida suprema dell’Iran. L’obiettivo dichiarato da Trump e Netanyahu è rovesciare il regime. L’Iran sta rispondendo attaccando Israele e le basi statunitensi nella regione. Il Post ha seguito tutte le notizie di sabato con questo liveblog. Qui c’è un riassunto con le cose successe, in ordine.

IN EVIDENZA
28 febbraio 2026

Il punto su una giornata molto intensa

• Verso le 23 di sabato (ora italiana: le 17 negli Stati Uniti e l’1:30 in Iran) Donald Trump ha detto che la Guida suprema Ali Khamenei, la massima autorità politica e religiosa dell’Iran, è stata uccisa in uno dei bombardamenti condotti sabato da Stati Uniti e Israele. Per ora non ci sono informazioni certe su come o dove è stato ucciso Khamenei: un’ipotesi è che fosse nella sua residenza di Teheran, distrutta negli attacchi.

• L’uccisione di Khamenei era il primo obiettivo della guerra iniziata da Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano: i leader di entrambi i paesi hanno detto chiaramente che il loro scopo è proprio rovesciare il regime, e in mattinata avevano esortato la popolazione a protestare. Man mano che la notizia dell’uccisione di Khamenei diventava più concreta sono cominciati festeggiamenti in varie zone di Teheran. 

• Per l’Iran, l’uccisione di Khamenei è il momento storico più importante dal 1979, l’anno della rivoluzione che trasformò il paese in una Repubblica Islamica. È anche un colpo durissimo, vista l’importanza che Khamenei aveva nel sistema iraniano. Il regime non ha confermato la sua morte. Sul suo account X è stata pubblicata una foto allusiva con significati religiosi. 

• Per tutta la giornata di sabato l’Iran ha compiuto attacchi aerei come ritorsione. Ha lanciato contro Israele missili e droni, in gran parte abbattuti. Ha attaccato vari paesi del Golfo, tra cui Qatar, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti: ha colpito principalmente basi militari statunitensi, ma anche alcuni strutture civili, per esempio a Dubai

Liveblog

Il punto su una giornata molto intensa

• Verso le 23 di sabato (ora italiana: le 17 negli Stati Uniti e l’1:30 in Iran) Donald Trump ha detto che la Guida suprema Ali Khamenei, la massima autorità politica e religiosa dell’Iran, è stata uccisa in uno dei bombardamenti condotti sabato da Stati Uniti e Israele. Per ora non ci sono informazioni certe su come o dove è stato ucciso Khamenei: un’ipotesi è che fosse nella sua residenza di Teheran, distrutta negli attacchi.

• L’uccisione di Khamenei era il primo obiettivo della guerra iniziata da Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano: i leader di entrambi i paesi hanno detto chiaramente che il loro scopo è proprio rovesciare il regime, e in mattinata avevano esortato la popolazione a protestare. Man mano che la notizia dell’uccisione di Khamenei diventava più concreta sono cominciati festeggiamenti in varie zone di Teheran. 

• Per l’Iran, l’uccisione di Khamenei è il momento storico più importante dal 1979, l’anno della rivoluzione che trasformò il paese in una Repubblica Islamica. È anche un colpo durissimo, vista l’importanza che Khamenei aveva nel sistema iraniano. Il regime non ha confermato la sua morte. Sul suo account X è stata pubblicata una foto allusiva con significati religiosi. 

• Per tutta la giornata di sabato l’Iran ha compiuto attacchi aerei come ritorsione. Ha lanciato contro Israele missili e droni, in gran parte abbattuti. Ha attaccato vari paesi del Golfo, tra cui Qatar, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti: ha colpito principalmente basi militari statunitensi, ma anche alcuni strutture civili, per esempio a Dubai

Gli spettatori di Sanremo sono stati informati, infine

A mezzanotte c’è stata infine una delle brevi edizioni del Tg1 previste per queste serate di festival, e dunque è stata data notizia della morte di Ali Khamenei. Secondo la scaletta ufficiale della serata il collegamento col Tg1 sarebbe dovuto essere dopo mezzanotte e mezza: è stata quindi anticipata a causa dell’eccezionalità della notizia. Fino ad allora, la diretta della finale non era stata interrotta per un’edizione straordinaria. 

Una persona è stata uccisa da un attacco missilistico a Tel Aviv

Almeno una persona è stata uccisa da un attacco missilistico iraniano che ha colpito un edificio nel centro di Tel Aviv, in Israele. Una ventina di altre persone è stata ferita e portata in ospedale. 

