Fiat Futuro

Avete presente le pubblicità televisive delle automobili? C’è un uomo, in caso di macchine di media e grossa cilindrata o una donna, in caso di utilitarie e city car. L’uomo ha un’età variabile tra i 30 e i 45 anni, è casual, è cool, è contemporaneo. Viaggia a velocità di crociera in città senza traffico oppure in una virtuale Patagonia senza traccia di civiltà. Non solo è libero, sicuro di sé e soddisfatto delle prestazioni di guida dell’auto in questione ma soprattutto – e arriviamo al punto – è un Individuo: un essere non relativizzato e asservito ai consumi ma autodeterminato e indipendente al punto che guidare – e pagare prima di tutto – quell’auto è una scelta che rivendica quasi filosoficamente il dominio dell’uomo sulla macchina.

Di questi tempi sembrerebbe quasi che i pubblicitari siano dei pericolosi estremisti, compagni di merende di Landini pronti a scioperi e occupazioni di fabbriche. Come si permettono di far credere che siano gli uomini a poter far delle scelte? Gli uomini devono pagare il costo del capitalismo in crisi e non possono permettersi di disturbare le macchine, vere depositarie del potere e della ricchezza. Vorremo mica riequilibrare i rapporti di forza tra chi “guida il mondo” e chi guida e basta?

Per questo motivo vorrei dare qualche suggerimento per la campagna pubblicitaria della prossima Fiat dell’era Marchionne, che dopo il successo della Fiat Idea si chiamerà Fiat Futuro.

Immaginativi Christine, la “macchina infernale” di Stephen King. Da un campo lungo si vede l’auto senza nessuno alla guida lanciata a velocità folle per le strade di una città del 2011, una via di mezzo tra Detroit e Roma. I passanti che camminano vengono travolti, ma l’auto sembra non accusare nessun colpo, anzi la carrozzeria dopo ogni scontro è più brillante e le prestazioni del motore sono eccezionali. Man mano che la Fiat Futuro avanza all’impazzata più nessuno le si fa davanti. Gli umani hanno compreso la loro inferiorità e debolezza di fronte al potere della nuova auto, si limitano ad alzare il pollice – sorta di autostoppisti verso il progresso – sperando di salvarsi salendo sulla macchina in corsa. A un certo punto – musica enfatica e inizio di un lungo piano sequenza – la Fiat Futuro frena davanti a una pizzeria, dove un gruppo di umani sta giocando a briscola. Si apre la portiera, primo piano sulla faccia di un umano, è Sergio Marchionne: si mette al volante, sorride, dissolvenza e cartello a nero che dice “Che tu la voglia o meno, Fiat Futuro è questa”.

Sergio, Sergio Marchionne, Le piace? Mi scriva che ho sacco di idee. Vorrei parlarle anche di un altro modello, la Fiat Utopia. È eccezionale, non se ne pentirà.