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  • Lunedì 20 gennaio 2025

Donald Trump è di nuovo presidente

Prima ha giurato al Congresso e poi ha promesso che «da questo momento il declino dell'America è finito»

Donald Trump giura e diventa il 47esimo presidente degli Stati Uniti (AP Photo/Morry Gash, Pool)

Quando in Italia erano le 18, a Washington D.C. ha prestato giuramento il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: il momento più importante della cerimonia di insediamento e quello con cui è diventato il quarantasettesimo presidente americano. Trump ora è ufficialmente in carica, e dopo aver rivolto un discorso alla nazione prenderà i primi provvedimenti ufficiali.

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I protagonisti di questi festeggiamenti, Trump e Vance, sono arrivati alla Capital One Arena, dove stanno andando avanti da ore i festeggiamenti, e si sono accomodati da un bel po’: in attesa dei loro discorsi sta avendo luogo una luuuuunga parata, e c’è chi inizia a dare i primi cenni di cedimento dopo la densa giornata. Qui uno dei tre figli di Vance, e lo capiamo anche da queste parti, del resto.

Ed ecco Trump arrivato alla Capital One Arena insieme alla moglie Melania, tra gli applausi dei suoi sostenitori.

Prima aveva raggiunto il palazzetto anche il vicepresidente JD Vance con la famiglia.

(AP Photo/Mark Schiefelbein)

Alla Capital One Arena aspettano solo Trump

Alla Capital One Arena, il palazzetto di Washington dove si sta svolgendo parte dei festeggiamenti, aspettano solo Trump: poco fa gli organizzatori hanno disposto una pila di fascicoli sulla classica-scrivania-da-firma che qualche ora fa era stata allestita sul palco, sulla quale Trump potrebbe già firmare gli ordini esecutivi di cui si parla da giorni (o forse soltanto una parte).

Ora è in corso una cerimonia militare nella grande area centrale dell’edificio del Congresso: se vi è capitato di visitarlo, è il posto da cui partono le visite guidate.

La tradizione della lettera di congratulazioni tra i presidenti resiste anche questa volta

Da quasi quarant’anni esiste una tradizione tra i presidenti della Casa Bianca: alla fine di un mandato, il presidente uscente scrive una lettera di congratulazioni al suo successore e la lascia in un cassetto della scrivania dello Studio Ovale. Obama l’aveva fatto con Trump nel 2017, e stranamente Trump aveva seguito l’esempio nel 2021 con Biden. Oggi Biden l’ha fatto di nuovo: i due quindi si sono scambiati in tutto due lettere, un record.

La tradizione fu inaugurata da Ronald Reagan che nel 1989, alla fine del suo secondo mandato, lasciò un breve biglietto a George H. W. Bush per congratularsi con lui della vittoria. Bush era stato per otto anni il vicepresidente di Reagan, e i due erano diventati amici. La lettera si concludeva con: «Mi mancherai ai pranzi del giovedì» ed era firmata Ron. Reagan e Bush erano entrambi Repubblicani, ma Bush consolidò la tradizione lasciando una lettera al suo successore Bill Clinton, Democratico. 

La lettera che Trump lasciò a Biden nel 2021 non è mai stata resa pubblica: Biden ha detto che era «molto generosa», ma ha preferito mantenerla privata.

Una donna di 48 anni, dalla Colombia, piange dopo che il suo appuntamento per chiedere asilo negli Stati Uniti è stato cancellato, a Ciudad Juárez, in Messico. CBP One, l’applicazione con cui le persone migranti potevano prenotare un appuntamento per chiedere asilo negli Stati Uniti, ha smesso di funzionare poco dopo il giuramento di Trump: sul sito è apparso un annuncio che dice che il servizio «non è più disponibile» e che «tutti gli appuntamenti già fissati sono stati cancellati».

(AP Photo/Christian Chavez)

 

Quanto manca?

Quattro anni. Ok ok, era una battuta! A che punto siamo invece col programma ufficiale di questa cerimonia di insediamento? Trump ha giurato e ha parlato, gli obblighi di legge sono stati evasi. Il programma delle cerimonie prevede ora la cosiddetta “parata”, che stavolta non è una parata visto che si sta tenendo al chiuso nella Capitol One Arena, il grande palazzetto che ospita normalmente le partite di NBA dei Washington Wizards. Sul palco si stanno alternando – lentamente, e con lunghe pause musicali – diversi sostenitori di Trump e a un certo punto dovrebbero arrivare lo stesso Trump col suo vice J.D. Vance.

Cosa tenere d’occhio: se Trump deciderà di firmare alcuni ordini esecutivi all’interno del palazzetto, davanti ai suoi sostenitori. Dopo la “parata”, comunque, secondo il programma Trump si sposterà allo Studio Ovale: e ci si aspetta che lì firmi il grosso degli atti ufficiali del suo primo giorno. Nel frattempo negli Stati Uniti si sarà fatta ora di cena – in questo momento sono quasi le 15:30, ma da quelle parti si cena presto – e inizieranno ricevimenti, feste e balli. 

