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  • Mercoledì 15 aprile 2026

Iran e Stati Uniti valutano di estendere il cessate il fuoco

Potrebbe durare due settimane in più, mentre è attivo il blocco navale statunitense: tutte le notizie man mano che arrivano

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi riceve il generale Asim Munir, capo delle forze armate pakistane, il 15 aprile 2026 (Telegram channel of the the Iranian Foreign Minister Abbas Araghchi, via AP)

Siamo al quarantasettesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Con meno di una settimana prima della fine del cessate il fuoco di 15 giorni tra Iran e Stati Uniti, le due parti stanno cercando di riavviare il negoziato, anche su un rinnovo dello stop alle operazioni militari. Israele invece prosegue gli attacchi in Libano. Continua il doppio blocco navale dello stretto di Hormuz: quello iraniano e quello statunitense, con risultati alterni. Il Post segue tutte le notizie con questo liveblog.

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Netanyahu ha annunciato nuove operazioni in Libano

In Libano non ci sarà nessun cessate il fuoco, nemmeno temporaneo: il primo ministro Benjamin Netanyahu dopo la riunione del gabinetto di governo ha invece detto di aver dato mandato al suo esercito di ampliare la cosiddetta «zona cuscinetto», cioè l’area occupata dai soldati israeliani in territorio libanese.

Le operazioni militari si concentreranno per cercare di avanzare in territorio libanese verso il confine con la Siria (a est) e nell’assedio della città di Bint Jbeil, a tre chilometri dalla linea di separazione tra Israele e Libano, considerata simbolo di Hezbollah. 

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu (Ronen Zvulun, Pool Photo via AP)

Nelle scorse ore vari media israeliani e internazionali avevano scritto che durante la riunione di governo si sarebbe discusso di un possibile cessate il fuoco temporaneo, di una settimana, nelle operazioni in Libano.

Le sanzioni su petrolio russo e iraniano torneranno attive

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha detto che le esenzioni temporanee approvate nelle scorse settimane dall’amministrazione statunitense per cercare di ridurre il prezzo del petrolio, che riguardavano quello russo e parte di quello iraniano, non saranno rinnovate.

Bessent ha detto invece che gli Stati Uniti stanno varando misure economiche contro l’Iran che sono il corrispettivo «di un bombardamento»: riguardano avvertimenti di sanzioni secondarie a banche e aziende straniere (in Cina, a Hong Kong, negli Emirati Arabi Uniti e in Oman) che ancora commerciano con l’Iran. Ha anche detto di ritenere che il prezzo della benzina scenderà sotto i 3 dollari al gallone «durante l’estate» (oggi è superiore ai 4,1 dollari al gallone (poco meno di un euro al litro).

Il segretario al Tesoro Scott Bessent durante la conferenza stampa del 15 aprile 2026 (AP Photo/Alex Brandon)

Se vi siete persi fra i vari negoziati, ecco un riepilogo

I negoziati stanno procedendo separatamente sui due fronti: Iran-Stati Uniti e Israele-Libano.

🇺🇸🇮🇷
• Il cessate il fuoco relativo all’Iran è in vigore fino al 22 aprile, ma potrebbe essere prorogato
• Un primo negoziato fra Stati Uniti e Iran è fallito domenica in Pakistan dopo 21 ore di colloqui
• Trump ieri ha suggerito che i negoziati potrebbero riprendere nei prossimi giorni
• Oggi una delegazione del Pakistan è arrivata in Iran, per parlare probabilmente di negoziati

🇮🇱🇱🇧
• In Libano attacchi e bombardamenti sono ancora in corso
• Martedì si sono tenuti colloqui fra gli ambasciatori israeliani e libanesi a Washington
• Gli incontri sono stati definiti produttivi ma non comprendevano Hezbollah
• È in corso una riunione del governo israeliano che potrebbe decidere un breve cessate il fuoco

«Useremo la forza»

Il Comando interforze degli Stati Uniti in Medio Oriente ha pubblicato il messaggio con cui la Marina intima alle navi partite dai porti iraniane di tornare indietro e non provare a forzare il blocco navale: dice che le navi verranno abbordate e gli Stati Uniti «useranno la forza» per far rispettare il blocco.

Israele sta considerando un breve cessate il fuoco in Libano

Benjamin Netanyahu ha convocato per oggi una riunione di gabinetto del suo governo (iniziata da pochi minuti), in cui potrebbe essere discusso un cessate il fuoco di una settimana nelle operazioni militari in Libano. Lo sostengono media israeliani e internazionali, citando fonti anonime governative.

