Il «miglior commento dell’anno sul New York Times»

Il «miglior commento dell'anno sul New York Times»

Ieri nella sezione commenti del New York Times è successa una cosa piuttosto buffa. Sotto un articolo sui politici Repubblicani critici di Donald Trump, Christine McMorrow, un’affezionata e prolifica commentatrice (è autrice di più di 10mila commenti), ha scritto una cosa incomprensibile che ha confuso molte persone e ne ha divertite altre.

In italiano sarebbe più o meno così:

«Zero ottimismo sul fatto che i Democratici possano di nuovo ottenere ciao ciao oh sei qui sei fuori oh bene lascia che venga alla porta ho del ghiaccio sul ginocchio e sto bollendo alcune uova le spengo e poi facciamo la nostra riunione già a parte questo andrà bene io Norman è fuori per fare alcune commissioni e sa che stavi arrivando quindi andrà in cantina anche io questa mattina ero giù al Cape lascia che mi alzi perché in questo momento sono come intrappolata nella mia sedia e poi metterò il ghiaccio di nuovo quando arriverai qui ok grazie ciao ciao».

McMorrow è riconosciuta dal New York Times come una commentatrice affidabile (il simbolo verde di fianco al suo nome nell’immagine lo certifica) e per questa ragione i suoi commenti vengono pubblicati immediatamente quando li scrive, senza passare per la moderazione. Un po’ dopo aver pubblicato questo ha capito che qualcosa era andato storto e ne ha scritto un altro per spiegare cosa:

«È stato un errore che dovrò segnalare al New York Times. Stavo scrivendo un messaggio dettandolo quando un amico è arrivato in anticipo a casa mia. Non avevo idea che quelle idiozie stessero venendo registrate – ci sono anche degli errori in mezzo! E poi per il fatto che il commento è stato messo in evidenza, con circa 15 email che me lo hanno annunciato, mi ha fatto impazzire la casella di posta».

Il commento è comunque piaciuto molto: un articolo sul New York Magazine l’ha definito il migliore dell’anno e il Community Editor del New York Times Bassey Etim ha risposto a McMorrow dicendole: «Spero che ora il tuo ginocchio stia meglio!».

Sì, ok, Netflix: abbiamo capito

Sì, ok, Netflix: abbiamo capito

Da questa mattina sono disponibili su Netflix i nove nuovi episodi della seconda stagione di Stranger Things. La serie ambientata in un paesino americano degli anni Ottanta in cui si apre una dimensione parallela nota come Sottosopra. Quello qui sotto è il nuovo logo di Netflix su Facebook. E sono un paio d’ore che l’account pubblica immagini, post e tweet volutamente sottosopra. Se avete bisogno di rinfrescarvi la memoria sulla prima stagione, qui.

Posted by Netflix on Freitag, 27. Oktober 2017

ᴉnb è ɐɹdosoʇʇoS lIxᴉlɟʇǝN ns ɐɹo 'ǝuoᴉƃɐʇs ɐpuoɔǝs #StrangerThings

Posted by Netflix on Freitag, 27. Oktober 2017

Le 7 copertine di T Magazine per 7 persone che sono “le migliori nel loro campo”

Le 7 copertine di T Magazine per 7 persone che sono "le migliori nel loro campo"

Il 22 ottobre è uscito l’ultimo numero di T Magazine, il mensile di moda, arte, viaggi e design del New York Times: è il cosiddetto “Greats issue”, che celebra i migliori nel proprio campo, intervistati e fotografati da altrettanti giornalisti, scrittori e fotografi di eccellenza. Il gruppo di quest’anno comprende l’attrice Amy Adams, la musicista Nicki Minaj, l’artista Claes Oldenburg, lo stilista Dries Van Noten, il regista Park Chan-wook, il compositore Stephen Sondheim e la scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie (raccontata anche dal Post). A ognuno di loro T Magazine ha dedicato una diversa copertina: il numero uscirà quindi con sette copertine diverse.

La nuova direttrice di T Magazine Haya Yanagihara ha raccontato qui com’è stato realizzato il numero, «quello più complicato e logorante, che richiede maggior impegno di tutti, esilarante e fonte di panico. […] Quando abbiamo finalmente scelto il gruppo di persone, inizia la sfida (e il divertimento) di assegnare a ognuno gli scrittori più sorprendenti, i fotografi più provocatori». Per rendere meglio l’idea: «Il 4 aprile sono stata nominata direttrice di questa rivista. Il 5 aprile ho iniziato a preoccuparmi di questo numero».

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