Il video girato durante l’assalto al Congresso in cui Nancy Pelosi dice di voler prendere a pugni Donald Trump

CNN ha pubblicato in esclusiva alcuni video mostrati giovedì nel corso di un’audizione della commissione d’inchiesta della Camera statunitense che sta indagando sull’attacco al Congresso del 6 gennaio 2021, compiuto dai sostenitori dell’allora presidente Donald Trump per cercare di fermare la certificazione dell’elezione vinta da Joe Biden. I video mostrano soprattutto la reazione della speaker della Camera, la Democratica Nancy Pelosi, che durante l’assalto era stata portata insieme ad altri parlamentari a Fort McNair, una base dell’esercito a circa 3 chilometri dal Congresso, a Washington D.C.

I video, realizzati dalla figlia di Pelosi, la giornalista e documentarista Alexandra Pelosi, riprendono tra le altre cose la speaker reagire alle indiscrezioni secondo cui Trump volesse andare personalmente al Congresso a protestare insieme ai suoi sostenitori contro l’elezione di Biden. In un video si vede il capo dello staff di Pelosi, Terri McCullough, informarla che Trump alla fine era stato dissuaso dall’andare al Congresso. Pelosi a quel punto risponde che lei spera che Trump venga, «così lo prenderò a pugni, andrò in prigione e ne sarò felice».

In altri video ripresi da Alexandra Pelosi e pubblicati da CNN, si vede Pelosi guardare le immagini dell’assalto al Congresso in tv e cercare di gestire la situazione per ripristinare in qualche modo la sicurezza dei parlamentari. Pelosi telefona a diverse autorità per chiedere l’intervento della Guardia Nazionale, la principale forza di riservisti dell’esercito statunitense.

C’è anche il video di una telefonata con il vicepresidente Mike Pence, che in quel momento si trovava ancora al Congresso: Pelosi chiede a Pence se stia bene e gli consiglia di non far sapere a nessuno dove si trovi. Pence sarebbe riuscito a fuggire poco dopo, mentre alcuni assalitori, ancora fuori dal Congresso, urlavano «Impiccate Mike Pence!» e «Portate fuori Pence!». L’ex vicepresidente era accusato dai sostenitori di Trump di non aver fatto abbastanza per fermare la certificazione della vittoria elettorale di Joe Biden.