La mossa di Johan Cruijff

È il gesto più peculiare e distintivo di uno dei migliori calciatori di sempre, che morì esattamente dieci anni fa

Johan Cruijff, morto a 68 anni il 24 marzo del 2016, è stata una delle persone più importanti nella storia del calcio: vinse tre Palloni d’oro, tre Coppe dei Campioni da calciatore e una da allenatore, e arrivò con l’Olanda in finale ai Mondiali. Pochi calciatori forti quanto lui riuscirono a eccellere anche come allenatori. Soprattutto, fu il migliore e più noto esponente del calcio totale, che si basava su un approccio tattico rivoluzionario, senza posizioni fisse e con ruoli variabili.

Noto per giocare con il numero 14 in tempi in cui quasi tutti usavano numeri dall’1 all’11, Cruijff è uno dei pochissimi calciatori il cui nome è associato a una gesto specifico. Nel suo caso, la Cruijff turn: un improvviso cambio di direzione, una finta con giravolta sul pallone che in un istante fa sì che il difensore vada da una parte e l’attaccante dall’altra, insieme al pallone. Cruijff fece la prima – perlomeno la prima di cui ci si accorse, e di cui si parlò parecchio – durante i Mondiali del 1974.

Disse in seguito di averla improvvisata e mai provata in allenamento. Jan Olsson, difensore svedese contro cui la fece, disse invece: «Non ero completamente sicuro di cosa avesse fatto, ma sapevo che era qualcosa di spudorato. Ogni volta che la palla gli arrivava da allora, pregavo: “Per favore, non farlo più!”. Ho capito subito che era un momento storico».

Più in generale, e ben oltre la sua mossa distintiva, Cruijff fu tanto rappresentativo del calcio totale perché era un giocatore duttile, sia elegante che potente, capace di segnare centinaia di gol, ma anche di far segnare gli altri: per la sua bravura nei passaggi e nel vedere i movimenti dei compagni il giornalista britannico Dave Miller lo soprannominò «Pitagora con le scarpe da calcio».