Un’informazione in più sulla salute di Abderrahim Fakir
Un verbale del pronto soccorso mostra che il 20 giugno si era procurato un taglio su un polso e aveva chiesto di parlare con uno psichiatra
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C’è un verbale del pronto soccorso che dà nuove informazioni su quello che è successo prima di morire ad Abderrahim Fakir, l’uomo marocchino di 42 anni morto a Bologna mentre due poliziotti lo immobilizzavano a terra. Il verbale mostra che il 20 giugno Fakir si era fatto un taglio in un polso ed era andato in ospedale a chiedere di parlare con uno psichiatra. Nel referto c’è scritto che era «vigile e orientato, di umore deflesso ma tranquillo». In quel momento non era seguito da un Centro di salute mentale, la struttura pubblica del territorio per la cura dei disturbi psichiatrici.

È un documento importante, che aiuta a capire cosa sia successo a Fakir domenica 19 luglio, il giorno in cui è morto. La polizia era intervenuta dopo aver ricevuto una segnalazione secondo cui era «in escandescenza»: nell’audio della telefonata una persona dice che stava urlando e prendendo a calci i portoni dei garage di un palazzo.
Le informazioni contenute nel referto sembrano suggerire che Fakir potesse avere un disagio psichico, anche se non ci sono diagnosi a confermarlo. Si sa poco anche a proposito di altri problemi di salute: qualche conoscente ha detto che era cardiopatico e che soffriva d’asma. Per ora non ci sono conferme ufficiali, ma è probabile che se ne saprà qualcosa in più dopo l’autopsia.