Il cessate il fuoco sarebbe il risultato dei primi negoziati diretti avvenuti martedì a Washington fra Israele e il governo libanese. Se approvato dal gabinetto di Netanyahu, il cessate il fuoco potrebbe entrare in vigore già giovedì. Non è chiaro però se Hezbollah lo rispetterà, anche qualora dovesse essere deciso dai due governi: il movimento radicale sciita alleato dell’Iran non ha partecipato ai negoziati.

Le forze armate statunitensi dicono che il blocco navale sta funzionando

Nelle ultime 48 ore, scrive il Comando interforze in Medio Oriente, «nessuna nave» ha superato il blocco: in 9 hanno rispettato l’ordine e sono tornate indietro.

Ieri c’era stata qualche confusione quando le società di tracciamento avevano rilevato passaggi di navi che commerciavano con l’Iran, dando l’impressione che il blocco statunitense non fosse efficace.

Oggi è stato chiarito che i mezzi statunitensi sono nel golfo dell’Oman, e non nello stretto di Hormuz, e che quindi alle navi può essere intimato di tornare indietro anche una volta che l’hanno superato.

In Libano sono state uccise 2.167 persone dall’inizio della guerra

Lo ha detto il ministero della Salute libanese, che aggiorna il conteggio quotidianamente. Le persone ferite sono più di 7mila.

Anche oggi, nonostante l’incontro di ieri col governo libanese, Israele ha continuato le sue operazioni militari nel sud del Libano e ha emesso nuovi ordini di evacuazione per l’area a sud del fiume Zahrani. Anche Hezbollah ha continuato ad attaccare il nord di Israele.

Intanto, una delegazione del Pakistan è arrivata a Tehran

È guidata da Asim Munir, capo dell’esercito pakistano e uno degli uomini più potenti del paese, e include anche il ministro dell’interno Mohsin Naqvi.

All’aeroporto è stato accolto dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

Ci si aspetta che da questo incontro emerga una data per la nuova sessione di negoziati con gli Stati Uniti, di cui si parla da ieri, dopo il fallimento della prima sabato scorso.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi (destra) accoglie a Teheran il generale pakistano Asim Munir, 15 aprile 2026 (Telegram channel of the the Iranian Foreign Minister Abbas Araghchi, via AP)

Un modo, finora sconosciuto, con cui la Cina potrebbe aver aiutato l’Iran

Secondo un’inchiesta del Financial Times, durante la guerra in Medio Oriente l’Iran ha usato un satellite acquistato dalla Cina e gestito da una società cinese per colpire obiettivi statunitensi. Potrebbe essere uno dei modi con cui la Cina sta aiutando sottotraccia il regime, di cui è alleata.

L’inchiesta è basata su documenti iraniani riservati e sui dati pubblici di tracciamento del dipartimento aerospaziale delle forze armate statunitensi e dell’Agenzia spaziale europea. 

Il satellite sarebbe stato acquistato alla fine del 2024, dopo che era già stato spedito in orbita. È un modello molto più avanzato di quelli che aveva a disposizione l’Iran, in grado di raccogliere immagini con la precisione fino a mezzo metro (i precedenti arrivavano a 5).

Il satellite che secondo il Financial Times è stato venduto all’Iran, dal sito della società cinese che lo produce Earth Eye Co

Da contratto, il regime ha ottenuto anche l’accesso alla rete di stazioni operative di terra, anche fuori dall’Iran, gestite da un’altra società cinese. Questo nella guerra gli ha garantito un ulteriore vantaggio, e cioè che Israele e Stati Uniti non potevano colpirle, come hanno fatto con quelle in territorio iraniano.

Secondo il giornale, l’Iran ha usato il satellite anche per raccogliere immagini dalla base militare di Prince Sultan, in Arabia Saudita, proprio nei giorni in cui è stata colpita. Sono stati danneggiati 5 mezzi dell’aviazione statunitense, cosa che non sarebbe stata possibile con immagini di qualità inferiore.

Le squadre di soccorso hanno tirato fuori dalle macerie più di 7.200 persone

Il dato è stato comunicato dal presidente della Croce Rossa iraniana Pir Hossein Kolivand: le squadre di soccorso hanno compiuto oltre 6.000 operazioni dopo bombardamenti statunitensi e israeliani, e in oltre 1.700 casi è stato necessario iniziare le ricerche con strumentazioni che rilevavano movimenti, suoni o calore sotto i detriti.

