• Live
  • Mondo
  • Domenica 24 maggio 2026

Si riparla di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran

Trump ha detto che è molto vicino: l'Iran per ora non ha commentato

Alcuni passanti davanti a un murale di propaganda del regime iraniano a Teheran (AP Photo/Vahid Salemi)
Alcuni passanti davanti a un murale di propaganda del regime iraniano a Teheran (AP Photo/Vahid Salemi)

Il presidente statunitense Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti sono molto vicini a fare un accordo di pace con l’Iran. Le posizioni dei due paesi però restano molto distanti su alcuni temi, in particolare il programma nucleare iraniano. Tra Iran e Stati Uniti è sempre in vigore un accordo per il cessate il fuoco, ma il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz è ancora fermo, per via dei blocchi contrapposti di Stati Uniti e Iran. Intanto Israele ed Hezbollah continuano a fare attacchi in Libano.

Liveblog

Gli Stati Uniti non si aspettano che l’accordo con l’Iran venga firmato oggi

Lo ha scritto il giornalista di Axios Barak Ravid, che come spiegavamo più sotto è ritenuto molto affidabile.

Ravid ha citato un importante funzionario dell’amministrazione di Trump, che ha voluto rimanere anonimo e ha detto che comunque ci sono ancora diversi dettagli su cui Iran e Stati Uniti stanno cercando di accordarsi.

Il Pakistan dice che spera che ci saranno presto nuovi negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran

Lo ha scritto il primo ministro Shehbaz Sharif su X, elogiando gli sforzi di Trump «per perseguire la pace».

Finora il Pakistan è stato uno dei paesi che si sono impegnati di più a mediare tra Stati Uniti e Iran. Ad aprile aveva anche organizzato colloqui diretti tra una delegazione iraniana e una statunitense a Islamabad, che però non avevano portato alcun risultato.

Cosa si sa dell’accordo che Iran e Stati Uniti stanno discutendo

Molto poco, in realtà, perché come è successo altre volte le informazioni sono molto parziali.

Barack Ravid, un giornalista di Axios che fin qui è stato tra i più affidabili e meglio informati sui negoziati e sulle strategie della Casa Bianca, ha riportato alcuni dettagli, basandosi su una fonte del governo statunitense.

– Iran e Stati Uniti firmerebbero un memorandum per fermare la guerra per 60 giorni.

– Lo Stretto di Hormuz verrebbe immediatamente riaperto, senza che l’Iran chieda alle navi di pagare un pedaggio. L’Iran si impegnerebbe anche a rimuovere le mine che aveva disposto per impedire alle navi di passare.

– Gli Stati Uniti smetterebbero di fermare le navi che vogliono raggiungere o lasciare i porti iraniani, e permetterebbero all’Iran di tornare a vendere petrolio.

– Secondo Axios la bozza del memorandum prevede anche alcuni punti più delicati. Uno è la fine della guerra tra Hezbollah e Israele in Libano. Un altro obbligherebbe l’Iran a non realizzare una bomba atomica e a negoziare sulla sospensione del suo programma nucleare e sulla rimozione delle sue scorte di uranio arricchito. Quest’ultimo è uno dei punti più difficili dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. L’Iran finora ha sempre rifiutato.

Un nuovo messaggio ottimista di Trump

Lo ha scritto su Truth sabato sera, dicendo che Stati Uniti e Iran sarebbero molto vicini a fare un accordo per mettere fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz.

È una dichiarazione da prendere con molta cautela: Trump ha già fatto simili annunci in passato, che però poi non si sono mai davvero concretizzati. Oltre a questo, l’Iran non ha ancora commentato ufficialmente, e le posizioni dei due paesi su alcune questioni importanti rimangono molto distanti.

Ne abbiamo scritto qui:

Trump dice di aver rinunciato a un attacco già programmato per domani contro l’Iran

Lo ha scritto in un post pubblicato sul suo social Truth, spiegando che gli era stato chiesto da Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, dal momento che sono in corso «negoziazioni serie». Ha comunque assicurato che gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare l’Iran su larga scala se non sarà raggiunto un accordo.

I morti in Libano sono più di 3mila

Lo ha detto il ministero della Salute libanese, dicendo che da quando ha iniziato gli attacchi in Libano lo scorso 2 marzo Israele ha ucciso almeno 3.020 persone.

