Tadaima, eccomi a casa

Mi ha sempre fatto piacere ritornare a Tokyo, da dovunque fossi andato. Oggi la città è sicuramente diversa da tutti gli altri ritorni. Sembra marciare a velocità ridotta, molti negozi hanno le luci spente, bisogna avvicinarsi e vedere se ci sono dei clienti dentro per sapere se sono aperti o no. Magari in questa occasione il Giappone diventerà un po’ meno sprecone, potrebbe essere un effetto positivo.

Fa ancora freddino, i ciliegi stanno fiorendo ma lo sfondo è il cielo grigio e non si respira quell’aria allegra della primavera. Alla televisione si parla delle truffe che stanno impazzando in occasione del terremoto: principalmente finte raccolte di fondi. Anche questo paese è popolato dal genere umano, dopotutto.

Rientro a casa, dopo la partenza per Kyoto della settimana scorsa, e mi sembrano passati mesi se non anni. La tensione e le preoccupazioni che avevo in quel momento sembrano essersi sciolte, anche se tutti gli spostamenti in autobus, treni e aerei mi hanno stancato e ho voglia di normalità, di ritmi regolari. Per tirarmi su adesso mi mangio una cosa preziosissima qui a Tokyo: un panino fatto con la rosetta romana, la mozzarella e il prosciutto crudo.