I risultati delle elezioni amministrative

Si votava in 17 capoluoghi di provincia e soprattutto a Venezia, dove ha vinto inaspettatamente il centrodestra

Un seggio nel centro storico di Venezia (ANSA/ANDREA MEROLA)

Si è votato per le elezioni amministrative in più di 700 comuni italiani per rinnovare sindaci e consiglieri comunali. Il Post ha seguito i risultati e tutte le notizie della giornata in questo liveblog. Potete trovare un riepilogo ordinato dei risultati nelle principali città a questo link.

Liveblog

Per oggi è tutto

La copertura delle notizie sulle elezioni amministrative finisce qui, ma sul Post troverete altri approfondimenti e analisi sui risultati, sia nelle città più grandi che in quelle più piccole. Buona serata!

Un riepilogo di come è andata nelle grandi città

Si è parlato tanto di Venezia, dove c’è stata la vittoria inaspettata del candidato di centrodestra Simone Venturini, ma tra gli oltre 740 comuni al voto c’erano anche 17 capoluoghi di provincia. In questo articolo abbiamo fatto un riassunto dei risultati e troverete man mano aggiornamenti su quelli ancora in bilico, cioè Trani e Agrigento: 

A Fermo ha vinto Alberto Maria Scarfini

Era il candidato sindaco di una lista civica, sostenuto tra gli altri dall’ex sindaco Paolo Calcinaro (oggi assessore regionale alla Sanità), e ha battuto al primo turno con quasi il 52 per cento dei voti gli altri candidati Angelica Malvatani, del centrosinistra, Leonardo Tosoni del centrodestra, e Saturnino Di Ruscio, un altro candidato civico.

Com’è andata a finire a Vigevano

Era il comune più popoloso al voto tra quelli lombardi (ha 63mila abitanti) e soprattutto la destra si presentava molto divisa: c’era un candidato sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati, Riccardo Ghia; uno sostenuto da Forza Italia, Paolo Previde Massara; e poi c’era l’ex leghista Furio Suvilla con la lista “Vigevano Futura”, sostenuta da Futuro Nazionale, il partito di estrema destra nazionalista fondato da Roberto Vannacci. 

Alla fine si andrà al ballottaggio tra la candidata del centrosinistra Rossella Buratti, che ha preso il 33 per cento, e Paolo Previde Massara, che ha preso il 24 per cento. Ghia ha preso circa il 22 per cento, mentre Suvilla il 14. Sembra insomma che le divisioni nella destra siano state decisive per questo risultato.

Chi è Simone Venturini, il nuovo sindaco di Venezia

Il nuovo sindaco di Venezia ha 38 anni ed è nato a Marghera, una località del comune di Venezia sulla terraferma come Mestre. Si è laureato in giurisprudenza a Padova ed è stato attivo fin da molto giovane negli scout.

La sua carriera politica è iniziata presto: nel 2010 è stato eletto consigliere comunale, a 22 anni, con l’Unione di Centro. Cinque anni dopo è stato eletto di nuovo e il sindaco Luigi Brugnaro lo ha nominato assessore alla Coesione sociale, carica confermata anche nel 2020, con alcune altre deleghe.

Negli ultimi cinque anni ha avuto alcuni incarichi nazionali e fra le altre cose, dato che ha la delega anche al turismo, ha lavorato al contributo d’accesso giornaliero per visitare Venezia.

Le prime parole del nuovo sindaco di Venezia

Commentando i risultati poco fa con i giornalisti, Simone Venturini ha parlato un po’ dell’inizio del suo percorso, oltre che degli ultimi mesi di campagna elettorale. Ha detto che di essersi presentato in questi mesi «come Simone, come un ragazzo che da Marghera è partito, ha fatto la gavetta, si è impegnato nel territorio, si è presentato come una candidatura civica supportata dal centrodestra e oggi sta ricevendo un buon risultato in termini di apprezzamento».

