L’inviato di una tv danese ai Mondiali in Qatar costretto dalle autorità locali a interrompere un collegamento in diretta

L’inviato di una tv danese ai Mondiali in Qatar costretto dalle autorità locali a interrompere un collegamento in diretta

Un giornalista televisivo danese inviato in Qatar per i Mondiali di calcio maschili è stato costretto dalle autorità locali a interrompere una diretta: era collegato con il canale danese TV 2 da una strada di Doha, la capitale del paese, quando sono arrivati alcuni membri delle forze dell’ordine che prima hanno cercato di sottrarre la telecamera all’operatore che lo accompagnava e poi hanno minacciato di romperla. Il giornalista si è presentato come un inviato della televisione danese e ha mostrato sia il suo accredito che il permesso per filmare nei luoghi pubblici, ma non ha trovato molta comprensione: è infine stato costretto a interrompere il collegamento.

I rappresentanti dell’ente governativo nazionale che si occupa dell’organizzazione del torneo si sono scusati con il canale danese, dicendo che la troupe era stata «interrotta per errore» e confermando che aveva regolari permessi per svolgere la sua attività.

I Mondiali inizieranno tra pochi giorni, il 20 novembre, e l’assegnazione al Qatar è la più controversa nella storia della competizione: è infatti un paese ampiamente accusato di violazioni dei diritti umani e di essere responsabile della morte di migliaia di operai che hanno lavorato alla costruzione degli stadi, per la maggior parte migranti provenienti da India, Bangladesh, Sri Lanka e Nepal. L’incidente del giornalista danese mostra una certa abitudine alla repressione della libertà di stampa da parte delle autorità nel paese.

Il video di due attivisti per il clima che imbrattano un quadro di Klimt a Vienna

Il video di due attivisti per il clima che imbrattano un quadro di Klimt a Vienna

Martedì al Leopold Museum di Vienna un attivista austriaco del gruppo ambientalista Letzte Generation (“Ultima generazione”) ha imbrattato per protesta il quadro “Morte e vita” di Gustav Klimt con un liquido oleoso nero. È stato immediatamente allontanato da una guardia del museo, mentre un altro attivista è riuscito a incollare la propria mano al vetro che ricopre il dipinto. Per via del vetro, l’opera non è stata danneggiata.

Entrambi i gesti – l’imbrattamento e l’incollamento di parti del corpo alle opere – fanno parte di un tipo ben preciso di proteste che sono state messe in atto da vari gruppi ambientalisti nelle ultime settimane, ottenendo grande visibilità. Il 14 ottobre due attiviste del gruppo “Just stop oil” erano entrate in una sala della National Gallery di Londra e avevano imbrattato con della salsa di pomodoro una delle versioni dei “Girasoli” di Van Gogh e la stessa cosa era successa poco dopo con del purè di patate e un quadro di Monet nel Museo Barberini di Potsdam, in Germania. A inizio novembre, a una mostra su Van Gogh a Roma, quattro giovani avevano lanciato una minestra di verdura contro il quadro “Il seminatore”.

– Leggi anche: Imbrattare i “Girasoli” aiuta la causa ambientalista?

Il gruppo che ha rivendicato l’azione di protesta ha scritto su Twitter: «nuovi pozzi di petrolio e gas sono una condanna a morte per l’umanità». Nel video che mostra la scena si sente uno dei due attivisti gridare «conosciamo questo problema da cinquant’anni: dobbiamo agire, altrimenti il pianeta andrà in frantumi».

– Leggi anche: Cosa stanno facendo i musei italiani per proteggersi dalle dimostrazioni ambientaliste?

Cristiano Ronaldo dice che il Manchester United lo ha “tradito”

Cristiano Ronaldo dice che il Manchester United lo ha “tradito”

A poche ore dall’ultima partita giocata dal Manchester United prima della sosta dei campionati per i Mondiali in Qatar, il conduttore televisivo britannico Piers Morgan ha pubblicato un’anteprima della sua intervista a Cristiano Ronaldo. L’attaccante portoghese, che sarà ai Mondiali con la sua nazionale, è stato estremamente critico nei confronti del club per cui gioca da quando ha lasciato la Juventus. Ha detto di essersi sentito tradito sia dal nuovo allenatore, Erik ten Hag, che dalla dirigenza, per come avrebbero provato a escluderlo sia nella scorsa stagione che in quella in corso. Ha inoltre criticato la gestione della società, che non sarebbe cambiata affatto da quando la lasciò per andare al Real Madrid nel 2009.

L’intervista completa verrà trasmessa tra mercoledì e giovedì all’interno del programma televisivo Piers Morgan Uncensored, in onda nel Regno Unito su Sky e Virgin Media, e negli Stati Uniti sui canali Fox.

Nonostante i 18 gol segnati nella passata stagione, la scorsa estate Ronaldo aveva cercato per mesi di lasciare lo United. Per un giocatore della sua caratura, tuttavia, non è facile trovare una squadra che possa permetterselo, peraltro in un periodo economicamente difficile come questo, ed è quindi rimasto a Manchester, dove fin qui ha giocato una decina di partite, spesso partendo dalla panchina.

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