Ora sta parlando Kash Patel, che Trump ha nominato come futuro capo dell’FBI in attesa che la sua nomina venga confermata dal Congresso. Patel è entrato con una canzone dei Metallica, “Enter Sandman”. Patel ha tenuto un discorso assai politico: una cosa inusuale, per un futuro direttore dell’FBI. Ha definito per esempio Trump e Vance «il miglior presidente e il miglior vicepresidente del mondo» e parlato della diffusione del fentanyl, uno gli oppioidi più potenti in circolazione, che ogni anno causa migliaia di morti negli Stati Uniti: Patel ha citato la necessità di tornare a un sistema di «legge e ordine» – un tipico slogan della destra –  proprio per contrastare la diffusione del fentanyl. 

Alla Casa Bianca la bandiera non è più a mezz’asta

Poco dopo l’insediamento di Trump, la bandiera degli Stati Uniti alla Casa Bianca è stata di nuovo issata al massimo della sua altezza. Biden aveva disposto che fosse issata a mezz’asta per 30 giorni dopo la morte dell’ex presidente Jimmy Carter, avvenuta lo scorso 29 dicembre. 

La bandiera è stata issata per decisione di Trump, ma verrà riportata a mezz’asta alla fine della giornata. 

Musk intanto pensa a Marte

Alla Capitol One Arena ha parlato Elon Musk, uomo più ricco del mondo, sostenitore di Trump e mille altre cose, che ha esordito dicendo: «Ecco cosa vuol dire vincere! E questa non è stata una vittoria qualsiasi. Questa elezione è stata un bivio per la civiltà umana!». La grandissima parte delle promesse di Trump riguarda il pianeta Terra, ma Musk ha deciso di parlare iniziando dai suoi progetti spaziali legati all’arrivo su Marte: «Potete immaginare quanto sarà incredibile vedere degli astronauti statunitensi piantare per primi la nostra bandiera su un altro pianeta?». Dopo aver parlato di Marte, nonostante dovrebbe avere un incarico nella futura amministrazione, Musk ha ringraziato la folla, ha salutato e ha lasciato il palco. Per il pianeta Terra sarà per la prossima volta.

L’unica cosa su cui sono tutti d’accordo

Durante la campagna elettorale era stato notato come Democratici e Repubblicani fossero in disaccordo su tutto tranne che su un’idea che ripetevano entrambi: che la vittoria dei propri avversari sarebbe stata una vera catastrofe e un punto di non ritorno per gli Stati Uniti d’America, mentre soltanto loro sarebbero i più autentici protettori dell’identità statunitense. Si vede anche nella scelta dello slogan che campeggia sul sito della Casa Bianca da quando Donald Trump è diventato ufficialmente presidente: «America is back», l’America è tornata. Incidentalmente lo stesso identico slogan scelto da Joe Biden poco dopo il suo insediamento.

Intanto è iniziato l’evento alla Capital One Arena, dove fra un po’ dovrebbe parlare Trump. Ora sul palco c’è Byron Donalds, emergente deputato Repubblicano della Florida, afroamericano e molto rispettato. 

Un altro meme di Bernie Sanders, probabilmente

In una delle tante standing ovation ottenute da Trump durante il suo discorso di insediamento a un certo punto si è intravisto un signore imbronciato a braccia conserte: è il noto senatore Democratico Bernie Sanders. Anche durante la cerimonia di quattro anni fa, peraltro, Sanders si era fatto notare per una sua posa.

Meglio abituarsi alla “weave”

Lo stile sconnesso con cui Trump ha parlato durante il discorso che ha improvvisato ai suoi sostenitori ha un nome, che ha coniato lo stesso Trump durante la campagna elettorale quando sia la stampa che l’opinione pubblica iniziarono a notare quanto fosse difficile seguire il filo delle sue parole: “the weave”. Come lo ha definito Trump, funziona così: «Parlo di tipo nove cose diverse che alla fine si collegano tutte insieme in modo brillante». Durante il discorso improvvisato – «quello che avrebbe davvero voluto fare» all’insediamento, ha scritto il New York Times – Trump è passato da un argomento all’altro senza chiari agganci, mettendo dentro anche qualche battuta su di sé e sui presenti e autocelebrando la propria campagna elettorale in un flusso di coscienza apparentemente infinito. Poi però è finito.

Poco dopo il primo discorso di Trump c’è stato un momento di generale incertezza perché sarebbe dovuta partire la base di “America the Beautiful”. Dopo qualche secondo la cantante country Carrie Underwood l’ha cantata a cappella, senza che fosse previsto.