Come ci è finita lì quell’auto?

Come ci è finita lì quell'auto?

I vigili del fuoco di Orange County, in California, hanno diffuso ieri la foto di un’auto incastrata nella parete del primo piano di un piccolo studio dentistico a Santa Ana, a sud di Los Angeles.

Nell’auto c’erano due persone e per tirarle fuori ci sono volute diverse ore di lavoro, una grossa gru e una ruspa. Nessuna delle due ha subito traumi o ferite gravi.

Le autorità hanno spiegato che l’auto è arrivata a gran velocità contro una aiuola spartitraffico, colpendola perpendicolarmente e con abbastanza forza da fare un salto in aria di diversi metri e arrivare al primo piano della piccola costruzione.

Come si mette in freezer un gigantesco telescopio spaziale

Come si mette in freezer un gigantesco telescopio spaziale

Manca ancora un anno al lancio in orbita dell’enorme telescopio spaziale James Webb, ma portare nello Spazio qualcosa di così complesso e ingombrante richiede comunque anni di preparazione, e per questo alla NASA non stanno perdendo tempo. Nelle ultime settimane, il telescopio è stato testato all’interno di un gigantesco freezer per assicurarsi che resista alle basse temperature e alle repentine escursioni termiche in orbita. Il test è stato eseguito presso il Johnson Space Center di Houston, Texas (Stati Uniti), ed è stato ripreso con le telecamere in ogni passaggio, per verificare che fosse tutto eseguito come previsto e con la massima cautela, considerato che il progetto costa svariati miliardi di dollari.

Sapevate che uno dei primi video virali della storia di internet è falso?

Sapevate che uno dei primi video virali della storia di internet è falso?

L’edizione americana di Wired ha raccontato la storia dietro uno dei primi video virali della storia di internet, circolato moltissimo a partire dalla fine degli anni Novanta – prima dei social network e di YouTube – e la cui fama continua ancora oggi, un po’ per il gusto per il vintage un po’ per la sua efficacia. È il video, generalmente identificato come “Bad Day”, in cui un impiegato in un cubicolo prende a ceffoni il suo computer, per poi scaraventare a terra il monitor colpendolo con la tastiera.

Il protagonista del video è Vinny Licciardi, allora dipendente della società di tecnologia Loronix, con sede in Colorado: un posto in realtà molto piacevole in cui lavorare. Ma Licciardi doveva realizzare un video dimostrativo per un sistema di registrazione di videocamere di sorveglianza, e dopo aver interpretato un ladro che rubava a un bancomat aziendale, fece la parte del dipendente frustrato e violento. Dovettero girarlo due volte, perché la prima scappò a tutti da ridere. Convertirono il video in MPEG-1, il formato più diffuso all’epoca, lo masterizzarono sul DVD dimostrativo e lo allegarono ai volantini distribuiti alle fiere. In poco tempo il video cominciò a girare moltissimo, tramite email e tramite supporti fisici: Licciardi non veniva riconosciuto per strada, ma quando diceva di essere il protagonista di quel video scopriva che moltissime persone lo avevano visto.

La notorietà di “Bad Day” fu aumentata da un sito costruito dallo sviluppatore Benoit Rigaut sul servizio di web hosting del CERN, per il quale lavorava: il sito conteneva il video, insieme alla spiegazione di una teoria cospirazionista che lo accusava scherzosamente di essere falso. Il sito fu visitatissimo, e l’estetica usata da Rigaut fu una delle prime del fortunato filone dei siti complottisti.

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