Anche se un cessate il fuoco è in vigore dal 17 aprile tra il governo libanese e quello israeliano, Israele ha continuato a compiere diversi attacchi in Libano e ha ucciso più di 400 persone da allora. Anche Hezbollah, il gruppo sostenuto dall’Iran e attivo in Libano, ha continuato a compiere attacchi contro l’esercito israeliano.

L’esercito israeliano continua a occupare una striscia di territorio a nord della linea di demarcazione tra Israele e Libano, dove sta cercando di creare una zona cuscinetto in cui Hezbollah non possa operare, e dove ha continuato a demolire case e infrastrutture civili.

Una nave è stata sequestrata e un’altra è affondata nello Stretto di Hormuz

Giovedì una nave all’ancora al largo degli Emirati Arabi Uniti è stata sequestrata e portata verso l’Iran. Lo ha detto lo U.K. Maritime Trade Operations Centre, un’organizzazione della marina militare britannica.

Non ci sono conferme su chi possa aver attaccato la nave, anche se il fatto che sia stata portata verso le coste iraniane fa supporre che possano essere state le forze armate iraniane. È anche già successo che i Guardiani della rivoluzione sequestrassero delle navi nello Stretto.

Sempre secondo lo UKMTO una seconda nave registrata in India è affondata dopo essere stata attaccata. Tutte le 14 persone che fanno parte dell’equipaggio sono state recuperate dalle autorità dell’Oman.

Iraq e Pakistan hanno stretto accordi con l’Iran per esportare petrolio e gas naturale attraverso lo stretto di Hormuz

L’ha riferito Reuters, citando cinque fonti rimaste anonime.

Un accordo con l’Iraq avrebbe permesso domenica il passaggio di due grandi petroliere irachene, ciascuna contenente circa due milioni di barili di petrolio e il governo iracheno starebbe cercando di stringere altri accordi. Un secondo accordo con il governo pakistano (che sta mediando nei negoziati fra Stati Uniti e Iran) avrebbe invece permesso lunedì il passaggio di due navi cisterna qatariote cariche di gas naturale liquefatto. Secondo i funzionari sentiti da Reuters il Qatar non è stato coinvolto direttamente nell’accordo e ha informato gli Stati Uniti prima di far partire le sue navi. 

Navi nello stretto di Hormuz, il 2 maggio del 2026 (Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP)

Lo stretto è ufficialmente bloccato dall’Iran, ma nelle ultime settimane sono diversi i paesi che hanno stretto o stanno pensando di stringere accordi di questo tipo per ricevere o inviare petrolio e gas naturale. Questo è un problema per gli Stati Uniti, perché normalizza il controllo dell’Iran sullo stretto di Hormuz, dove prima della guerra il passaggio era libero.

L’Iran ha chiarito cosa c’era nella sua risposta alla proposta di pace statunitense, in parte

I media statali iraniani hanno riportato alcuni dettagli della risposta dell’Iran alla proposta di pace che gli Stati Uniti avevano presentato qualche giorno fa, una risposta che Trump aveva definito domenica «del tutto inaccettabile».

L’Iran avrebbe chiesto denaro dagli Stati Uniti come riparazione di guerra, il riconoscimento della sovranità iraniana sullo stretto di Hormuz e la fine delle sanzioni.

Sebbene Trump non abbia pubblicamente spiegato la ragione del suo rifiuto, è evidente che tra queste tre richieste solo la terza sarebbe potenzialmente accettabile dagli Stati Uniti, cioè la rimozione delle sanzioni statunitensi che da anni sono un grosso peso per l’economia iraniana. Ma anche solo per questa è probabile che gli Stati Uniti vogliano in cambio alcune garanzie sul programma nucleare iraniano.

Cosa c’è nella risposta iraniana, secondo il Wall Street Journal

Non si sa ufficialmente cosa abbia risposto l’Iran alla proposta di accordo che il governo statunitense aveva presentato qualche giorno fa. Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti anonime, la risposta dell’Iran era composta da diverse pagine in cui avrebbe proposto la fine dei combattimenti e una graduale riapertura dello stretto di Hormuz. Il tutto a condizione che gli Stati Uniti revochino il blocco navale che a loro volta hanno imposto sullo stretto, e che sta provocando gravi conseguenze economiche per l’Iran.

Avrebbe invece sostanzialmente avrebbe rigettato la richiesta statunitense di smantellare il suo programma nucleare e di consegnare agli Stati Uniti le scorte di uranio arricchito (cioè del materiale che serve per produrre la bomba atomica). In ogni caso avrebbe rimandato i dettagli sul nucleare a futuri negoziati.

