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  • Giovedì 26 marzo 2026

Trump ora sembra meno convinto di voler fare un accordo con l’Iran

Dice che non è lui a volerlo fare, ma gli iraniani che lo starebbero «supplicando»

(AP Photo/Alex Brandon)

Siamo nel ventisettesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Israele ha detto di avere ucciso il comandante della marina iraniana, Alireza Tangsiri. Intanto c’è ancora molta confusione sul piano di Trump per finire la guerra: oggi ha detto che non è lui a volerlo fare, ma gli iraniani che lo stanno «supplicando». Continuano gli attacchi dell’Iran contro Israele e i paesi del Golfo, quelli di Israele e Stati Uniti sull’Iran e quelli di Israele sul Libano. Il Post segue le notizie con questo liveblog.

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Rubio vuole convincere il G7 su Hormuz

Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio è in partenza per la Francia, dove venerdì parteciperà al G7 dei ministri degli Esteri, provando a fare nuove pressioni per ottenere una collaborazione per scortare le navi nello stretto di Hormuz.

Rubio ha ribadito che l’amministrazione di Donald Trump si aspettava maggiore solidarietà dai paesi della NATO. Ha detto che dal suo punto di vista gli Stati Uniti hanno fatto «più di ogni altro paese al mondo» per aiutare gli alleati nella guerra in Ucraina, «ma quando avevano bisogno, non hanno ottenuto risposte positive».

Giorni fa il presidente Donald Trump aveva rivolto un appello a vari paesi, chiedendo che inviassero le proprie navi militari come scorta delle petroliere per garantire il passaggio dallo stretto di Hormuz.

La richiesta era stata accolta in modo molto tiepido: nessun paese si era detto disposto, anche perché sarebbe una missione rischiosa, costosa e non necessariamente efficace.

Poche ore fa lo stesso Trump aveva fatto una dichiarazione simile, definendo la NATO una «tigre di carta» e criticando gli alleati.

I tassi dei mutui negli Stati Uniti continuano a salire

È un altro degli effetti della guerra in Medio Oriente. Uno di quelli che, insieme all’aumento del costo della benzina e a una generale inflazione, potrebbe avere un impatto molto negativo sul consenso elettorale di Donald Trump, già in calo.

Secondo l’agenzia Freddie Mac il tasso medio di un mutuo trentennale a tasso fisso negli Stati Uniti ha raggiunto il 6,38%, ed è in aumento da 4 settimane. Poco prima della guerra era del 5,75%.

I tassi dei mutui sono influenzati dal rendimento dei titoli del tesoro, che aumentano con l’aumentare dell’incertezza causata dalla guerra. 

Uno screenshot dal report di Freddie Mac

Zelensky è in Arabia Saudita per le tecnologie antidrone ucraine

Nel pomeriggio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato in Arabia Saudita per trattare sulla vendita e l’invio di tecnologie antidrone.

Negli ultimi anni l’Ucraina ha sviluppato competenze e capacità produttive uniche, specialmente nel respingere in modo economico i droni iraniani (usati anche dai russi).

Per questo con l’inizio della guerra in Medio Oriente vari paesi del Golfo si sono rivolti al suo governo, che ha detto di aver aperto trattative anche con gli Emirati, il Kuwait, il Qatar e la Giordania.

«Sai quant’è un giorno nel tempo di Trump? Un’eternità»

Lo ha detto il presidente statunitense stesso parlando con i reporter, che chiedevano se avesse intenzione di posticipare l’ultimatum all’Iran sui negoziati (che in teoria scadrebbe domani).

Trump ha risposto che al momento non lo sa, che c’è ancora «molto tempo» e che dipende da quello che gli riferiranno i suoi negoziatori (Steve Witkoff e Jared Kushner) sull’andamento delle trattative (che al momento l’Iran continua a negare).

Il video di un bombardamento di Israele nella Striscia di Gaza, nonostante il cessate il fuoco

Mostra l’impatto di un bombardamento israeliano sul campo per sfollati di Deir al Balah, nell’area centrale, uno degli ultimi rifugi rimasti per i palestinesi della Striscia.

L’attacco è avvenuto mercoledì: secondo il ministero della Salute di Gaza è stata uccisa una persona.

Il diritto internazionale vieta per ovvie ragioni di colpire un campo per sfollati. Il bombardamento è inoltre una violazione del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, mediato dagli Stati Uniti a ottobre del 2025.

Non è la prima volta che accade: da allora secondo le autorità della Striscia 680 persone sono state uccise in attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza.

Non è stata una buona giornata per le borse europee

Hanno chiuso in ribasso, soprattutto a causa dei segnali poco chiari sul Medio Oriente, sia da parte degli Stati Uniti sia dell’Iran.

La borsa di Milano ha chiuso con una perdita dello 0,71 per cento.

A Parigi la borsa ha perso quasi l’1 per cento, mentre quella di Francoforte ha perso l’1,50 per cento. A Londra la borsa ha chiuso con una perdita dell’1,33 per cento.

Nella giornata di oggi il prezzo di riferimento del petrolio ha raggiunto un massimo di 102 dollari al barile, per ridursi poi lievemente mantenendosi comunque al di sopra dei 100 dollari.