Fin dall’inizio della campagna Venturini ha insistito molto sulle sue origini veneziane (Marghera è una località del comune di Venezia, sulla terraferma come Mestre), anche per differenziarsi dal candidato del centrosinistra, il senatore del PD Andrea Martella, che invece è di Portogruaro (sempre nella città metropolitana di Venezia, ma più lontano) e ha fatto una carriera politica perlopiù nazionale, mentre Venturini è dal 2010 in consiglio comunale a Venezia, con vari incarichi. Venturini ha anche detto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha già chiamato per complimentarsi. «Verrà molto presto a Venezia per aiutarci in alcune questioni cruciali per la città».

Simone Venturini è il nuovo sindaco di Venezia

Con poco più di metà delle sezioni scrutinate, a Venezia il divario accumulato da Simone Venturini del centrodestra non è più colmabile: sarà lui il nuovo sindaco di Venezia. Venturini era stato assessore alla coesione sociale nell’amministrazione uscente di Luigi Brugnaro.

È un risultato sorprendente in assoluto, visto che i sondaggi circolati nelle ultime settimane davano avanti il candidato del centrosinistra Andrea Martella anche di 6 o 7 punti. Ma lo è soprattutto nella misura: Venturini ha vinto al primo turno e al momento ha più di 15 punti di distacco su Martella. Qui ne abbiamo parlato più estesamente:

Un progetto giornalistico indipendente a Prato diventato molto rilevante

Da diversi mesi a Prato c’è un progetto giornalistico indipendente, che è ormai molto seguito. Si chiama Buzz Prato e lo ha fondato il giornalista Lorenzo Tempestini: inizialmente era solo una rassegna della stampa locale su WhatsApp, ma nel tempo si è espanso con una newsletter con contenuti originali e con un canale YouTube, su cui oggi Tempestini sta facendo una diretta per seguire lo spoglio del voto, da un locale in centro città, il Gradisca.

È così noto che Matteo Biffoni, il sindaco neo eletto, è già stato in diretta a chiacchierare con Tempestini. Nelle scorse settimane quasi tutti i candidati sindaci avevano fatto interviste video con Buzz Prato.

Matteo Biffoni ospite della diretta elettorale di Buzz Prato, con Lorenzo Tempestini (dal canale YouTube di Buzz Prato)

Buzz Prato ha costruito una sua comunità di lettori, che pagano anche un abbonamento mensile (dai 2,5 ai 5 euro) o annuale (fino a 48 euro).

Si votava anche a Campione d’Italia, quello del casinò

È un comune italiano interamente in territorio svizzero, cioè un’exclave, e anche se è isolato e piccolo – ha meno di 2mila abitanti – è molto noto per il suo casinò.

Arrivava a queste elezioni in un periodo travagliato: la Corte dei conti lo ha recentemente indicato come il caso di dissesto finanziario più critico tra i comuni della Lombardia (di cui formalmente fa parte). Le ragioni hanno molto a che fare col fatto che si trova in Svizzera, e deve quindi sostenere costi molti alti per il rimborso delle spese mediche dei suoi residenti e per gli stipendi dei dipendenti comunali, parametrati al costo della vita svizzero.

Il casinò di Campione nel 2005 (ANSA/KARL MATHIS / KLD)

Il comune è sempre stato socio unico del casinò, e finché questo funzionava bene le spese della vita svizzera non erano un problema: poi però è fallito nel 2018. Nel 2022 ha riaperto, ma non rende più come un tempo.

Le elezioni sono state vinte da Luca Frigerio, ex dirigente del casinò di Campione ed ex presidente di quello di Saint-Vincent in Valle d’Aosta. A Campione è già stato assessore al bilancio negli anni Duemila e a queste elezioni si era candidato con una lista civica sostenuta dalla maggioranza di centrodestra, dopo il rifiuto di ricandidarsi dell’attuale sindaco Roberto Canesi. Come il suo predecessore, Frigerio ha negato i problemi finanziari del comune e ha detto in ogni caso di puntare sui proventi del casinò per tornare alla prosperità di un tempo.

Avevamo raccontato la storia di Campione in un podcast:

A Messina le schede elettorali erano enormi

A Messina diversi elettori ed elettrici si sono lamentati per la difficoltà di piegare la scheda elettorale, enorme (54 di larghezza per 58 centimetri di altezza) a causa delle 26 liste a sostegno dei cinque candidati sindaci. Alla fine ha vinto il sindaco uscente Federico Basile del partito di Cateno De Luca Sud chiama Nord che in totale ha schierato 1.010 candidati: 468 per il consiglio comunale con 15 liste e 542 per le circoscrizioni, con 61 liste.