Trump ha detto che la risposta dell’Iran è «DEL TUTTO INACCETTABILE»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto in un breve post sul suo social network Truth che la risposta dell’Iran alla proposta di accordo che il governo statunitense aveva presentato qualche giorno fa è «DEL TUTTO INACCETTABILE». Ha concluso con un «grazie per la vostra attenzione», un’espressione formale che sembra fare intendere che a questo punto il tentativo di accordo potrebbe essere saltato.

Non è ancora chiaro cosa contenesse la risposta iraniana: l’Iran l’aveva consegnata in giornata al Pakistan, che fa da mediatore.

Quello che si sa è che la proposta di pace americana era piuttosto vaga e prevedeva la fine immediata della guerra ma posticipava il grosso dei negoziati ai successivi 30 giorni, periodo durante il quale sia l’Iran che gli Stati Uniti si sarebbero impegnati a togliere progressivamente i rispettivi blocchi nello stretto di Hormuz.

E Trump, nel frattempo

Non è ancora chiaro se il governo statunitense abbia già avuto modo di valutare la risposta dell’Iran alla proposta di accordo che aveva presentato qualche giorno fa. Intanto però il presidente Donald Trump ha scritto un post sul suo social network Truth in cui non menziona per niente il dialogo in corso ma in cui critica e prende in giro l’Iran, come peraltro è ormai solito fare nei momenti salienti intorno ai negoziati.

Ha scritto: «L’Iran fa giochetti con gli Stati Uniti, e con il resto del mondo, da 47 anni (RINVIANDO, RINVIANDO, RINVIANDO!)».

Il post prosegue con una serie di critiche al modo in cui i governi precedenti al suo avevano gestito il rapporto con l’Iran, fino a che conclude con un «Per 47 anni gli iraniani ci hanno “preso in giro”, ci hanno fatto aspettare, hanno ucciso la nostra gente con le loro bombe piazzate lungo le strade, hanno represso le proteste e, di recente, hanno sterminato 42.000 manifestanti innocenti e disarmati, ridendo del nostro Paese, ora DI NUOVO GRANDE. Non rideranno più!»

Netanyahu dice che la guerra non è finita, intanto

Mentre si aspettano notizie sull’eventuale accordo tra Stati Uniti e Iran per la fine della guerra, in un’intervista televisiva il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto alcune cose che vanno in una direzione opposta: a suo dire gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran hanno portato molti risultati, «ma non è finita». Questo perché – sostiene Netanyahu – l’Iran non ha ancora smantellato i suoi siti nucleari e dunque resta «ancora molto da fare».

In particolare ha parlato di eventuali missioni per portare via dal paese l’uranio arricchito – che semplificando molto è la materia prima per costruire la bomba atomica – facendo intendere che ci potrebbero essere ulteriori operazioni militari nel paese, ma senza dare dettagli.

(Ilia Yefimovich/Pool Photo via AP)

Queste dichiarazioni sono coerenti con il suo atteggiamento degli scorsi mesi, in cui si è dimostrato molto restìo a raggiungere un accordo con l’Iran e a terminare così la guerra. Per Netanyahu l’aver portato gli Stati Uniti in guerra con l’Iran per due volte nell’ultimo anno è stato infatti un successo, dato che basa buona parte del suo consenso politico sulla narrazione per cui l’Iran è la più grave e pressante minaccia per la sicurezza di Israele.

L’Iran ha consegnato la sua risposta al Pakistan

I media di stato iraniani hanno fatto sapere che il regime iraniano ha consegnato al Pakistan – che fa da mediatore – la sua risposta alla proposta di accordo presentata qualche giorno fa dagli Stati Uniti. Al momento non si conosce il contenuto della risposta né se gli Stati Uniti l’abbiano già vista.

La proposta di pace americana è piuttosto vaga e prevede la fine immediata della guerra ma posticipa il grosso dei negoziati ai successivi 30 giorni, periodo durante il quale sia l’Iran che gli Stati Uniti si impegnerebbero a togliere progressivamente i rispettivi blocchi nello stretto di Hormuz.

Nel frattempo, una nave metaniera del Qatar è passata per lo stretto di Hormuz

È successo domenica mattina: è la prima nave qatarina di questo tipo ad attraversare lo stretto dall’inizio della guerra. L’ha notato il giornalista di Bloomberg Javier Blas, uno dei maggiori esperti al mondo di commerci e materie prime. La nave trasporta gas naturale liquefatto (GNL) ed è diretta verso il Pakistan.