L’Asia fa i conti con la guerra

Il blocco dello stretto di Hormuz sono già tangibili in molti paesi asiatici. Carburanti ed energia iniziano già a scarseggiare in alcuni paesi, in altri ci si prepara a ridurre i consumi, mentre l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio provoca costi maggiori per tutti i beni, compreso il cibo.

Lo raccontiamo qui

Intanto Israele si espande sempre di più nel sud del Libano

Giovedì l’esercito israeliano ha inviato nuove truppe di terra oltre il confine libanese. Prima di avanzare, ha colpito pesantemente l’area con raid aerei e d’artiglieria. I bombardamenti sono poi ricominciati nel pomeriggio.

Secondo il giornalista Emanuel Fabian, di solito molto ben informato, Israele si starebbe preparando a inviare in Libano anche una divisione scelta di truppe paracadutiste e reparti d’assalto. Sarebbe la sesta divisione dell’esercito a entrare in Libano dall’inizio della guerra.

«Stiamo semplicemente creando una zona cuscinetto più ampia», ha detto ieri il governo.

Lo scopo dichiarato è proteggere il nord di Israele dagli attacchi di Hezbollah: è il gruppo politico e militare libanese alleato dell’Iran, che dall’inizio della guerra ha ricominciato a lanciare razzi contro Israele. Vengono perlopiù intercettati, ma oggi un uomo israeliano è stato ucciso a Nahariya.

Da giorni si accumulano indicazioni del fatto che Israele stia preparando un’invasione su larga scala, e forse un’occupazione a lungo termine (come già avvenuto in passato).

Il ministro della Difesa Israel Katz e altri esponenti estremisti del governo dicono che Israele dovrebbe controllare tutta l’area a sud del fiume Litani (o Leonte). 

Negli ultimi giorni Israele ha distrutto diversi ponti che collegano il sud con il nord del Libano. Inoltre ha ordinato la distruzione di case ed edifici nella zona più vicina al suo confine (come aveva fatto nella Striscia di Gaza).

Finora gli attacchi israeliani hanno ucciso più di 1.100 persone in Libano, e gli ordini di evacuazione hanno costretto oltre un milione di persone a lasciare la propria casa.

Trump dice che il passaggio di otto petroliere pakistane è un «regalo» dell’Iran

Nella giornata di oggi otto petroliere pakistane hanno attraversato lo stretto di Hormuz: secondo Donald Trump è un «regalo da parte dell’Iran» che mostra la buona volontà del regime di arrivare a un accordo.

Trump ha detto che le navi sono «piene di petrolio» e che questo dimostra che gli Stati Uniti «stanno trattando con le persone giuste», perché questa concessione gli era stata anticipata.

Secondo Trump gli iraniani concederanno ad altre due navi di passare per «scusarsi di qualcosa che avevano detto». Al momento l’Iran non ha commentato.

Per Witkoff invece ci sono «forti segnali» di un accordo

Poco dopo che Donald Trump aveva messo in dubbio la volontà degli Stati Uniti di arrivare a un accordo, nella riunione di gabinetto ha preso la parola l’inviato del presidente Steve Witkoff, e ha detto una cosa diversa.

Witkoff ha detto che ci sono «forti segnali» che si possa convincere l’Iran a fare un accordo di pace: «Non ci sono alternative migliori per loro, solo morte e distruzione».

Il governo degli Stati Uniti continua quindi a dare molti messaggi contraddittori sui negoziati e sulla loro stessa esistenza.

Steve Witkoff durante la riunione di gabinetto alla Casa Bianca, il 26 marzo 2026 (AP Photo/Alex Brandon)

Ora Trump non vuole più fare un accordo con l’Iran?

Donald Trump sta partecipando a una riunione di gabinetto della sua amministrazione, e nell’occasione ha fatto un nuovo punto sulla guerra in Medio Oriente: ha detto che gli Stati Uniti stanno «distruggendo» le forze iraniane e ha voluto puntualizzare che non è lui a voler fare un accordo per mettere fine alla guerra, ma sono gli iraniani che lo stanno «supplicando di farlo».

E poi ha aggiunto, riguardo all’accordo: «Non so se saremo in grado di farlo. Non so se siamo disposti a farlo».

Israele ha tolto dalla lista di obiettivi da uccidere due possibili negoziatori iraniani

Israele ha tolto dalla lista dei possibili obiettivi di uccisioni il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del parlamento Mohammad Baqer ‌Qalibaf. Lo dicono vari media internazionali, fra cui Wall Street Journal e Reuters, citando fonti informate dei fatti.

Governo ed esercito israeliano avrebbero accolto una richiesta degli Stati Uniti e dei mediatori del Pakistan: Araghchi e Baqer ‌Qalibaf sono stati spesso indicati dai media come gli esponenti del regime che avrebbero preso parte alle trattative in corso, nonostante le smentite ufficiali.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a Istanbul il 30 gennaio 2026 (AP Photo/Khalil Hamra)

Quando Trump aveva parlato la prima volta delle trattative, aveva detto che stava «parlando con le persone giuste», ma che non voleva rivelarne l’identità per evitare che venissero uccise.