Come ha ricostruito il giornale locale LetteraEmme, non si tratta di un record: nel 2005 si presentarono 1.765 candidati in 41 liste. Anche nel 2008 e nel 2018 furono di più rispetto a questa tornata, rispettivamente 1160 candidati, divisi in 28 liste e 891 candidati per 29 liste.

Colico rimane in provincia di Lecco

Al voto c’era anche Colico, in Lombardia, ma non per elezioni comunali: i residenti dovevano decidere se far passare il comune dalla provincia di Lecco a quella di Sondrio. Il referendum è stato vinto dal No con 2459 voti contro i 1182 Sì, quindi il comune rimarrà in provincia di Lecco. 

Una foto di cui si parlerà molto nei prossimi giorni

Cioè questa con il candidato sindaco del centrosinistra a Venezia, Andrea Martella, e la segretaria del PD Elly Schlein. Schlein è andata a Mestre due giorni fa per l’evento di chiusura della campagna elettorale di Martella, nella centrale piazza Ferretto. Dal palco si è congratulata con Martella, che è sempre del PD, e non ha nascosto dell’ottimismo per la possibile vittoria del centrosinistra. 

Il candidato sindaco del centrosinistra Andrea Martella e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, sul palco in piazza Ferretto a Mestre, 22 maggio 2026 (ANSA/ANDREA MEROLA)

Venezia è il comune più importante di queste elezioni, e l’unico capoluogo di regione. Al momento lo scrutinio e le ultime proiezioni danno Venturini nettamente avanti rispetto a Martella. Nei giorni scorsi si erano fatti vedere a Venezia anche altri leader dei partiti del centrosinistra, che erano fiduciosi sul risultato anche in virtù di alcuni sondaggi locali che davano Martella in vantaggio anche di 6 o 7 punti.

Lo scrutinio non è ancora finito ma è già certo che non andrà così: o vincerà Venturini al primo turno, o si andrà al ballottaggio con un distacco comunque consistente tra il centrodestra e il centrosinistra. Diversi esponenti della destra stanno già criticando questo atteggiamento, dicendo in sostanza che la sinistra aveva esultato troppo presto.

“Il crollo del centrodestra lo rimandiamo a domani”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato i risultati delle elezioni comunali con un augurio piuttosto istituzionale ai nuovi sindaci, e con una frecciata al centrosinistra nel post scriptum.

A Mantova ha vinto Andrea Murari del centrosinistra

Il centrosinistra si conferma a Mantova con Andrea Murari, 42 anni, assessore all’Ambiente e all’Urbanistica nelle due giunte del sindaco uscente Mattia Palazzi. Murari era sostenuto da Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e tre liste civiche: Azione con Murari, Lista Gialla e Mantova Adesso. Il centrodestra schierava Raffaele Zancuoghi, 54 anni, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e dalla lista civica Mantova Ideale.

A Pistoia ha vinto Giovanni Capecchi, sostenuto dal campo “larghissimo”

Capecchi è un candidato civico sostenuto da un’ampia coalizione di centrosinistra, che va da Rifondazione comunista ad Azione di Carlo Calenda (e per questo soprannominata “campo larghissimo”, in relazione al “campo largo” che solitamente comprende PD, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva). Capecchi ha 54 anni ed è professore di letteratura italiana all’Università per stranieri di Perugia. Tra il 2002 e il 2005 era stato assessore alla Cultura a Pistoia.

Pistoia torna così ad avere un sindaco di centrosinistra dopo 9 anni con Alessandro Tomasi di Fratelli d’Italia, che a dicembre scorso aveva lasciato l’incarico dopo essere stato eletto in consiglio regionale: si era candidato a presidente della Toscana alle regionali di ottobre, ma aveva perso contro il candidato del centrosinistra Eugenio Giani. Al suo posto negli ultimi mesi ha governato Anna Maria Ida Celesti, di Forza Italia, che si era poi candidata contro Capecchi.