Non è chiaro se la nave abbia ricevuto il consenso dell’Iran per passare o se abbia forzato il blocco dello stretto imposto dal regime. Come ha notato Blas, però, la nave ha percorso lo stretto usando la rotta indicata dal regime (più a nord rispetto a quella tradizionale).

Vari paesi arabi del Golfo sono stati attaccati da droni iraniani

🇰🇼 L’aviazione del Kuwait ha annunciato di avere individuato e distrutto «droni nemici» sul proprio territorio: è la prima volta che il Kuwait è coinvolto in operazioni militari dal 9 di aprile.

🇶🇦 Il ministero della Difesa del Qatar ha fatto sapere che una sua nave cargo commerciale che transitava nel golfo Persico è stata colpita da un drone iraniano. Il drone ha fatto pochi danni e provocato un piccolo incendio che è stato messo sotto controllo.

🇦🇪 Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato di avere intercettato due droni iraniani diretti sul proprio territorio.

Non è chiaro perché l’Iran abbia ripreso gli attacchi – che comunque sono per ora a bassa intensità. Negli ultimi giorni la situazione era stata di notevole calma, dovuta anche al fatto che il regime iraniano stava valutando l’ultima proposta di accordo presentata dagli Stati Uniti. Ancora l’Iran non ha reso pubblica la propria risposta.

Il Regno Unito manderà una nave militare in Medio Oriente, per una possibile missione nello Stretto di Hormuz

Il Regno Unito ha detto oggi che manderà una nave militare in Medio Oriente, in attesa di una possibile missione per assicurare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. La nave è l’HMS Dragon: è una nave veloce e di media grandezza dotata di sistemi di lancio di missili e di sistemi antiaerei.

Nelle scorse settimane diversi paesi, soprattutto europei ma non solo, avevano detto di essere disponibili a partecipare a una missione internazionale nello Stretto di Hormuz. Questa però inizierebbe solo dopo la fine dei combattimenti tra Stati Uniti, Iran e Israele, e avrebbe carattere puramente difensivo. Nei giorni scorsi anche la Francia aveva detto di avere inviato alcune navi militari in Medio Oriente con lo stesso obiettivo.

L'HMS Dragon nel 2011 (Wikimedia Commons)

L’HMS Dragon nel 2011 (Wikimedia Commons)

Il regime iraniano ha detto che sta valutando il piano americano, con i suoi tempi

Esmaeil Baghaei, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha detto che il team di negoziatori dell’Iran sta ancora valutando la proposta di cessate il fuoco degli Stati Uniti, e che darà una risposta quando sarà il momento.

Venerdì sia il presidente Donald Trump sia il segretario di Stato Marco Rubio avevano detto che si aspettavano una risposta entro la fine della giornata. L’Iran, invece, vuole prendersi i suoi tempi. Baghaei ha aggiunto che per l’Iran le scadenze imposte dagli Stati Uniti non hanno significato.

J.D. Vance ha incontrato il primo ministro del Qatar, uno dei mediatori con l’Iran

Mohammed Bin Abdul Rahman al Thani, che è anche ministro degli Esteri, è volato a Washington apposta per incontrarsi con il vicepresidente degli Stati Uniti, e se ne è andato alcune ore dopo. Non ci sono stati grossi sviluppi (almeno di cui si sia venuti a conoscenza): in un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri del Qatar si dice che al Thani ha sottolineato la necessità che tutte le parti in causa rispondano positivamente ai progressi nel processo di mediazione.

Mohammed bin Abdulrahman Al Thani in una foto del 19 marzo (AP Photo/Najib Abu Jobain)

Ufficialmente i negoziati sono guidati dal Pakistan, ma gli Stati Uniti stanno facendo affidamento anche al governo qatariota e ai suoi contatti nelle Guardie rivoluzionarie (il corpo armato più potente dell’Iran, che durante la guerra hanno esteso ulteriormente il suo controllo sul paese), e li considerano negoziatori particolarmente efficaci.

Araghchi ha accusato gli Stati Uniti di avventurismo

Secondo il ministro degli Esteri iraniano l’amministrazione Trump opterebbe per «un’avventura militare sconsiderata» ogni volta che una soluzione diplomatica viene presa in considerazione: è un riferimento ai nuovi scontri fra navi statunitensi e iraniane nello stretto di Hormuz. In un post su X si è chiesto se faccia parte di una grezza strategia per i negoziati o sia dovuta alla difficile situazione in cui si trova il presidente Trump.