C’è un pallone da calcio in orbita intorno alla Terra, e ha una storia

C'è un pallone da calcio in orbita intorno alla Terra, e ha una storia

Nella Stazione Spaziale Internazionale in orbita intorno alla Terra c’è un pallone da calcio che ha una storia notevole. Era stato regalato dalla squadra di calcio della Clear Lake High School, che si trova vicino al centro spaziale della NASA a Houston, a Ellison Onizuka, uno degli astronauti che stava per partire per lo Spazio a bordo del Challenger, lo Space Shuttle che esplose in volo poco dopo il lancio nel 1986 causando la morte delle sette persone a bordo. Il pallone, che era stato firmato da tutti i giocatori della squadra tra cui anche il figlio di Onizuka, fu recuperato dopo l’incidente e riconsegnato alla scuola, dove è rimasto in esposizione da allora venendo poco a poco dimenticato. Lo scorso anno la preside del liceo, Karen Engle, scoprì la storia del pallone e poco dopo l’astronauta Shane Kimbrough, il cui figlio frequenta quel liceo, ha avuto l’idea di riportarlo nello spazio: Kimbrough, che si trova attualmente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ha scattato e diffuso la foto dopo aver chiesto il permesso alla famiglia di Onizuka.

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Francesco Totti ha fatto Francesco Totti, a Sanremo

Francesco Totti ha fatto Francesco Totti, a Sanremo

Francesco Totti è stato uno degli ospiti della seconda serata del Festival di Sanremo, e si è fatto notare per un paio di momenti particolari. Nel primo ha avuto problemi a leggere “Cheope” nome d’arte dell’autore (tra l’altro figlio di Mogol) della canzone di Michele Bravi, uno dei “Campioni” in gara. In un altro momento Totti ha invece dovuto rispondere a una domanda su quale fosse una canzone di Sanremo a cui si sentiva particolarmente legato. Sembra che, da scaletta, avrebbe dovuto dire “Si può dare di più”, di Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi. Invece ha parlato di “piccione” di Povia: la canzone in questione è “Vorrei avere il becco”.

Makkox, la Venere di Botticelli e la privacy online

Makkox, la Venere di Botticelli e la privacy online

Alla fine della puntata di questa sera di Gazebo, il programma di Rai Tre condotto da Diego Bianchi, è stato mostrato un video creato da Makkox in cui la Venere di Botticelli prova a spiegare un paio di cose su cos’è la privacy online, ma viene redarguita, perché mica può farlo così, nuda. Allora ci riprova, molto più coperta, e tutti decidono che sì, così va meglio. È un riferimento alle critiche fatte da qualcuno alla giornalista e conduttrice Diletta Leotta:  secondo loro non avrebbe dovuto, nella prima serata del Festival di Sanremo, parlare di privacy vestita com’era vestita.

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