Israele e Stati Uniti stanno attaccando l’Iran per rovesciare il regime
E Trump ha detto che è stata uccisa la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei

Sabato mattina Israele e Stati Uniti hanno iniziato a bombardare l’Iran. Sono state colpite diverse città, tra cui la capitale Teheran, e sabato sera è arrivata da Trump la conferma dell’uccisione di Ali Khamenei, la Guida suprema dell’Iran. L’obiettivo dichiarato da Trump e Netanyahu è rovesciare il regime. L’Iran sta rispondendo attaccando Israele e le basi statunitensi nella regione. Il Post ha seguito tutte le notizie di sabato con questo liveblog. Qui c’è un riassunto con le cose successe, in ordine.
Il punto su una giornata molto intensa
• Verso le 23 di sabato (ora italiana: le 17 negli Stati Uniti e l’1:30 in Iran) Donald Trump ha detto che la Guida suprema Ali Khamenei, la massima autorità politica e religiosa dell’Iran, è stata uccisa in uno dei bombardamenti condotti sabato da Stati Uniti e Israele. Per ora non ci sono informazioni certe su come o dove è stato ucciso Khamenei: un’ipotesi è che fosse nella sua residenza di Teheran, distrutta negli attacchi.
• L’uccisione di Khamenei era il primo obiettivo della guerra iniziata da Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano: i leader di entrambi i paesi hanno detto chiaramente che il loro scopo è proprio rovesciare il regime, e in mattinata avevano esortato la popolazione a protestare. Man mano che la notizia dell’uccisione di Khamenei diventava più concreta sono cominciati festeggiamenti in varie zone di Teheran.
• Per l’Iran, l’uccisione di Khamenei è il momento storico più importante dal 1979, l’anno della rivoluzione che trasformò il paese in una Repubblica Islamica. È anche un colpo durissimo, vista l’importanza che Khamenei aveva nel sistema iraniano. Il regime non ha confermato la sua morte. Sul suo account X è stata pubblicata una foto allusiva con significati religiosi.
• Per tutta la giornata di sabato l’Iran ha compiuto attacchi aerei come ritorsione. Ha lanciato contro Israele missili e droni, in gran parte abbattuti. Ha attaccato vari paesi del Golfo, tra cui Qatar, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti: ha colpito principalmente basi militari statunitensi, ma anche alcuni strutture civili, per esempio a Dubai.







