Secondo i calcoli di Reuters, in 50 giorni di guerra in Medio Oriente il mondo ha perso oltre 50 miliardi di dollari di petrolio, a causa dell’interruzione della produzione nei paesi del Golfo e del commercio tramite lo stretto di Hormuz.
Da quando è cominciata, la guerra ha sottratto all’economia globale 500 milioni di barili di petrolio: è una quantità enorme, ed è la più grande interruzione dell’approvvigionamento energetico di sempre.

Una fila di motorini in un distributore di Ahmedabad, in India, il 23 marzo 2026 (AP Photo/Ajit Solanki)
Per dare un’idea di quanto è grande questo dato, Reuters lo paragona a cose più concrete: 500 milioni di barili di petrolio equivalgono quasi a quanto petrolio consumano ogni mese gli Stati Uniti, a quanto ne richiede tutto il mondo per 5 giorni, a 11 giorni giorni di carburante per tutti i veicoli del mondo, e a quattro mesi di carburante per il traffico navale globale.
In questo grafico si vede l’azzeramento del traffico di petroliere attraverso lo stretto di Hormuz (in blu quelle che entrano nel golfo Persico e in verde quelle che lo lasciano).

Anche quando la guerra finirà ci saranno conseguenze per molto tempo. Gli attacchi hanno danneggiato alcuni importanti impianti produttivi di petrolio e gas naturale nei paesi del Golfo, tra i principali produttori di energia al mondo: alcune aziende hanno detto che serviranno mesi, altre persino anni per ripristinare la capacità produttiva di sempre.
Significa che la crisi energetica non finirà né con la fine della guerra né con la riapertura dello stretto di Hormuz.