Il trailer del documentario su Carrie Fisher e Debbie Reynolds

Il trailer del documentario su Carrie Fisher e Debbie Reynolds

Prima che Carrie Fisher e sua madre Debbie Reynolds morissero a un giorno di distanza, tra il 27 e il 28 dicembre, il network americano HBO aveva girato un documentario sulle loro vite e sulla loro relazione: Fisher e Reynolds erano tra le madri-figlie più famose del cinema americano, ed entrambe avevano un carattere forte e amato dal pubblico. Erano molto legate, tanto che vivevano nello stesso complesso residenziale a Hollywood. Il documentario si chiama Bright Lights, e dopo la morte di Fisher e Reynolds è stato anticipato da HBO, e sarà trasmesso il 7 gennaio.

Non fate la “dab dance” al Congresso

Non fate la “dab dance” al Congresso

Martedì 3 gennaio Cal Marshall, il figlio diciassettenne del deputato Repubblicano del Kansas Roger Marshall, ha fatto la “dab dance” – una cosa a metà tra un ballo e un meme, molto diffuso nell’ultimo anno – mentre la sua famiglia posava con lo speaker della Camera Paul Ryan per una foto. Marshall ha piegato il braccio davanti alla faccia, come si fa per “dabbare”, evitando di sollevare l’altro braccio sopra la testa: Ryan lo ha guardato un po’ perplesso e gli ha chiesto prima se era tutto a posto, e poi se poteva abbassare il braccio. «Stavi starnutendo? È questo il problema?» gli ha chiesto Ryan, e Marshall ha risposto di sì, ridendo. Suo padre, che inizialmente non aveva capito i richiami dei fotografi, ha ripetuto «Sta starnutendo», come per rassicurarli.

Più tardi, quando il video è stato ripreso dai siti americani, il padre di Marshall ha scritto su Twitter: «Solo perché lo sappia, speaker Ryan: lo abbiamo messo in castigo».

Anche Ryan ha commentato l’episodio, scrivendo su Twitter: «Appena finito le foto dei giuramenti. Quasi 300 deputati. Un sacco di bravi ragazzi. Non ho ancora capito cos’è la dab, però».

Enrico Mentana denuncerà Beppe Grillo

Enrico Mentana denuncerà Beppe Grillo

Enrico Mentana, giornalista e direttore del telegiornale di La7, ha scritto su Facebook che intende denunciare Beppe Grillo per il post pubblicato oggi in cui il logo del suo tg appare – insieme ad altri – tra quelli definiti “fabbricatori di notizie false”. Grillo ha proposto “una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo”. Mentana ha scritto:

In attesa della giuria popolare chiedo a Grillo di trovarsi intanto un avvocato. Fabbricatori di notizie false è un’offesa non sanabile a tutti i lavoratori del tg che dirigo, e a me che ne ho la responsabilità di legge. Ne risponderà in sede penale e civile

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