Da quasi mezzo secolo Jimmy Page vive dentro a un monumento

Da quasi mezzo secolo Jimmy Page vive dentro a un monumento

La Tower House di Londra è un’imponente casa in stile tardo vittoriano e una specie di monumento del quartiere di Holland Park, che per via della sua torre cilindrica ricorda molto un piccolo castello. Non tutti sanno che da quasi cinquant’anni ci abita Jimmy Page, storico membro dei Led Zeppelin e considerato uno dei più grandi chitarristi della storia.

Fino a non molto tempo fa non lo sapeva neanche Annalisa Barbieri del Guardian, che trent’anni dopo essere rimasta affascinata dalla Tower House per la prima volta è riuscita a visitarla guidata dal suo proprietario. Tranne la cucina, quella non l’hanno visitata perché «troppo in disordine», secondo Page (Barbieri ha raccontato che gli interni sembrano in perfetto ordine).

La Tower House è stata progettata tra il 1875 e il 1881 dal celebrato architetto britannico William Burges ispirandosi allo stile gotico francese del Tredicesimo secolo: la costruì per se stesso, ma morì dopo soli tre anni e parte degli interni della casa fu smantellata. Può dare un’idea di quanto sia prezioso ciò che resta dei suoi arredi originali il fatto che il governo britannico sia intervenuto per impedire che alcuni pezzi di un’altra casa di Burges, la Park House di Cardiff, venissero venduti all’estero (oggi sono in un museo).

Jimmy Page, che ha 74 anni, ha acquistato la casa quando ne aveva 28, nel 1972. Nell’ultimo mezzo secolo è stato una sorta di custode, oltre che inquilino. Barbieri ha descritto sculture, vetrate, fregi, intagli, pavimenti a mosaico e enormi affreschi raffiguranti scene della mitologia classica o elementi naturali. Page si occupa della normale manutenzione insieme a un addetto alle pulizie che viene due volte a settimana, ma ogni tanto deve chiamare uno specialista per la pulizia delle sale affrescate.

Entrambe le case accanto alla Tower House sono attualmente in ristrutturazione. Di una delle due si sta parlando molto: appartiene al cantante Robbie Williams, che sta costruendo un grande seminterrato che dovrebbe avvicinarsi molto alla casa di Page. Nessuno sa dire con certezza se i lavori siano un pericolo per i fragili interni della Tower House; nel frattempo Page ha presentato un appello alle istituzioni perché monitorino i lavori di Williams e «si rendano conto dell’importanza di questo edificio».

I festeggiamenti della Croazia ai Mondiali con la presidente Kolinda Grabar-Kitarovic

I festeggiamenti della Croazia ai Mondiali con la presidente Kolinda Grabar-Kitarovic

Con la vittoria contro la Russia nei quarti di finale dei Mondiali di calcio, la Croazia ha raggiunto le semifinali del torneo per la prima volta negli ultimi vent’anni: nel 1998, al suo primo Mondiale dopo l’indipendenza dalla Jugoslavia, riuscì a classificarsi terza. Dopo la vittoria contro la Russia, molti giocatori croati hanno parlato apertamente della concentrazione del gruppo nel raggiungere e migliorare il terzo posto di vent’anni fa. Nel paese le aspettative sono quindi molto alte e ad assistere al quarto di finale disputato allo Stadio Olimpico di Sochi c’era anche la presidente Kolinda Grabar-Kitarovic, eletta nel 2015 e prima donna a ricoprire la carica in Croazia.

Kolinda Grabar-Kitarovic a Sochi accanto a Gianni Infantino, presidente della FIFA, e Dmitrij Medvedev, primo ministro russo (KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP/Getty Images)

Dopo la vittoria, Grabar-Kitarovic è scesa negli spogliatoi per congratularsi con i giocatori e l’allenatore Zlatko Dalic. A un certo punto sono iniziati i festeggiamenti veri e propri, a cui ha partecipato anche lei, decisamente coinvolta nei canti per la vittoria.

La nuova copertina dell’Espresso, disegnata da Makkox e con dentro Salvini

La nuova copertina dell'Espresso, disegnata da Makkox e con dentro Salvini

Il nuovo numero dell’Espresso, da oggi in edicola, ha una vignetta di Makkox in copertina. Il protagonista è Matteo Salvini, che vorrebbe comprarsi un gelato: ma qualcosa va storto. Il riferimento è alla sentenza della Cassazione che ha condannato la Lega a restituire 49 milioni di euro ricevuti sotto forma di rimborso elettorale.

Nuovo Flash