Il drive-in dove i tifosi di Los Angeles guardano le World Series

Il drive-in dove i tifosi di Los Angeles guardano le World Series

Le finali del baseball nordamericano si stanno giocando in questi giorni in una sorta di “bolla” al Globe Life Field di Arlington, in Texas, e non come al solito tra gli stadi delle due finaliste, che quest’anno sono Los Angeles Dodgers e Tampa Bay Rays. Per l’occasione i Dodgers hanno quindi predisposto un drive-in nel parcheggio del loro stadio, tra le colline dell’Elysian Park di Los Angeles, per permettere ai propri tifosi di seguire le World Series insieme in un unico luogo. Un biglietto costa 75 dollari e consente l’ingresso di una macchina con non più di sei persone, le quali devono restarci a bordo (o sopra) per tutta la durata degli incontri. Il parcheggio ospita fino a 950 automobili, tutte disposte di fronte ai due schermi installati in posizione opposta. La telecronaca è disponibile in una frequenza radio. Questa notte, quando in Italia sarà l’una passata, il parcheggio si affollerà probabilmente per l’ultima volta, dato che ai Dodgers manca una sola vittoria per tornare a vincere la Major League trentadue anni dopo l’ultima volta.

Luca Zaia ha avuto un po’ di problemi con un congiuntivo

Luca Zaia ha avuto un po' di problemi con un congiuntivo

Durante una conferenza stampa in cui ha criticato diversi aspetti del nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri (DPCM), in vigore dalla mezzanotte del 26 ottobre, il presidente del Veneto Luca Zaia ha avuto un po’ di problemi con un verbo al congiuntivo. Prima di dire «io penso che tutti i sacrifici fatti dai veneti dovessero essere riconosciuti» ha provato – senza riuscirci – a formulare la frase in modi diversi e con risultati acrobatici e divertenti, ammettendo lui stesso di essersi “incasinato” e parlando prima della necessità di un condizionale, e poi, correggendosi, di un congiuntivo. Anche l’interprete alle sue spalle è rimasta spiazzata.

La nuova copertina di “Time”, per la prima volta senza “Time” nella testata

La nuova copertina di "Time", per la prima volta senza "Time" nella testata

Per la prima volta in 97 anni di pubblicazioni, il settimanale statunitense Time è uscito senza la sua classica testata, sostituita eccezionalmente dalla scritta “Vote”. Come spiegato in un editoriale dal direttore Edward Felsenthal, la decisione è stata presa considerando l’importanza che avranno le elezioni presidenziali americane del 3 novembre: «Pochi eventi cambieranno il mondo come i risultati delle prossime elezioni. Mentre gli americani decidono se è arrivato il momento di utilizzare il tasto “reset”, questo numero offre uno speciale sugli ultimi giorni di campagna elettorale. […] Per celebrare questo momento storico, per la prima volta in quasi cento anni di storia abbiamo sostituito il logo sulla copertina dell’edizione statunitense con un imperativo, quello di esercitare il nostro diritto di voto».

(Time Magazine)

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