Il Liverpool inginocchiato per George Floyd

Il Liverpool inginocchiato per George Floyd

La squadra di calcio inglese del Liverpool si è inginocchiata al centro del campo di Anfield – il suo stadio di proprietà – prima dell’allenamento per mostrare il suo appoggio verso le proteste per la morte di George Floyd, l’uomo afroamericano morto a Minneapolis (Minnesota, Stati Uniti) dopo che un poliziotto bianco gli aveva premuto il ginocchio sul collo per diversi minuti. Sul proprio sito e sui propri social, il Liverpool ha scritto: «L’intera squadra si è inginocchiata nel cerchio di centrocampo di Anfield prima dell’allenamento di oggi in una potente dimostrazione di sostegno al movimento #BlackLivesMatter».

– Leggi anche: «8 minuti e 46 secondi», la ricostruzione del New York Times sull’uccisione di George Floyd

La partita di calcio danese con il pubblico sui maxischermi collegato su Zoom

La partita di calcio danese con il pubblico sui maxischermi collegato su Zoom

Fra le trovate pensate dalle squadre di calcio per rendere un po’ meno vuoti gli stadi in cui si è ricominciato a giocare, si è fatta notare quella della squadra danese dell’Aarhus. Il campionato di calcio locale è ripartito la scorsa settimana e per l’occasione il club ha installato a bordo campo dei maxischermi per permettere ai propri tifosi di stare vicino alla squadra nella partita giocata contro i rivali locali del Randers. I tifosi, collegati tramite l’app per videoconferenze Zoom, hanno assistito al pareggio finale, mentre i giocatori in campo hanno potuto guardare e sentire le loro reazioni.

Gira molto sui social questa finta copertina di Time

Gira molto sui social questa finta copertina di Time

Sui social network sta circolando molto una finta copertina della rivista Time che raffigura il viso di Hitler stilizzato e al posto dei baffi il profilo del presidente americano Donald Trump. La copertina è un commento al razzismo ancora diffuso negli Stati Uniti e in particolare nella destra americana, ma è un falso.

Il disegno venne fatto dall’illustratore belga Luc Descheemaeker nel 2016, quando Trump non era ancora presidente degli Stati Uniti; il 17 maggio lo ha condiviso su Twitter come finta copertina di Time. All’epoca era una risposta alla grande quantità di neri uccisi negli Stati Uniti dal coronavirus: molti di loro non possono lavorare da casa, non hanno l’assicurazione sanitaria, hanno problemi di salute pregressi e vengono discriminati in ospedale.

La copertina è stata condivisa soprattutto da venerdì, dopo la morte violenta di un afroamericano, George Floyd, a causa dell’eccessiva violenza di un poliziotto bianco a Minneapolis, e ai duri scontri tra manifestanti e polizia che ne sono seguiti. Descheemaeker ha commentato al quotidiano francese Le Parisien che «ho fatto un’immagine, un’immagine che assomiglia alla prima pagina di un quotidiano. […] Non pretendo che finisca in prima pagina. Ho solo suggerito l’idea: “E se quest’immagine fosse vera?”»

L’illustrazione ricorda anche la copertina di Lui è tornato, il libro di Timur Vermos che racconta un immaginario ritorno in Germania di Hitler 66 anni dopo la sconfitta.

– Leggi anche: Le proteste e le rivolte negli Stati Uniti continuano

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