Una scena di “Sono tornato”, il film con Benito Mussolini

Una scena di "Sono tornato", il film con Benito Mussolini

Sono tornato sarà nei cinema dal primo febbraio ed è il rifacimento del film tedesco che, nel 2015, si immaginò cosa sarebbe successo se in quell’anno fosse tornato Adolf Hitler. In questo caso, ovviamente, a tornare è Benito Mussolini, che nel film è interpretato da Massimo Popolizio. Il regista del film è Luca Miniero, che ha diretto Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord.

Questa è la scena in cui Mussolini legge i giornali, se la prende con gli italiani e riassume in un paio di minuti la storia italiana e mondiale dopo la sua morte. Dice anche: «In mia assenza gli italiani hanno cambiato 63 governi in settant’anni, la democrazia è un cadavere in putrefazione. Chi sono i buoni? Chi sono i cattivi? Dov’è la patria?».

Il trailer del film

Il messaggio della segreteria telefonica della Casa Bianca dà ai Democratici la colpa per lo “shutdown”

Il messaggio della segreteria telefonica della Casa Bianca dà ai Democratici la colpa per lo “shutdown”

A partire dalla mezzanotte di sabato 20 gennaio, quando in Italia erano le sei di domenica mattina, il governo degli Stati Uniti è entrato in “shutdown”. Vuol dire che ha smesso di finanziare tutti i servizi statali: alcuni sono proprio stati interrotti; molti altri stanno continuando e continueranno a funzionare, anche se a regime ridotto. Non è la prima volta che succede (era già capitato nel 1996 e nel 2013, e diverse volte prima) e come tutte le altre volte succede a causa di un mancato accordo tra Democratici e Repubblicani per una nuova legge di bilancio. L’amministrazione di Donald Trump ha insistito molto sul fatto che la colpa sia tutta e solo dei Democratici: tra le altre cose è stato cambiato anche il messaggio registrato della segreteria telefonica che si sente se si prova a chiamare il numero della Casa Bianca riservato ai commenti da parte dei cittadini (quello che tutti possono chiamare). Ora il messaggio è questo:

 

Purtroppo non possiamo rispondere perché, al Congresso, i Democratici hanno preso in ostaggio i fondi del governo – compresi quelli per i nostri soldati e per le priorità di sicurezza nazionale – per impuntarsi su un dibattito sull’immigrazione che non ha niente a che fare con questa storia. Per via di questa ostruzione, il governo è chiuso.

 

I motivi di questo shutdown e le questioni più importanti del confronto tra Repubblicani e Democratici sono spiegate qui.

Trump lavora moltissimo anche durante lo “shutdown”, per esempio si mette molto in posa

Trump lavora moltissimo anche durante lo "shutdown", per esempio si mette molto in posa

Per dimostrare che il presidente statunitense Donald Trump è al lavoro anche durante lo “shutdown”, domenica 21 gennaio la Casa Bianca ha diffuso alcune fotografie piuttosto surreali di Trump impegnato in alcune attività, con un vistoso cappellino bianco in testa. In una fotografia il presidente incontra i membri del suo staff, in un’altra cammina sotto al portico che porta verso lo studio ovale; ma la foto che è stata ripresa di più è quella in cui è seduto alla scrivania – sempre con il cappellino in testa – mentre fa una telefonata. In molti hanno fatto notare che la foto sembra essere molto posata: Trump non ha nulla sulla scrivania e non sembra essere nemmeno coinvolto in una vera chiamata.

La fotografia è stata ripresa molto sui social network, con commenti sarcastici di vario tipo.

“Anche io svolgo la parte più importante del mio lavoro con una cornetta in mano e niente sulla mia scrivania, mentre guardo nel vuoto.”

La Casa Bianca manda per email: “Foto del presidente Donald J. Trump al lavoro alla Casa Bianca durante lo shutdown di cui è responsabile.”

“È ormai chiaro che Trump e il suo staff non hanno idea di come organizzare fotografie in cui sembri che lui stia effettivamente lavorando.”

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