Il cratere causato da un missile iraniano a Tel Aviv (AP Photo/Ohad Zwigenberg)

Chi sta guardando la finale di Sanremo non sa ancora nulla

Su Rai 1 è in corso la finale del Festival di Sanremo – siamo poco oltre la metà della gara – e la diretta non è stata interrotta da un’edizione straordinaria del Tg1 che desse conto di quanto sta succedendo in Iran, come sarebbe verosimilmente successo in qualsiasi altro giorno dell’anno. In questo momento c’è Max Pezzali che canta dei vecchi pezzi degli 883 a bordo di una nave di un grosso sponsor del Festival, ormeggiata al largo di Sanremo.

Non è chiaro perché la finale non sia stata interrotta. Va detto che durante i giorni di Sanremo la RAI guadagna in pubblicità più o meno un decimo di quanto incassa in un anno.

Il più famoso hotel di Dubai è stato colpito da un drone

Il Burj al-Arab, il più famoso hotel di lusso di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, è stato colpito dai detriti di un drone iraniano, che hanno causato un piccolo incendio su una facciata. Non ci sono feriti, e l’incendio è stato messo sotto controllo. In precedenza era stato colpito anche un altro noto hotel, il Fairmont The Palm.

Il primo commento del figlio dello scià di Persia

L’uccisione di Ali Khamenei è stata commentata anche da Reza Pahlavi, il figlio dello scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, cioè il re dell’Iran che fu cacciato dalla rivoluzione islamica del 1979.

Pahlavi vive in esilio negli Stati Uniti e da anni cerca di accreditarsi come leader dell’opposizione iraniana all’estero. Rivolgendosi alla popolazione iraniana ha detto in un messaggio: «Con la sua morte, la Repubblica Islamica ha raggiunto la sua fine e molto presto sarà gettata nella pattumiera della storia. Qualsiasi tentativo da parte dei resti del regime di nominare un successore di Khamenei è destinato a fallire fin dall’inizio. Chiunque mettano al suo posto non avrà né legittimità né longevità, e sarà senza dubbio complice anche dei crimini di questo regime».

Intanto sull’account X di Khamenei

Alle 22:30 l’account X ufficiale di Ali Khamenei, il capo politico, religioso e militare dell’Iran, ha pubblicato un post denso di simboli legati alla mobilitazione militare e religiosa, tipico della propaganda del regime. Tra le altre cose l’immagine rappresenta la Zulfiqar, una spada con la punta biforcuta e leggendaria arma dell’Imam Ali, cugino del profeta Maometto e una delle figure più importanti della dottrina sciita dell’Islam, quella della leadership iraniana e di gran lunga la più diffusa nel paese.

La rappresentazione della spada richiama la giustizia divina e l’invincibilità. Il fatto che sia in fiamme simboleggia il suo forte potere purificatore ed è un ulteriore invito all’azione militare.

L’immagine è stata pubblicata poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha detto che Khamenei era stato ucciso nel primo giorno di guerra di Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano. Per ora il regime iraniano non ha commentato l’annuncio di Trump, né ha dato informazioni su Khamenei.

L’uccisione di Khamenei è il momento storico più importante per l’Iran dal 1979

Immaginate l’Iran come una piramide costruita da più livelli di potere sovrapposti. Il potere politico, quello dei magistrati, quello delle banche, quello militare, quello delle agenzie di intelligence e quello dei religiosi. Per la maggioranza dei 92 milioni di iraniani seduto in cima alla piramide dal 1989 c’è sempre stato Ali Khamenei, a prendere decisioni di continuo e su tutto.

Khamenei era il massimo responsabile del regime iraniano. E più questo stato di cose andava avanti e più Khamenei accumulava nuovo potere e accresceva il suo carisma, che esercitava volentieri sulle masse. E quando non bastava il carisma, ordinava campagne di repressione brutale contro gli iraniani come quella che un mese fa, a gennaio, ha ucciso in due giorni migliaia di iraniani che manifestavano in strada (non meno di settemila).

Khamenei era da così tanto tempo in cima al sistema di potere iraniano che era diventato difficile pensare a un Iran senza di lui. Era anche il reggente di quella rete di milizie armate che era stata creata in alcuni paesi arabi, dal Libano all’Iraq, dalla Siria allo Yemen, per espandere l’influenza dell’Iran nella regione. Ed era l’erede dell’imam Ruhollah Khomeini, quindi della guida spirituale che scatenò e vinse la rivoluzione del 1979 (da cui nacque la Repubblica Islamica) e cacciò lo shah (il re che governava in maniera autoritaria in Iran dal 1941). Simboleggiava la continuità di quella rivoluzione.

Ora la sua uccisione in un bombardamento israeliano diventa il momento storico più importante per l’Iran dal 1979.

