Non c’è solo Vincenzo De Luca: oltre al nuovo-vecchio sindaco di Salerno, un altro storico esponente del centrosinistra meridionale ha vinto le elezioni nonostante l’opposizione del Partito Democratico, cioè il principale partito della coalizione. A Enna, infatti, è ormai certa la vittoria di Vladimiro Crisafulli, da tutti chiamato Mirello o «il barone rosso». 75 anni, è stato deputato e senatore per il PD tra il 2006 e il 2013, assessore regionale in Sicilia ed è uno storico esponente sull’isola del Partito Comunista prima e dell’ala sinistra del PD poi, vicino a Massimo D’Alema. Crisafulli è da tempo considerato dai dirigenti del suo partito una figura ingombrante e perfino «impresentabile», secondo una dicitura in voga negli ultimi anni.

Crisafulli il 12 maggio 2026 (ANSA/UFFICIO STAMPA – NPK)
Alla base di questo risentimento nei suoi confronti ci sono varie vicende giudiziarie, tutte comunque risoltesi senza condanne, tra cui un episodio che evidenziava una certa sua vicinanza a un esponente della criminalità organizzata locale (prima però che l’adesione di costui a Cosa Nostra venisse accertata). Crisafulli, proprio come De Luca, è uno di quei «cacicchi» o «capibastone» a cui Elly Schlein, diventata segretaria del PD, aveva detto di volersi opporre.
Quando Schlein ha deciso di negare il simbolo del partito a Crisafulli, all’inizio della campagna elettorale, alcuni esponenti siciliani del PD si sono schierati con lui. Alla fine Crisafulli si è presentato con cinque liste, tra cui Enna Democratica, che ricordava un po’ nei colori e nei caratteri proprio il simbolo del PD. Contro di lui c’erano Ezio Massimo De Rosa, del centrodestra, e un terzo candidato civico, Filippo Fiammetta. Crisafulli dovrebbe vincere con largo margine, e un consenso probabilmente superiore al 60 per cento.