Taricone e Saviano, il meglio dell’Italia

Tristi, tristissimi, al “Secolo”, per Pietro Taricone. Nel 2000 ci aveva conquistato spiegando Nietzsche ai coinquilini del Grande Fratello: «Non bisogna pensare al superuomo come a quello muscoloso, il superuomo era l’uomo che creava valori, anzi creava il ponte tra la bestia e il superuomo». Era divertente, diceva di essersi occupato di filosofia perché era utile per rimorchiare ma si capiva che giocava col personaggio del coatto. Avevamo cominciato a seguirlo. Aveva idee precise sulla vita, sulla tv, sulla politica, sulla necessità di scelte nette, e ci piacevano quasi tutte. Nel 2008, alla vigilia delle politiche, sul giornale avevamo proposto – per gioco, ma non tanto – di farlo ministro. Ovviamente non è successo. Ieri abbiamo scoperto che è stato compagno di scuola di Saviano, e questo ci ha dato da riflettere sui lampi di genialità che l’Italia riesce ancora a produrre nei luoghi più impensati, al liceo Diaz di Caserta o addirittura nella casa del GF.