Il video di un gruppo di ragazzi sostenitori di Trump che deridono un nativo americano

Il video di un gruppo di ragazzi sostenitori di Trump che deridono un nativo americano

Una serie di video che mostrano un gruppo di ragazzi deridere ripetutamente un anziano attivista nativo americano sono al centro di molte critiche negli Stati Uniti, sui giornali e sui social network. I video sono stati girati venerdì a Washington, e mostrano un gruppo di circa 60 studenti di una scuola maschile cattolica del Kentucky circondare e prendere in giro Nathan Phillips, un reduce della guerra del Vietnam che stava partecipando all’Indigenous Peoples March, una manifestazione organizzata in difesa dei diritti delle minoranze indigene degli Stati Uniti. Molti dei ragazzi, compreso quello che nei video diffusi online sta davanti al manifestante nativo americano sogghignando in silenzio, indossavano i cappellini con lo slogan elettorale del presidente Donald Trump “Make America Great Again”. I ragazzi erano a Washington per partecipare a una manifestazione di attivisti contro l’aborto.

Parlando con Kaya Taitano, la studentessa che ha diffuso i video online, Phillips ha spiegato di aver sentito i ragazzi gridare «Costruisci quel muro, costruisci quel muro!» in riferimento alla promessa elettorale di Trump di costruire un muro al confine col Messico: «Questa è terra indigena, non dovremmo avere muri qui: non li abbiamo avuti per millenni, prima che tutti gli altri venissero qui», ha replicato Phillips.

Con un comunicato al quotidiano Cincinnati Enquirer, la scuola frequentata dai ragazzi, la Covington Catholic High School, e la diocesi di Covington, nel Kentucky, si sono scusate con Phillips criticando il comportamento dei ragazzi. Alcuni di loro potrebbero essere espulsi dalla scuola.

Domenica, uno degli studenti della Covington Catholic High School, Nick Sandmann ha dato la sua versione dei fatti. «Quando siamo arrivati abbiamo notato quattro manifestanti afro-americani che si trovavano sui gradini del Lincoln Memorial. Li ho sentiti insultare direttamente il nostro gruppo. Ci hanno chiamato “razzisti”, “bigotti”, “froci” e “figli di un incesto”». Secondo Sandmann in quel momento è arrivato il gruppo di nativi americani che si è messo tra la scolaresca e i quattro afro-americani. Sandmann racconta che Philipps si è messo di fronte a lui e ha iniziato a suonare.«Non stavo facendo delle smorfie intenzionali contro di lui. A un certo punto ho sorriso perché volevo che lui sapesse che non avevo intenzione di diventare aggressivo, né di essere intimidito».

 

Sandmann ha detto che nessuno dei suoi compagni ha mai urlato «Costruisci quel muro, costruisci quel muro!», ma che anzi avevano iniziato a cantare per sovrastare gli insulti che venivano diretti contro di loro.

La lettera dei 31 «amici tedeschi» che chiedono al Regno Unito di restare nell’Unione Europea sul Times

La lettera dei 31 «amici tedeschi» che chiedono al Regno Unito di restare nell'Unione Europea sul Times

Con una lettera aperta pubblicata sul quotidiano britannico Times il 18 gennaio, 31 cittadini tedeschi, tra cui la presidente della CDU Annegret Kramp-Karrenbauer, l’amministratore delegato di Airbus Thomas Enders e l’ex portiere della nazionale tedesca e dell’Arsenal Jens Lehmann, hanno chiesto al Regno Unito di restare nell’Unione Europea.

La lettera, molto apprezzata e condivisa sui social network, dice:

Senza la vostra grande nazione, questo continente non sarebbe quello che è oggi: una comunità libera e prospera. Dopo gli orrori della Seconda guerra mondiale, il Regno Unito non ci ha lasciati perdere. Ha dato il benvenuto alla Germania come a una nazione sovrana e una delle potenze europee. Come tedeschi non ce lo siamo dimenticati e ve ne siamo grati.

Dato che sappiamo che la libertà di cui beneficiamo oggi come europei è stata costruita e difesa in molti modi dai cittadini britannici, vogliamo che sappiano che rispettiamo la loro scelta. Se il Regno Unito vorrà lasciare l’Unione Europea per sempre, avrà comunque sempre degli amici in Germania e in Europa. Ma i cittadini britannici devono anche sapere che nessuna scelta è irreversibile. La nostra porta resterà sempre aperta: l’Europa è casa.

Il Regno Unito è parte di ciò che siamo come europei. Per questo ci mancherà. Ci mancherà il leggendario umorismo nero britannico e andare al pub dopo il lavoro per bere una birra. Ci mancherà il tè col latte e guidare sul lato sinistro della strada. E ci mancherà guardare le commedie musicali britanniche a Natale. Ma più di tutto ci mancheranno i cittadini britannici – i nostri amici dall’altra parte della Manica. Ci mancherà il Regno Unito come parte dell’Unione Europea, specialmente in questi tempi difficili. Per questo dovete sapere: dal profondo del nostro cuore vorremmo che restaste.

Anche Roger Federer deve mostrare il pass per entrare negli spogliatoi

Anche Roger Federer deve mostrare il pass per entrare negli spogliatoi

Da qualche ora sta circolando molto sui social network un video girato all’interno del Melbourne Park, l’impianto sportivo dove in questi giorni si stanno svolgendo gli Australian Open, uno dei quattro tornei di tennis più importanti al mondo. Il video mostra Roger Federer, il tennista che ha vinto più tornei del Grande Slam nella storia, mentre viene fermato da un addetto alla sicurezza che gli chiede di mostrare il pass per poter accedere agli spogliatoi. Federer, che ne era sprovvisto, aspetta allora un suo collaboratore che invece ha con sé il pass, e solo a quel punto l’addetto alla sicurezza si decide a farlo passare. Federer giocherà domenica 20 gennaio negli ottavi di finale del torneo contro il greco Stefanos Tsitsipas.

 

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