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  • Giovedì 26 marzo 2026

Trump ora sembra meno convinto di voler fare un accordo con l’Iran

Dice che non è lui a volerlo fare, ma gli iraniani che lo starebbero «supplicando»

(AP Photo/Alex Brandon)

Siamo nel ventisettesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Israele ha detto di avere ucciso il comandante della marina iraniana, Alireza Tangsiri. Intanto c’è ancora molta confusione sul piano di Trump per finire la guerra: oggi ha detto che non è lui a volerlo fare, ma gli iraniani che lo stanno «supplicando». Continuano gli attacchi dell’Iran contro Israele e i paesi del Golfo, quelli di Israele e Stati Uniti sull’Iran e quelli di Israele sul Libano. Il Post segue le notizie con questo liveblog.

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Trump dice che il passaggio di otto petroliere pakistane è un «regalo» dell’Iran

Nella giornata di oggi otto petroliere pakistane hanno attraversato lo stretto di Hormuz: secondo Donald Trump è un «regalo da parte dell’Iran» che mostra la buona volontà del regime di arrivare a un accordo.

Trump ha detto che le navi sono «piene di petrolio» e che questo dimostra che gli Stati Uniti «stanno trattando con le persone giuste», perché questa concessione gli era stata anticipata.

Secondo Trump gli iraniani concederanno ad altre due navi di passare per «scusarsi di qualcosa che avevano detto». Al momento l’Iran non ha commentato.

Per Witkoff invece ci sono «forti segnali» di un accordo

Poco dopo che Donald Trump aveva messo in dubbio la volontà degli Stati Uniti di arrivare a un accordo, nella riunione di gabinetto ha preso la parola l’inviato del presidente Steve Witkoff, e ha detto una cosa diversa.

Witkoff ha detto che ci sono «forti segnali» che si possa convincere l’Iran a fare un accordo di pace: «Non ci sono alternative migliori per loro, solo morte e distruzione».

Il governo degli Stati Uniti continua quindi a dare molti messaggi contraddittori sui negoziati e sulla loro stessa esistenza.

Steve Witkoff durante la riunione di gabinetto alla Casa Bianca, il 26 marzo 2026 (AP Photo/Alex Brandon)

Ora Trump non vuole più fare un accordo con l’Iran?

Donald Trump sta partecipando a una riunione di gabinetto della sua amministrazione, e nell’occasione ha fatto un nuovo punto sulla guerra in Medio Oriente: ha detto che gli Stati Uniti stanno «distruggendo» le forze iraniane e ha voluto puntualizzare che non è lui a voler fare un accordo per mettere fine alla guerra, ma sono gli iraniani che lo stanno «supplicando di farlo».

E poi ha aggiunto, riguardo all’accordo: «Non so se saremo in grado di farlo. Non so se siamo disposti a farlo».

Israele ha tolto dalla lista di obiettivi da uccidere due possibili negoziatori iraniani

Israele ha tolto dalla lista dei possibili obiettivi di uccisioni il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del parlamento Mohammad Baqer ‌Qalibaf. Lo dicono vari media internazionali, fra cui Wall Street Journal e Reuters, citando fonti informate dei fatti.

Governo ed esercito israeliano avrebbero accolto una richiesta degli Stati Uniti e dei mediatori del Pakistan: Araghchi e Baqer ‌Qalibaf sono stati spesso indicati dai media come gli esponenti del regime che avrebbero preso parte alle trattative in corso, nonostante le smentite ufficiali.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a Istanbul il 30 gennaio 2026 (AP Photo/Khalil Hamra)

Quando Trump aveva parlato la prima volta delle trattative, aveva detto che stava «parlando con le persone giuste», ma che non voleva rivelarne l’identità per evitare che venissero uccise.

L’Iran ha risposto al piano di Trump, dice l’agenzia di stampa iraniana Tasnim

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina al regime, ha scritto che l’Iran ha risposto alla proposta del presidente statunitense Donald Trump per un cessate il fuoco, e che ora attende a sua volta una risposta.

Una fonte a conoscenza delle trattative ha detto a Tasnim che l’Iran ha chiesto che vengano create «condizioni oggettive affinché la guerra non si ripeta», la garanzia del pagamento dei danni e delle indennità di guerra, e che il conflitto termini su tutti i fronti (implicitamente indicando che Israele dovrebbe anche interrompere i suoi attacchi contro il Libano).  

Chi era Alireza Tangsiri, che ha guidato la chiusura dello stretto di Hormuz

Stamattina Israele ha annunciato di aver ucciso il comandante della marina iraniana, Alireza Tangsiri, con un bombardamento sulla città di Bandar Abbas. L’Iran non ha ancora confermato la sua morte, ma in passato conferme di questo tipo sono arrivate dopo molte ore e gli annunci israeliani si sono rivelati affidabili. Tangsiri era a capo delle forze navali dei Guardiani della rivoluzione dal 2018 ed era sotto sanzioni statunitensi dal 2019.

