La bolla in cui vorrebbero vivere i progressisti americani

La bolla in cui vorrebbero vivere i progressisti americani

Tra gli sketch comici dell’ultima puntata del Saturday Night Live andata in onda lo scorso sabato, ce n’è uno in cui si immagina che dal gennaio 2017 – quando Donald Trump si insedierà alla Casa Bianca – i progressisti americani andranno a vivere in una città coperta da una grande cupola di vetro per isolarsi dal resto del paese e continuare la propria vita come se Trump non fosse mai stato eletto presidente. Lo sketch si intitola The Bubble (cioè “La Bolla”), è fatto con uno stile simile a quello della serie tv Black Mirror, anche se in chiave umoristica, ed è ispirato al romanzo di Stephen King The Dome, già ripreso anche da I Simpson. Il film. Lo sketch, che mostra tutti gli stereotipi sui progressisti bianchi americani che vivono in città come New York, finisce con il claim pubblicitario: «It’s Brooklyn. With a bubble on it!», cioè «È Brooklyn. Dentro la sua bolla!».

Le avventure di Di Battista e suo padre

Le avventure di Di Battista e suo padre

Il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista, uno degli esponenti più in vista del partito, ha dato qualche giorno fa un’intervistaVanity Fair nella quale ha raccontato un episodio che risale a quando aveva 18 anni.

«Avevo 18 anni, ero con la mia famiglia a Corfù. Vediamo arrivare un panfilo. Papà dice: “Andiamo a vedere se lì c’è D’Alema”. Prendiamo il gommoncino e affianchiamo la sua barca. Era lui. Mio padre si sporge sul gommone e inizia a urlargli contro: “Hai tradito i valori della sinistra, ti sei venduto al capitale e all’imperialismo americano”. D’Alema rimane immobile. Anni dopo, mi ritroverò a ripetere quelle frasi all’interno del Parlamento»

La pagina Facebook “Socialisti Gaudenti”, che commenta in modo scherzoso le cose della politica italiana, ha immaginato una serie di parodie dell’episodio raccontato da Di Battista, divertenti e molto apprezzate online.

Come hanno preso in Sudafrica la sconfitta contro l’Italia

Come hanno preso in Sudafrica la sconfitta contro l'Italia

Dopo l’inaspettata sconfitta della nazionale sudafricana di rugby per 20 a 18 nel test match giocato sabato a Firenze contro l’Italia, tifosi e giornalisti sudafricani stanno criticando molto duramente la squadra, lo staff tecnico e la federazione nazionale, ritenuti i maggiori responsabili dei pessimi risultati ottenuti negli ultimi anni dal Sudafrica, che nonostante il brutto periodo è ancora considerata come una delle cinque nazionali più forti al mondo. In molti stanno chiedendo le dimissioni dell’allenatore, Allister Coetzee, altri vogliono un radicale cambiamento dei ruoli nella federazione. In tutto questo, The Rapport, un giornale molto popolare tra la comunità degli Afrikaner (la popolazione sudafricana di origine europea), nell’edizione cartacea di domenica ha pubblicato le pagelle dei giocatori scesi in campo il giorno prima, dando a tutti uno zero, anche a quelli che tutto sommato non avevano giocato così male. La sconfitta contro l’Italia è probabilmente una delle più clamorose nella storia del Sudafrica: la nazionale italiana occupa la 13esima posizione nel ranking mondiale, più indietro di tutte le altre nazionali contro cui il Sudafrica ha perso negli ultimi anni, Giappone compreso.

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