Giovedì l’esercito israeliano ha inviato nuove truppe di terra oltre il confine libanese. Prima di avanzare, ha colpito pesantemente l’area con raid aerei e d’artiglieria. I bombardamenti sono poi ricominciati nel pomeriggio.
Secondo il giornalista Emanuel Fabian, di solito molto ben informato, Israele si starebbe preparando a inviare in Libano anche una divisione scelta di truppe paracadutiste e reparti d’assalto. Sarebbe la sesta divisione dell’esercito a entrare in Libano dall’inizio della guerra.
«Stiamo semplicemente creando una zona cuscinetto più ampia», ha detto ieri il governo.
Lo scopo dichiarato è proteggere il nord di Israele dagli attacchi di Hezbollah: è il gruppo politico e militare libanese alleato dell’Iran, che dall’inizio della guerra ha ricominciato a lanciare razzi contro Israele. Vengono perlopiù intercettati, ma oggi un uomo israeliano è stato ucciso a Nahariya.
Da giorni si accumulano indicazioni del fatto che Israele stia preparando un’invasione su larga scala, e forse un’occupazione a lungo termine (come già avvenuto in passato).
Il ministro della Difesa Israel Katz e altri esponenti estremisti del governo dicono che Israele dovrebbe controllare tutta l’area a sud del fiume Litani (o Leonte).
Negli ultimi giorni Israele ha distrutto diversi ponti che collegano il sud con il nord del Libano. Inoltre ha ordinato la distruzione di case ed edifici nella zona più vicina al suo confine (come aveva fatto nella Striscia di Gaza).
Finora gli attacchi israeliani hanno ucciso più di 1.100 persone in Libano, e gli ordini di evacuazione hanno costretto oltre un milione di persone a lasciare la propria casa.