I festeggiamenti in Iran per la morte di Khamenei

Sui social media circolano molti video che mostrano persone iraniane che festeggiano dopo la notizia data da Donald Trump dell’uccisione di Ali Khamenei, il capo politico, religioso e militare dell’Iran.

Trump ha detto che Khamenei è stato ucciso

In un post sul suo social network Truth, Trump ha detto che è stato ucciso Ali Khamenei, la Guida suprema dell’Iran, cioè l’autorità politica e religiosa più importante del paese. Ha aggiunto che l’intelligence statunitense stava tenendo sotto controllo tutte le sue mosse. 

Il post con cui Trump ha annunciato l'uccisione di Khamenei

Il post con cui Trump ha annunciato l’uccisione di Khamenei

Nel frattempo gli attacchi iraniani stanno proseguendo

Ci sono state nuove allerte in diverse zone di Israele per l’ennesimo lancio di missili dall’Iran. I giornalisti di Al Jazeera a Doha, in Qatar, hanno riferito che sopra la città si sono sentite forti esplosioni. Anche negli Emirati Arabi Uniti sono entrate in funzione le difese antiaeree, mentre il ministero della Difesa del Qatar ha detto che il paese è stato attaccato con 65 missili e 12 droni nella giornata di oggi, dicendo di averli intercettati tutti. 

Le persone uccise nel bombardamento sulla scuola femminile di Minab sono almeno 100

La televisione di stato iraniana IRIB ha detto che oltre 100 persone sono state uccise, e altre 90 ferite, dal bombardamento su una scuola elementare femminile a Minab, nel sud dell’Iran, di cui abbiamo parlato in vari altri aggiornamenti. La scuola era aperta al momento dell’attacco: vari video diffusi online mostrano l’edificio completamente distrutto, e molte persone arrivate per prestare soccorso. 

Non si sa ancora se l’attacco fosse diretto alla scuola o se si sia trattato di un errore, né se sia stato compiuto dagli Stati Uniti o da Israele.

L’esercito israeliano dice che è stato ucciso il capo dei Guardiani della rivoluzione e il ministro della Difesa iraniani

Un portavoce dell’esercito israeliano ha detto che nei bombardamenti sono state uccise varie figure importanti nella leadership iraniana, tra cui il capo dei Guardiani della Rivoluzione, Mohammad Pakpour, e il ministro della Difesa iraniano Aziz Nasirzadeh. Erano entrambi tra gli obiettivi dell’attacco.

I Guardiani della Rivoluzione sono il corpo militare più potente dell’Iran, il più indottrinato e il più leale verso il regime. Israele aveva già ucciso il predecessore di Pakpour, il generale Hossein Salami, nel giugno del 2025. 

L’uccisione del ministro della Difesa Nasirzadeh invece è funzionale soprattutto a compromettere la catena di comando militare dell’Iran.

Oltre a loro, l’esercito ha detto che è morto anche Ali Shamkhani, uno stretto consigliere della Guida Suprema Ali Khamenei, su cui però l’esercito non ha dato aggiornamenti.  

Mohammad Pakpourin una foto dell'ottobre del 2024

Mohammad Pakpour in una foto dell’ottobre del 2024 (Fatemeh Bahrami/Anadolu via Getty Images)

A Teheran stanno già festeggiando

L’uccisione di Ali Khamenei non è ancora stata confermata, ma secondo vari media e video circolati sui social ci sono già festeggiamenti in diversi quartieri di Teheran.

Circolano video in cui si vedono e sentono persone esultare dalle finestre delle case, ma per il momento non nelle strade (cosa comprensibile, visto l’apparato repressivo del regime e la brutalità delle sue forze di sicurezza).

 

 

Le foto di Trump durante gli attacchi contro l’Iran

La Casa Bianca ha diffuso alcune foto che mostrano il presidente statunitense Donald Trump mentre segue in diretta i bombardamenti di oggi contro l’Iran. Le foto sono state scattate nella residenza di Trump a Mar-a-Lago, in Florida: insieme a Trump c’erano diversi membri della sua amministrazione, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio. Il vicepresidente J.D. Vance ha invece seguito i bombardamenti da Washington.

Cosa sappiamo sulla possibilità che sia stato ucciso Ali Khamenei

Reuters, Associated Press e molti giornali israeliani scrivono che c’è la conferma dell’uccisione della Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei: citano funzionari israeliani, che hanno parlato in forma anonima, sostenendo che sia stato recuperato il corpo. La tv israeliana Channel 12 dice che sia il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sia Donald Trump hanno visto le immagini del corpo. In un’intervista con NBC, Trump ha detto di «sentirsi» certo che Khamenei sia stato ucciso. 

