No Trump, No Clinton: meduse (o koala, al limite)

No Trump, No Clinton: meduse (o koala, al limite)

Il Washington Post ha deciso che serve una pausa dal dibattito sulle elezioni presidenziali americane, e uno spazio in cui non ricevere notizie su Donald Trump o su Hillary Clinton. Serve qualcosa di completamente diverso. Meduse, tipo. O Koala, al limite.

73 domande a Emma Stone

73 domande a Emma Stone

Il magazine Vogue ha dedicato all’attrice Emma Stone la copertina del numero di novembre e le ha fatto 73 domande in un video girato nella sua casa di Los Angeles. Tra le varie cose Emma Stone rivela di aver pianto quando ha incontrato Diane Keaton, Tom Hanks e Lorne Micheals, quali sono i film che l’hanno convinta a recitare (Lo straccione, Io e Annie, Hocus Pocus e Beetlejuice), il suo super-eroe preferito (“sempre Spiderman”), l’attore con cui avrebbe fatto volentieri una scena d’amore (Marlon Brando in Fronte del porto) e il suo primo lavoro (cucinava biscotti per cani). Ha inoltre scherzato su Ryan Gosling, con cui ha recitato di recente in La La Landdefinendolo “sanguinario e vendicativo” e ha fatto una sorprendente imitazione di Britney Spears:

Potete finanziare il restauro delle scarpe di Dorothy di “Il mago di Oz”

Potete finanziare il restauro delle scarpe di Dorothy di "Il mago di Oz"

Tra gli oggetti più famosi conservati al Museo Nazionale di Storia Americana dello Smithsonian Institution di Washington, negli Stati Uniti, ci sono le scarpe rosse indossate da Judy Garland nel film del 1939 Il mago di Oz, tratto dal libro Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum. Lo Smithsonian Institution ha da poco avviato una campagna di raccolta fondi su Kickstarter per finanziare il restauro delle scarpe, che sono interamente ricoperte di paillettes, un tempo color rosso acceso e ora un po’ sbiadite a causa della luce. Non erano state realizzate per durare poco tempo e per questo sono molto fragili: i fondi che saranno raccolti serviranno sia per sistemarle che per acquistare un nuovo contenitore pensato per rallentarne il deterioramento. Le scarpe sono fatte di 12 materiali diversi, tra cui il feltro rosso sotto le suole che serviva a attutire il rumore dei passi di danza di Garland. La parte che richiederà più attenzione da parte dei restauratori saranno però le paillettes: negli anni Trenta erano fatte di gelatina.

La campagna è cominciata il 17 ottobre e in due giorni ha già raccolto più di 115mila dollari (quasi 105mila euro) dei 300mila richiesti. Non è la prima volta che lo Smithsonian fa una campagna di crowdfunding per finanziare il restauro di un oggetto esposto in uno dei suoi musei: nel 2015 aveva raccolto 700mila dollari (circa 637mila euro) per conservare la tuta spaziale con cui l’astronauta Neil Armstrong camminò sulla Luna, parte della collezione del Museo Nazionale dell’Aeronautica e dello Spazio.

Le scarpe sono conservate al Museo di Storia Americana dal 1979 e sono quasi sempre rimaste esposte al pubblico. Nel film e nel libro hanno il potere di riportare chi le indossa a casa propria battendo i tacchi l’uno contro l’altro, chiudendo gli occhi e recitando «Nessun posto è come casa»; Dorothy, la protagonista, le indossa dopo che magicamente sono arrivate ai suoi piedi da quelli del cadavere della strega crudele dell’Est, schiacciata dall’arrivo della casa di Dorothy nel regno di Oz.

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