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  • Mercoledì 13 luglio 2016

La lettera di Jennifer Aniston sulla sua gravidanza inesistente e sul gossip

(Mike Windle/Getty Images for smartwater)
(Mike Windle/Getty Images for smartwater)

Jennifer Aniston, famosa attrice americana conosciuta per essere stata Rachel in Friends e per i molti film che ha fatto dopo, ha scritto sull’edizione americana dello Huffington Post un post in cui ha raccontato e criticato le attenzioni ricevute recentemente da alcuni tabloid di gossip, che nelle ultime settimane hanno scritto che sarebbe incinta. Aniston dice che non è vero, innanzitutto, e si lamenta del fatto che ogni giorno lei e suo marito sono importunati da decine di fotografi appostati fuori dalla loro casa. Aniston dice che non le interessa tanto negare di essere incinta, ma soprattutto fare riflettere sui pregiudizi e gli stereotipi sulle donne che stanno dietro la diffusione di notizie del genere. Secondo Aniston, il gossip sulle celebrità sono una delle cause della diffusione di «visioni disumanizzanti delle donne, concentrate solo sull’aspetto fisico, che i tabloid trasformano in un evento sportivo di speculazione. È incinta? Ha mangiato troppo? Si è lasciata andare? Il suo matrimonio è alla deriva perché le macchine fotografiche catturano qualche “imperfezione” fisica?»

Aniston riflette sul fatto che le insistenza su una sua presunta gravidanza dei giornali, in realtà, rientrano in un più ampio pregiudizio secondo il quale una donna è incompleta se non ha figli.

Questo ultimo mese per me è stato illuminante per capire come definiamo il valore di una donna basandosi sul suo stato coniugale e sul fatto se ha figli. L’enorme ammontare di risorse spese in questo momento dalla stampa per provare semplicemente a scoprire se sono o non sono incinta (per la milionesima volta… ma chi le conta) indica il perpetuarsi di questa nozione secondo la quale le donne sono in qualche modo incomplete, non realizzate o infelici se non sono sposate e con figli. (…) Ecco perché ho scritto su questo argomento: siamo complete con o senza un compagno, con o senza un figlio. Siamo noi a decidere cos’è bene per noi, quando si tratta dei nostri corpi. Quella decisione è nostra e solo nostra. Prendiamo quella decisione, per noi e per le giovani donne nel mondo che ci guardano come esempio. Prendiamo quella decisione con consapevolezza, fuori dal baccano dei tabloid. Non abbiamo bisogno di essere sposate o di essere madri per essere complete. Decidiamo noi il nostro “vivere per sempre felici e contente”.

(…) Dalla mia esperienza, ho imparato che le pratiche dei tabloid, nonostante siano pericolose, non cambieranno, o almeno non lo faranno presto. Quello che può cambiare è la nostra consapevolezza e la nostra reazione al messaggio dannoso nascosto dietro queste notizie apparentemente innocue, servite come verità e che plasmano le nostre idee su chi siamo. Possiamo decidere quanto credere a quello che ci viene detto, e forse un giorno i tabloid saranno obbligati a vedere il mondo attraverso un’ottica differente e più umana, perché il pubblico avrà smesso di credere alle stronzate.