La Guida Suprema, quindi Khamenei, è l’autorità religiosa e politica più importante dell’Iran: la sua uccisione è l’obiettivo principale di Israele e Stati Uniti, che hanno detto chiaramente di voler rovesciare il regime iraniano. Sarebbe una notizia storica. Khamenei ricopre il ruolo di Guida Suprema dal 1989, e quindi controlla l’Iran senza interruzioni da 36 anni.

Il giornalista di Axios Barak Ravid, solitamente molto attendibile, cita sue fonti secondo cui l’ambasciatore israeliano a Washington avrebbe informato i funzionari statunitensi dell’uccisione di Khamenei, che sarebbe avvenuta nel suo palazzo a Teheran, distrutto dai bombardamenti di oggi. Non sappiamo se Khamenei si trovasse effettivamente lì: fino a stamattina si diceva che fosse stato portato altrove in previsione degli attacchi, mentre ora secondo varie ricostruzioni sarebbe stato in un bunker del palazzo. Fonti di Channel 12 sostengono si trovasse nei sotterranei nel palazzo, ma non in uno dei bunker più profondi e protetti, e dunque raggiungibile dalle bombe israeliane. 

I media di stato iraniani continuano a sostenere che Khamenei sia vivo e al potere nel paese. 

Una donna con una foto di Ali Khamenei durante una manifestazione organizzata a Teheran dal regime, il 28 febbraio

Una donna con una foto di Ali Khamenei durante una manifestazione organizzata a Teheran dal regime, il 28 febbraio (EPA/ABEDIN TAHERKENAREH)

Nel frattempo tutti i varchi della Striscia di Gaza sono stati chiusi

Sabato sera il COGAT, divisione dell’esercito israeliano che decide chi può entrare nella Striscia di Gaza, ha detto che tutti i varchi di frontiera della Striscia sono stati chiusi e che lo rimarranno finché andranno avanti gli attacchi contro l’Iran. Rimarrà chiuso anche il varco di Rafah, che si trova nel sud della Striscia, al confine con l’Egitto, ed è l’unico collegamento via terra che non passa da Israele. 

Fino alla primavera del 2024 il varco di Rafah era l’unico a non essere controllato da Israele, che invece gestiva tutti gli altri punti di accesso a Gaza, via terra e via mare: veniva usato soprattutto per il passaggio di persone, ma era stato chiuso a maggio del 2025 e riaperto solo a inizio febbraio, in seguito al cessate il fuoco tra Hamas e Israele mediato dagli Stati Uniti. 

Trump dice che potrebbe andare avanti a lungo, o finirla nel giro di due o tre giorni

Trump ha parlato brevemente al telefono con Barak Ravid, noto giornalista di Axios che ha un canale diretto col presidente (non è la prima volta che succede). Gli ha detto di avere diverse opzioni sul proseguimento delle operazioni militari: «Potrei andare fino in fondo e prendermi tutto, o farla finita in due o tre giorni e dire agli iraniani: “Ci rivediamo tra pochi anni se cominciate a ricostruire”» il programma nucleare, ossia quello che gli Stati Uniti vorrebbero eliminare e su cui erano in corso negoziati. Trump ha sostenuto che in ogni caso ci vorranno anni perché l’Iran si riprenda dai nuovi attacchi.

Israele punta a eliminare l’«intera leadership» iraniana

Lo hanno detto funzionari israeliani al giornalista di Axios Barak Ravid, solitamente attendibile. Secondo le sue fonti, oltre alla Guida Suprema Ali Khamenei l’obiettivo degli attacchi è la leadership «politica e militare, passata, presente e futura».

Qui avevamo ricapitolato quali sono i principali bersagli tra i leader del regime. L’intelligence israeliana sostiene di avere ucciso due di loro, anche se ancora non ci sono conferme: il generale Mohammad Pakpour, capo dei Guardiani della rivoluzione (il corpo militare più leale verso il regime), e il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh.

Secondo Netanyahu Khamenei sarebbe morto

Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha parlato in un messaggio televisivo in cui ha ribadito quanto da ore sostengono molti media israeliani, e cioè che Ali Khamenei, la principale autorità religiosa e politica dell’Iran, sarebbe stato ucciso. Non ha detto di averne la certezza, ma che ci sono molti indizi che indicano che sia morto.

In seguito si è rivolto alle persone iraniane, dicendo loro che gli attacchi in corso li aiuteranno a «liberarsi dalla tirannia».  Ha detto che hanno un’occasione «unica nella vita» per rovesciare il regime iraniano, e li ha invitati a «scendere in strada in massa».

Un frame del discorso di Netanyahu (da YouTube)

Un frame del discorso di Netanyahu (da YouTube)