È stato lui a guidare le forze navali iraniane nel blocco del traffico marittimo attraverso lo stretto di Hormuz, avviato sin dai primi giorni della guerra. Il blocco è stato ottenuto con alcuni attacchi alle navi in transito, con missili e droni partiti dalle coste affacciate sullo stretto, e con la minaccia di ripeterli su ogni nave che provasse a attraversarlo. Tangsiri in passato aveva supervisionato proprio i programmi per dotare la marina iraniana di nuovi missili e droni.

Alireza Tangsiri con l’allora presidente iraniano Ebrahim Raisi, il 2 febbraio 2024 (Iranian Presidency Office via AP)

Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nell’annunciare la sua uccisione ha sottolineato il ruolo che Tangsiri avrebbe avuto nel blocco dello stretto.

In queste settimane di guerra Tangsiri era stato piuttosto attivo sui social media, con dichiarazioni bellicose nei confronti di Stati Uniti e Israele.

Le foto dei palazzi distrutti dai bombardamenti israeliani a Tiro, in Libano

Tiro, Libano, 26 marzo (AP Photo/Hussein Malla)

Tiro, Libano, 26 marzo (AP Photo/Hussein Malla)

Tiro, Libano, 26 marzo (AP Photo/Hussein Malla)

L’Iran ha fatto passare le petroliere della Malaysia dallo stretto di Hormuz

Lo ha detto il primo ministro della Malaysia, Anwar Ibrahim, che ha aggiunto che la decisione del governo iraniano è stata presa in seguito a negoziati a cui hanno partecipato anche la Turchia e altri leader di paesi del Medio Oriente.

Nei giorni scorsi l’Iran aveva detto che avrebbe permesso alle navi di paesi “non ostili” di passare in sicurezza attraverso lo stretto di Hormuz. Il ministero degli Esteri iraniano ha definito paesi “non ostili” quelli che «non partecipano né sostengono atti di aggressione contro l’Iran».

Navi commerciali ferme nello stretto di Hormuz l'11 marzo 2026. (AP/Altaf Qadri)

Navi commerciali ferme nello stretto di Hormuz l’11 marzo 2026 (AP/Altaf Qadri)

Cos’è successo questa mattina

• Israele dice di avere ucciso il comandante della marina iraniana, Alireza Tangsiri. Tangsiri sarebbe stato ucciso durante un bombardamento nella città di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. L’Iran non ha confermato.

• Il Financial Times scrive che la Russia starebbe fornendo droni all’Iran: lo scrive sulla base di un rapporto di intelligence di un governo occidentale (che non è specificato). La Russia avrebbe iniziato a fornire droni all’Iran a inizio marzo, insieme a cibo e medicine.

• Trump continua a dire che ci sono negoziati in corso con l’Iran per finire la guerra, nonostante le smentite del regime iraniano. «È meglio che al più presto inizino a fare sul serio, prima che sia troppo tardi», ha detto.

• I frammenti di un missile iraniano hanno ucciso due persone ad Abu Dhabi. Il governo degli Emirati Arabi Uniti ha detto che il missile era stato intercettato dai propri sistemi di difesa antiaerea.

• Il prezzo del petrolio è tornato a crescere: la quotazione Brent, che viene usata per calcolare il prezzo del petrolio venduto in Europa, è tornata sopra ai 100 dollari a barile. Dopo che Trump aveva parlato di possibili negoziati tra Iran e Stati Uniti era calata, scendendo a circa 93 dollari al barile.

Trump si sta spazientendo con l’Iran

In un post pubblicato sul suo social Truth ha insistito nel dire che ci sono negoziati in corso per finire la guerra, e che i negoziatori iraniani starebbero «implorando» per fare un accordo. Il regime iraniano sostiene invece non ci sia nessun negoziato in corso. «È meglio che al più presto inizino a fare sul serio, prima che sia troppo tardi».

Israele dice di avere ucciso il comandante della marina iraniana, Alireza Tangsiri

Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz, durante una riunione stamattina, scrive il giornalista del Times of Israel Emanuel Fabian.

Tangsiri sarebbe stato ucciso durante un bombardamento nella città di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. L’Iran non ha confermato la morte di Tangsiri, ma dall’inizio della guerra è già capitato diverse volte che confermasse la morte di leader politici o militari soltanto dopo diverse ore.

Intanto il prezzo del petrolio è tornato a crescere

In questo momento la quotazione del petrolio Brent, che viene usata per calcolare il prezzo del petrolio venduto in Europa, è tornata sopra ai 100 dollari a barile.

Dopo che Trump aveva parlato di possibili negoziati tra Iran e Stati Uniti era calata, scendendo a circa 93 dollari al barile mercoledì: nelle ultime ore però per l’appunto è risalita.

L’andamento della quotazione del petrolio Brent dal pomeriggio di martedì in poi (Investing.com)

Il Giappone ha iniziato a usare il petrolio delle proprie riserve d’emergenza

Alle 10:59 di giovedì (le 2:59 di notte, in Italia). Il governo giapponese era stato uno dei primi governi ad annunciare che lo avrebbe fatto, come parte del più grande piano di sempre dell’Agenzia internazionale dell’energia, per cercare di contenere gli effetti della crisi energetica provocata dalla guerra.