Nelle ricerche sono stati utilizzati anche cani addestrati e in alcuni casi le ricerche dei corpi di persone uccise dagli attacchi sono durate fino a venti giorni.

Kolivand ha detto che dall’inizio della guerra più di 7.000 persone son state trasportate in ospedale dalle squadre di soccorso e più di 10mila hanno ricevuto cure mediche sul posto.

La stima delle persone uccise è ancora incerta e incompleta: secondo l’agenzia iraniana Human Rights Activists News Agency (HRANA) sono 1.701, ma si ritiene che il numero reale sia molto superiore.

Ora è più chiaro come funziona il blocco navale statunitense

L’esercito ha posizionato le proprie navi fuori dal golfo Persico, nel golfo dell’Oman. Da quella posizione, meno esposta agli attacchi iraniani, monitora le navi che partono dalle coste dell’Iran tramite sistemi di tracciamento e altre strumentazioni militari.

Quando identificano una nave da fermare, la contattano via radio e le intimano di tornare indietro. Questo può accadere anche dopo che la nave in questione ha passato lo stretto di Hormuz.

È successo ieri con almeno due navi, la Rich Starry e la Christianna: il fatto che fossero passate dallo stretto di Hormuz aveva fatto ipotizzare che il blocco non fosse efficace. In realtà, entrambe sono state contattate dopo e fatte tornare indietro, nel golfo Persico.

Ne abbiamo parlato meglio in questo articolo:

Si parla di una possibile estensione del cessate il fuoco

Varie fonti rimaste anonime hanno detto ad Associated Press che i mediatori stanno cercando di raggiungere un accordo tra Stati Uniti e Iran per estendere il cessate il fuoco, che dovrebbe scadere il 22 aprile, per almeno altre due settimane, quindi fino al 6 maggio.

Sembra che le trattative siano a buon punto, anche se un funzionario statunitense ha detto che l’amministrazione Trump non ha ancora formalmente accettato un accordo. 

Un edificio residenziale a Teheran danneggiato dai bombardamenti israeliani e statunitensi, 14 aprile 2026 (AP Photo/Vahid Salemi)

Trump sostiene che la Cina abbia accettato di non mandare armi all’Iran

In un post su Truth, in cui ha aggiunto che la Cina è «molto contenta» che gli Stati Uniti stiano «riaprendo» lo stretto di Hormuz (come spieghiamo qui, lo stretto non è aperto).

La Cina è tra i principali alleati internazionali dell’Iran, e compra gran parte del petrolio esportato dal paese. Subirebbe quindi ripercussioni se la chiusura dello stretto di Hormuz dovesse prolungarsi.

Nelle ultime settimane il New York Times e CNN avevano riferito, sulla base di documenti riservati dell’intelligence, che la Cina avesse venduto, o fosse pronta a vendere, armi di difesa antiaerea all’Iran. Trump aveva negato, ma poi aveva comunque minacciato di imporre sul paese dazi del 50 per cento.

Nel post, Trump ha anche detto che quando si vedranno, a metà maggio, «il presidente Xi [Jinping] mi darà un grosso abbraccio». L’incontro tra i due era previsto ad aprile, ma è stato rinviato a causa della guerra in Medio Oriente. L’amministrazione Trump ha interesse a farlo andare bene per migliorare le relazioni tra le due economie dopo la questione dei dazi, ma dall’inizio della guerra l’esito è diventato più incerto. 

L’Iran minaccia di espandere il blocco anche fuori dallo stretto di Hormuz

Il comandante delle forze armate iraniane, Ali Abdollahi, ha minacciato di espandere il blocco iraniano del traffico navale anche ad altre rotte marittime se gli Stati Uniti non interromperanno il loro blocco sullo stretto di Hormuz, che l’Iran considera un «preludio a una violazione del cessate il fuoco».

Oltre al Golfo Persico, dove il traffico è già sostanzialmente fermo per la chiusura di Hormuz, l’Iran intende bloccare anche «ogni import ed export» nel golfo dell’Oman e nel mar Rosso. 

L’area indicata dal regime è molto ampia: il golfo dell’Oman si trova appena fuori dallo stretto di Hormuz, sotto le coste iraniane; il Mar Rosso è a ovest della penisola arabica.

