La discussa statua della “Spigolatrice di Sapri”

La discussa statua della "Spigolatrice di Sapri"

Una statua inaugurata in provincia di Salerno che rappresenta una spigolatrice, una contadina dell’Ottocento, è da ieri molto criticata sui social network e da alcuni politici perché accusata di sessualizzare senza motivo la donna protagonista. La “Spigolatrice di Sapri” è dedicata all’omonima poesia di Luigi Mercantini, che racconta di una donna che lascia il lavoro per unirsi al tentativo di insurrezione antiborbonica organizzata dal patriota Carlo Pisacane nel 1857. Nella scultura, realizzata dall’artista locale Emanuele Stifano, la donna indossa un vestito molto aderente, diverso da quelli più larghi portati dalle contadine della metà dell’Ottocento, e ha le forme del sedere particolarmente pronunciate e in evidenza.

 

La senatrice del PD Monica Cirinnà ha definito la statua «uno schiaffo alla storia e alle donne che ancora sono solo corpi sessualizzati. Questa statua della Spigolatrice nulla dice dell’autodeterminazione di colei che scelse di non andare a lavoro per schierarsi contro l’oppressore borbonico. Sia rimossa». Concetti simili sono stati espressi anche dalla deputata del PD Laura Boldrini e dall’ex senatrice di Forza Italia Manuela Repetti, che in un post sull’Huffington Post si è detta «inorridita» dalla statua e ha chiesto che venga abbattuta.

La città di Sapri aveva già dedicato alla “Spigolatrice” una statua, nel 1994, che però è visibile solo via mare, dato che si trova su uno scoglio a circa 500 metri dalla terraferma. La nuova statua si trova invece sul lungomare della città. All’inaugurazione, oltre alle autorità locali, era presente anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che si trovava in città per un tour elettorale.

Antonio Gentile, sindaco di Sapri, di Italia Viva, ha difeso la statua dicendo di ritenere «oltremodo violento, a tratti sessista e offensivo per la nostra comunità da sempre impegnata contro tutte le violenze di genere l’articolo dell’ex senatrice Manuela Repetti». La accusa di incitare «all’abbattimento della nuova statua come è avvenuto, purtroppo, recentemente in altri paesi privi di democrazia o in passato con la censura».

L’autore della statua, invece, ha difeso la sua scelta stilistica dicendo che «quando realizzo una scultura tendo sempre a coprire il meno possibile il corpo umano, a prescindere dal sesso. Nel caso della Spigolatrice, poiché andava posizionata sul lungomare, ho “approfittato” della brezza marina che la investe per dare movimento alla lunga gonna, e mettere così in evidenza il corpo. Questo per sottolineare una anatomia che non doveva essere un’istantanea fedele di una contadina dell’800, bensì rappresentare un ideale di donna, evocarne la fierezza, il risveglio di una coscienza, il tutto in un attimo di grande pathos».

Netflix ha presentato un po’ di nuovi contenuti

Netflix ha presentato un po' di nuovi contenuti

Il 25 settembre c’è stata la prima edizione di Tudum, un evento in cui Netflix (il cui nome è un riferimento a un suono ben noto a chi usa la piattaforma) ha presentato trailer e dato informazioni di vario tipo sui suoi contenuti dei prossimi mesi. L’evento, lungo più di tre ore, si può vedere qui. Per chi va un po’ più di fretta, questi sono invece i trailer e le anteprime delle serie e dei film più attesi tra quelli mostrati ieri.

Il trailer di Red Notice, film d’azione su una rapina e con, tra gli altri, Ryan Reynolds, Gal Gadot e Dwayne Johnson.

Una nuova anteprima della quarta stagione di Stranger Things, con una nuova inquietante casa e con Dustin che imita Sherlock Holmes.

Un’anteprima della seconda metà della quinta stagione di La casa di carta, per chi ha appena visto la prima metà e ancora non si è arreso.

Un messaggio “reale” sulla quinta stagione di The Crown, per chi capisce l’inglese:

Le prime immagini dalla seconda stagione di Bridgertorn:

E quelle, di ben altro genere, di The Sandman, una serie fantasy tratta dai fumetti di Neil Gaiman:

Tra le tante altre cose è stata poi mostrata la sigla della serie Cowboy Bebop, adattamento di un noto anime giapponese degli anni Novanta, su uno sgangherato gruppo di cacciatori di taglie in viaggio su un’astronave.

Altri trailer e contenuti presentati durante Tudum si possono trovare qui o, meglio ancora, sul canale YouTube di Netflix.

Sugli iPhone ora si può digitare lo schwa (ə)

Sugli iPhone ora si può digitare lo schwa (ə)

Il 20 settembre Apple ha reso disponibile iOS 15, il nuovo sistema operativo per i telefoni iPhone. Nell’aggiornamento di sistema è stata introdotta la possibilità di digitare il simbolo simbolo fonetico ə, chiamato schwa, che in certi contesti viene usato al posto della desinenza maschile plurale per includere contemporaneamente uomini e donne, e al posto di desinenze femminili e maschili per riferirsi alle persone che non si riconoscono nel binarismo di genere. Quindi, per esempio: cittadinə. Essendo un simbolo dell’alfabeto fonetico, ha una pronuncia, cosa che lo rende più efficace di altri sistemi usati talvolta con lo stesso scopo, per esempio l’asterisco al termine della parola (cittadin*).

Lo schwa si può ora digitare in maniera semplice, come si fa per le lettere accentate e per caratteri speciali. Per farlo basta tenere premuta sulla tastiera la lettera “e”: a quel punto comparirà una serie di varianti della lettera, tra cui anche lo schwa. La stessa cosa si può fare già da diverso tempo sui telefoni con sistema operativo Android aggiornato all’ultima versione.

Lo schwa non è un simbolo molto familiare ma viene utilizzato da decenni dai linguisti e nell’alfabeto fonetico internazionale indica una vocale che ha un suono preciso. Non è presente nell’italiano, ma in molte lingue europee sì, e anche in alcuni dialetti, tra cui il napoletano: è il suono a cui corrisponde la “e” in “Napule“, la prima “a” dell’inglese “again“, la “e” dell’articolo francese “le“.

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