Giovanni Capecchi mentre vota nel suo seggio a Pistoia, 24 maggio 2026 (ANSA / PATRIZIO CECCARELLI)

Sestograd

Dopo più di metà delle sezioni scrutinate, Sesto Fiorentino sta per eleggere al primo turno Damiano Sforzi, candidato del centrosinistra. In questo comune di 49mila abitanti vicino a Firenze il centrosinistra elegge sindaci ininterrottamente dal 1899.

A Enna c’è un altro «capobastone» del PD che ha vinto

Non c’è solo Vincenzo De Luca: oltre al nuovo-vecchio sindaco di Salerno, un altro storico esponente del centrosinistra meridionale ha vinto le elezioni nonostante l’opposizione del Partito Democratico, cioè il principale partito della coalizione. A Enna, infatti, è ormai certa la vittoria di Vladimiro Crisafulli, da tutti chiamato Mirello o «il barone rosso». 75 anni, è stato deputato e senatore per il PD tra il 2006 e il 2013, assessore regionale in Sicilia ed è uno storico esponente sull’isola del Partito Comunista prima e dell’ala sinistra del PD poi, vicino a Massimo D’Alema. Crisafulli è da tempo considerato dai dirigenti del suo partito una figura ingombrante e perfino «impresentabile», secondo una dicitura in voga negli ultimi anni.

Crisafulli il 12 maggio 2026 (ANSA/UFFICIO STAMPA – NPK)

Alla base di questo risentimento nei suoi confronti ci sono varie vicende giudiziarie, tutte comunque risoltesi senza condanne, tra cui un episodio che evidenziava una certa sua vicinanza a un esponente della criminalità organizzata locale (prima però che l’adesione di costui a Cosa Nostra venisse accertata). Crisafulli, proprio come De Luca, è uno di quei «cacicchi» o «capibastone» a cui Elly Schlein, diventata segretaria del PD, aveva detto di volersi opporre. 

Quando Schlein ha deciso di negare il simbolo del partito a Crisafulli, all’inizio della campagna elettorale, alcuni esponenti siciliani del PD si sono schierati con lui. Alla fine Crisafulli si è presentato con cinque liste, tra cui Enna Democratica, che ricordava un po’ nei colori e nei caratteri proprio il simbolo del PD. Contro di lui c’erano Ezio Massimo De Rosa, del centrodestra, e un terzo candidato civico, Filippo Fiammetta. Crisafulli dovrebbe vincere con largo margine, e un consenso probabilmente superiore al 60 per cento. 

Anche a queste comunali si è parlato dell’omicidio di Garlasco

Massimo Lovati (Valentina Renna/ LaPresse)

Nel comune di Vigevano, in provincia di Pavia, si è candidato sindaco l’avvocato Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco nel 2007. L’ha sostenuto il partito Democrazia Sovrana Popolare, nato dall’unione di diverse forze politiche di sinistra e coordinato dal politico Marco Rizzo. I risultati ancora parziali lo danno attorno all’uno per cento. 

Lovati ha 73 anni ed è nato a Vigevano. Ha difeso Sempio nelle prime indagini a suo carico, tra il 2016 e il 2017, ma è diventato famoso dopo l’apertura nella nuova inchiesta sul caso nel 2025, soprattutto per alcuni interventi sopra le righe in diversi programmi televisivi. Sempio gli ha revocato l’incarico lo scorso ottobre: disse di averlo fatto per alcune divergenze sulla strategia difensiva. 

Proprio per via di alcune sue dichiarazioni, Lovati è ora imputato con l’accusa di diffamazione nei confronti dello studio legale Giarda, che aveva difeso Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Poggi. Il processo dovrebbe iniziare domani. 

Nel primo comune leghista d’Italia la Lega ha perso

A Cene, 4mila abitanti in provincia di Bergamo, il primo comune di sempre amministrato dalla Lega, dopo 36 anni la Lega ha perso. Le elezioni sono state vinte da Roberto Radici, insegnante di sostegno, candidato di una lista civica. La candidata sindaca della Lega era invece Gaia Anselmi, che aveva faticato non poco a trovare candidati per presentarsi alle elezioni.