In questo caso un blocco navale non potrebbe essere imposto direttamente dall’Iran. Presumibilmente, sarebbe fatto attraverso la milizia yemenita filoiraniana degli Houthi, che controlla l’accesso al mar Rosso tramite lo stretto di Bab el Mandeb.

Alcuni paramedici fissano una fotografia sulla tomba di Ghadir Baalbaki, 19 anni, uccisa martedì in un bombardamento israeliano, Tiro, Libano, 15 aprile (AP Photo/Hussein Malla)

Che cosa è successo stamattina

• Gli Stati Uniti hanno detto che ora il blocco navale dello stretto di Hormuz è pienamente operativo e che sarà impedito il passaggio delle navi legate all’Iran e al commercio del suo petrolio.

• Nel sud del Libano proseguono le attività militari di Israele, nonostante il primo tentativo di negoziati ieri a Washington tra il governo israeliano e quello libanese.

• In risposta alle operazioni militari israeliane, Hezbollah (gruppo alleato dell’Iran) ha lanciato decine di razzi verso i territori settentrionali di Israele.

• In una serie di interviste e dichiarazioni sui social, Trump ha sostenuto che la fine della guerra in Medio Oriente è vicina e ha alluso a possibili nuovi negoziati con l’Iran nei prossimi giorni dopo la prima sessione di trattative fallite lo scorso fine settimana in Pakistan.

• Gli Stati Uniti stanno inviando migliaia di altri soldati in Medio Oriente e la portaerei George H.W. Bush.

• Il prezzo del petrolio da un paio di giorni è sotto ai 100 dollari al barile, mentre c’è grandissima cautela tra le borse europee con solo lievi guadagni.

Soccorritori vicino a un’auto colpita da un drone israeliano a Jiyeh, a sud di Beirut, lungo l’autostrada costiera, Libano, 15 aprile (Abdul Kader Al Bay/ZUMA/Ansa)

C’è moltissima cautela tra le borse europee

Dopo avere iniziato con un lieve rialzo, a metà giornata le borse europee sono intorno alla parità.

La borsa italiana è a -0,1 per cento, mentre quella francese a -0,6 per cento e la borsa tedesca a +0,1 per cento. Anche la borsa di Londra è intorno allo 0,1 per cento, mentre quella spagnola è a -0,5 per cento.

Le cautele sono legate sia alle ultime dichiarazioni di Trump, che ha di nuovo detto che la fine della guerra è vicina (senza fornire dettagli credibili per sostenerlo), sia a quelle del Fondo monetario internazionale, più scettico sull’andamento dell’economia globale nei prossimi mesi nel caso la guerra continui.

«Diritto inalienabile»

È quello che secondo il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha l’Iran per quanto riguarda le attività di arricchimento dell’uranio per scopi civili.

Lavrov lo ha detto durante la sua visita a Pechino, dove ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping. Ha poi aggiunto che la Russia sosterrà l’Iran per quanto riguarda il suo programma nucleare a prescindere da come deciderà di svilupparlo nei negoziati con gli Stati Uniti.

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, incontra a Pechino il presidente cinese Xi Jinping (Iori Sagisawa/Pool Photo via AP)

La Russia da giorni dice di essere disponibile a ospitare l’uranio già arricchito dall’Iran, e che potrebbe essere conservato fino alla ripresa del programma nucleare nel caso di una pausa di qualche anno. Non è però chiaro come e dove sarebbe conservato l’uranio per un periodo che potrebbe essere di cinque anni, come propone l’Iran, o di almeno 20, come vogliono gli Stati Uniti.

Altre migliaia di soldati statunitensi sono in viaggio per il Medio Oriente

Lo ha segnalato un articolo del Wall Street Journal, indicando che la maggiore presenza di personale militare dovrebbe servire a fare ulteriore pressione sull’Iran nel corso dei negoziati.

Circa seimila soldati sono in viaggio verso il Medio Oriente sulla portaerei George H.W. Bush, scortata da diverse altre navi da guerra. Ci sono inoltre altri 4mila soldati circa che dovrebbero arrivare nell’area del Golfo entro la fine di aprile.

La portaerei George H.W. Bush durante un’esercitazione nell’oceano Atlantico nell’aprile del 2025 (AP Photo/Alex Brandon, Pool)

Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha detto che sono già impegnati circa 50mila soldati nelle attività militari contro l’Iran.

Con i nuovi arrivi, gli Stati Uniti disporranno di tre portaerei nella zona, che potranno anche essere usate per intensificare le attività di controllo dello stretto di Hormuz.