Il Parlamento Europeo è tornato a Strasburgo per mezz’ora

Ieri il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli ha inaugurato la sessione plenaria in corso fino a venerdì 18 dicembre con un discorso nell’aula di Strasburgo, in Francia. Il suo però è stato un gesto puramente simbolico: i lavori dei prossimi giorni si terranno nella sede di Bruxelles, in Belgio, che dall’inizio della pandemia ha ospitato quasi tutte le sessioni plenarie – che spettano alla sede di Strasburgo, secondo i trattati – per evitare che ogni mese migliaia di persone siano costrette a spostarsi da una sede all’altra, moltiplicando le occasioni di contagio.

«Sassoli è arrivato direttamente da Roma senza il capo del suo staff», ha raccontato Politico, «e ha tenuto il suo discorso davanti a una manciata di europarlamentari che non hanno potuto né partecipare a un dibattito né votare per via delle restrizioni per la pandemia. I bar e i ristoranti del Parlamento erano chiusi, e lo staff presente era ridotto all’essenziale». Dopo la fine del suo discorso, durato circa mezz’ora, Sassoli è tornato a Bruxelles dove già in serata si sono tenuti alcuni dibattiti e i primi voti della sessione.

Il discorso di Sassoli è stato interpretato come una forma di cortesia verso il presidente francese Emmanuel Macron e gli europarlamentari francesi. Da mesi infatti chiedono che la sede di Strasburgo – che alimenta un notevole indotto – torni ad ospitare le sedute plenarie, nonostante l’emergenza sanitaria in corso. «Torneremo presto a Strasburgo: questa è la nostra casa, come scritto nei trattati» ha promesso Sassoli durante il suo discorso.