L’intervista del principe Harry a Barack Obama per BBC

L'intervista del principe Harry a Barack Obama per BBC

Il principe Harry, della famiglia reale britannica, ha intervistato l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama per il programma Today della radio BBC 4, la televisione pubblica britannica. Nell’intervista, durata quasi 40 minuti, il principe Harry e Obama hanno parlato della transizione con l’amministrazione Trump, del ruolo dei social media nella formazione dell’opinione pubblica, dei cambiamenti climatici, degli eserciti e della salute mentale, un tema sul quale i reali britannici sono particolarmente impegnati. Tra le altre cose, Obama ha detto che «uno dei pericoli di internet è che le persone vivono in realtà completamente diverse. Possono rimanere chiusi in una bolla che rafforza le loro convinzioni. La domanda è come sfruttare questa tecnologia in un modo che permetta una moltitudine di voci, di punti di vista, ma senza arrivare a una balcanizzazione della società, ma trovando un modo di trovare un terreno comune». Alla fine dell’intervista, il principe Harry ha detto di essersi divertito, anche se Obama voleva intervistare lui, e non viceversa.

L’intervista integrale:

Un’anteprima diffusa da BBC:

Lewis Hamilton ha preso in giro suo nipote per aver indossato un costume da principessa, poi si è scusato

Lewis Hamilton ha preso in giro suo nipote per aver indossato un costume da principessa, poi si è scusato

Il pilota inglese di Formula 1 Lewis Hamilton ha pubblicato una Storia di Instagram in cui prendeva in giro suo nipote – un bambino – perché stava indossando un costume da principessa. Nel video, Hamilton dice: «Sono molto triste, guardate mio nipote. Perché stai indossando un costume da principessa? Lo hai ricevuto per Natale? Perché hai chiesto un costume da principessa per Natale? I maschi non portano vestiti da principessa». Hamilton è stato subito criticato e accusato di avere umiliato suo nipote e di aver rafforzato stereotipi riguardo al genere secondo i quali i bambini devono necessariamente giocare e vestirsi “da maschi”, evitando le cose considerate “da femmine”.

Lui ha poi cancellato la Storia, scusandosi su Twitter: ha definito le sue parole «inappropriate», e ha detto di essere contento che suo nipote possa esprimersi liberamente. «Le mie scuse più sincere per il mio comportamento, perché ho capito che è davvero inaccettabile per chiunque, indipendentemente dalla provenienza, discriminare o ridurre a stereotipo qualcun altro. Ho sempre sostenuto la possibilità di ciascuno di vivere la vita esattamente come vuole, e spero di poter essere perdonato per questa breve mancanza di giudizio».

George Weah, quando giocava a calcio, faceva cose del genere

George Weah, quando giocava a calcio, faceva cose del genere

In Liberia si sta votando oggi per il ballottaggio delle elezioni presidenziali, dopo che il primo turno dello scorso ottobre era stato vinto con il 38 per cento dei voti da George Weah, ex calciatore del Milan e primo e unico Pallone d’Oro africano nella storia del calcio. Durante la sua carriera, Weah giocò sia nel Paris Saint-Germain che in Italia con il Milan, tra il 1995 e il 2000.

Fra il 1994 e il 1996 fu probabilmente il centravanti migliore al mondo, uno dei primi completi in quel ruolo: a una gran tecnica riusciva a unire velocità, senso del gol e una potenza fisica senza eguali. Si può dire che come attaccante anticipò l’evoluzione del ruolo. Nel 1995, contro la Lazio, e nel 1996, a San Siro contro l’Hellas Verona, Weah fece due fra i gol più belli mai realizzati nel campionato italiano, entrambi segnati grazie alla sua netta superiorità atletica.

A Parigi invece rimase tre stagioni: vinse un campionato, tre coppe nazionali e segnò una trentina di gol in circa novanta partite complessive, compreso questo — incredibile per la velocità dei suoi movimenti e per il controllo palla — contro il Bayern Monaco nella Champions League 1994/1995, edizione di cui fu capocannoniere.

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