L’Iran ha risposto al piano di Trump, dice l’agenzia di stampa iraniana Tasnim

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina al regime, ha scritto che l’Iran ha risposto alla proposta del presidente statunitense Donald Trump per un cessate il fuoco, e che ora attende a sua volta una risposta.

Una fonte a conoscenza delle trattative ha detto a Tasnim che l’Iran ha chiesto che vengano create «condizioni oggettive affinché la guerra non si ripeta», la garanzia del pagamento dei danni e delle indennità di guerra, e che il conflitto termini su tutti i fronti (implicitamente indicando che Israele dovrebbe anche interrompere i suoi attacchi contro il Libano).  

Chi era Alireza Tangsiri, che ha guidato la chiusura dello stretto di Hormuz

Stamattina Israele ha annunciato di aver ucciso il comandante della marina iraniana, Alireza Tangsiri, con un bombardamento sulla città di Bandar Abbas. L’Iran non ha ancora confermato la sua morte, ma in passato conferme di questo tipo sono arrivate dopo molte ore e gli annunci israeliani si sono rivelati affidabili. Tangsiri era a capo delle forze navali dei Guardiani della rivoluzione dal 2018 ed era sotto sanzioni statunitensi dal 2019.

È stato lui a guidare le forze navali iraniane nel blocco del traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz, avviato sin dai primi giorni della guerra. Il blocco è stato ottenuto con alcuni attacchi alle navi in transito, con missili e droni partiti dalle coste affacciate sullo stretto, e con la minaccia di ripeterli su ogni nave che provasse a attraversarlo. Tangsiri in passato aveva supervisionato proprio i programmi per dotare la marina iraniana di nuovi missili e droni.

Alireza Tangsiri con l’allora presidente iraniano Ebrahim Raisi, il 2 febbraio 2024 (Iranian Presidency Office via AP)

Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nell’annunciare la sua uccisione ha sottolineato il ruolo che Tangsiri avrebbe avuto nel blocco dello stretto.

In queste settimane di guerra Tangsiri era stato piuttosto attivo sui social media, con dichiarazioni bellicose nei confronti di Stati Uniti e Israele.

Le foto dei palazzi distrutti dai bombardamenti israeliani a Tiro, in Libano

Tiro, Libano, 26 marzo (AP Photo/Hussein Malla)

Tiro, Libano, 26 marzo (AP Photo/Hussein Malla)

Tiro, Libano, 26 marzo (AP Photo/Hussein Malla)

L’Iran ha fatto passare le petroliere della Malaysia dallo stretto di Hormuz

Lo ha detto il primo ministro della Malaysia, Anwar Ibrahim, che ha aggiunto che la decisione del governo iraniano è stata presa in seguito a negoziati a cui hanno partecipato anche la Turchia e altri leader di paesi del Medio Oriente.

Nei giorni scorsi l’Iran aveva detto che avrebbe permesso alle navi di paesi “non ostili” di passare in sicurezza attraverso lo stretto di Hormuz. Il ministero degli Esteri iraniano ha definito paesi “non ostili” quelli che «non partecipano né sostengono atti di aggressione contro l’Iran».

Navi commerciali ferme nello stretto di Hormuz l'11 marzo 2026. (AP/Altaf Qadri)

Navi commerciali ferme nello stretto di Hormuz l’11 marzo 2026 (AP/Altaf Qadri)

Cos’è successo questa mattina

• Israele dice di avere ucciso il comandante della marina iraniana, Alireza Tangsiri. Tangsiri sarebbe stato ucciso durante un bombardamento nella città di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. L’Iran non ha confermato.

• Il Financial Times scrive che la Russia starebbe fornendo droni all’Iran: lo scrive sulla base di un rapporto di intelligence di un governo occidentale (che non è specificato). La Russia avrebbe iniziato a fornire droni all’Iran a inizio marzo, insieme a cibo e medicine.

• Trump continua a dire che ci sono negoziati in corso con l’Iran per finire la guerra, nonostante le smentite del regime iraniano. «È meglio che al più presto inizino a fare sul serio, prima che sia troppo tardi», ha detto.

• I frammenti di un missile iraniano hanno ucciso due persone ad Abu Dhabi. Il governo degli Emirati Arabi Uniti ha detto che il missile era stato intercettato dai propri sistemi di difesa antiaerea.

• Il prezzo del petrolio è tornato a crescere: la quotazione Brent, che viene usata per calcolare il prezzo del petrolio venduto in Europa, è tornata sopra ai 100 dollari a barile. Dopo che Trump aveva parlato di possibili negoziati tra Iran e Stati Uniti era calata, scendendo a circa 93 dollari al barile.

Trump si sta spazientendo con l’Iran

In un post pubblicato sul suo social Truth ha insistito nel dire che ci sono negoziati in corso per finire la guerra, e che i negoziatori iraniani starebbero «implorando» per fare un accordo. Il regime iraniano sostiene invece non ci sia nessun negoziato in corso. «È meglio che al più presto inizino a fare sul serio, prima che sia troppo tardi».