Il Giappone è tra i paesi più colpiti dal blocco dello stretto di Hormuz, dal momento che la maggior parte del petrolio che importava passava di lì. In tutto il Giappone dovrebbe usare 79,8 milioni di barili delle proprie riserve strategiche, su un totale di 470 milioni.

Il portavoce delle forze armate iraniane è un tipo notevole

Si chiama Ebrahim Zolfaghari, e parla spesso in inglese, rivolgendosi a Donald Trump. I suoi interventi sono parte di una strategia più ampia, che serve a far sembrare il regime calmo e rilassato, e che sfrutta alcuni stili della comunicazione propri dei social network, basati sulle provocazioni e sulle prese in giro.

In questo, per esempio, si è rivolto direttamente a lui dicendogli «ehi Trump, sei licenziato!», facendo il verso a un’espressione che Trump ha usato spesso nel reality televisivo The Apprentice, di cui era stato il conduttore per un periodo.

In un altro discorso, riferendosi alle difficoltà che la guerra sta creando a Donald Trump, ha suggerito di cambiare il nome dell’operazione militare statunitense da «Epic Fury» (furia epica) a «Epic Fear» (paura epica).

Il video di un attacco iraniano su Israele con munizioni a grappolo

L’attacco è avvenuto giovedì mattina nella città di Kafr Qasim, circa 20 chilometri a est da Tel Aviv. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso due persone che corrono fuori dal loro veicolo per cercare riparo, pochi istanti prima che la bomba colpisca l’area, ribaltando due auto. Cinque persone sono state ferite dall’esplosione.

I frammenti di un missile iraniano hanno ucciso due persone ad Abu Dhabi

Il governo degli Emirati Arabi Uniti ha spiegato che il missile era stato intercettato dai propri sistemi di difesa antiaerea. Altre tre persone sono state ferite.

Il New York Times dice che Israele sta intensificando i bombardamenti in Iran, in vista di un possibile cessate il fuoco

Secondo il New York Times martedì il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe dato l’ordine di colpire quanti più obiettivi possibili nelle successive 48 ore, temendo che Stati Uniti e Iran possano raggiungere un accordo e fermare la guerra. Lo scrive basandosi sulle dichiarazioni di alcuni importanti ufficiali dell’esercito israeliano, e altri funzionari israeliani.

Netanyahu avrebbe dato l’ordine dopo aver ricevuto la bozza di un piano statunitense per mettere fine alla guerra, temendo che Trump potesse annunciare l’inizio di negoziati ufficiali e un cessate il fuoco.

Negli ultimi giorni si è parlato molto di un ipotetico piano in 15 punti per fermare la guerra, ma in modo molto confuso. Il governo statunitense non ha confermato né smentito l’esistenza del piano, e l’Iran continua a negare che stia negoziando con gli Stati Uniti.

Benjamin Netanyahu (AP/Ronen Zvulun)

Benjamin Netanyahu (AP/Ronen Zvulun)

Secondo i media iraniani il parlamento vuole introdurre un pedaggio per attraversare Hormuz

Le agenzie Fars e Tasnim hanno riportato le dichiarazioni di un parlamentare, Mohammadreza Rezaei Kouchi, che dice che il parlamento sta approvando una legge per stabilire il controllo dell’Iran sullo stretto, e introdurre ufficialmente un pedaggio per poterlo attraversare.

«Noi garantiamo la sicurezza dello stretto, ed è naturale che le navi e le petroliere paghino questi pedaggi», ha detto Rezaei Kouchi.

Dall’inizio della guerra l’Iran ha sostanzialmente chiuso lo stretto di Hormuz, un passaggio marittimo importantissimo per il commercio di petrolio e gas naturale. Solo pochissime navi possono attraversarlo, per lo più di paesi alleati dell’Iran. Nei giorni scorsi era circolata la notizia che l’Iran aveva iniziato a chiedere un pagamento fino a circa 1,7 milioni di euro per poterlo attraversare, in modo non sistematico.

La Russia sta fornendo droni all’Iran, dice il Financial Times

Lo scrive sulla base di un rapporto di intelligence di un governo occidentale (nell’articolo non è specificato quale). La Russia avrebbe iniziato a fornire droni all’Iran a inizio marzo, insieme a cibo e medicine.

Il governo russo sostiene l’Iran e dall’inizio della guerra lo ha aiutato, per esempio condividendo con il governo iraniano informazioni di intelligence e tecnologia militare. Questa però è la prima volta che si parla della fornitura di armi.

Un possibile scopo dell’invio di droni è anche aiutare l’Iran a migliorare i propri e a renderli più efficaci. La Russia infatti produce un tipo di drone militare, il Geran-2, che è basato sui droni Shahed prodotti dall’Iran ma è più avanzato.

In pubblico il governo russo ha detto di avere spedito all’Iran aiuti umanitari, ma ha negato di averlo sostenuto militarmente.

Due droni Geran-2 durante la parata militare del 9 maggio 2025 a Mosca (AP/Pavel Bednyakov, Pool)

Due droni Geran-2 durante la parata militare del 9 maggio 2025 a Mosca (AP/Pavel Bednyakov, Pool)