Gli spot di Jeff Bridges e Tom Brady per le pantofole di UGG

Gli spot di Jeff Bridges e Tom Brady per le pantofole di UGG

Per promuovere le sue nuove pantofole, il marchio australiano UGG – famoso soprattutto per gli stivaletti imbottiti – ha fatto una serie di brevi spot da circa 30 secondi con l’attore – e musicista e fotografo – Jeff Bridges e con Tom Brady, famosissimo giocatore di football americano. Nelle pubblicità Bridges e Brady se ne stanno nel salotto di una casa molto calda e accogliente e, in realtà, non fanno granché. Il messaggio alla fine degli spot è sempre “Do nothing” e il concetto è proprio “le pantofole di UGG sono ideali per starsene comodi e rilassati, senza quasi fare nient’altro”. Il personaggio che fa più cose è Julian Edelman, compagno di squadra di Brady che appare nel quarto video, mentre Brady è presissimo dal suo non fare niente con le sue comodissime pantofole ai piedi.

C’è una fermata della metro di Londra piena di foto di gatti

C'è una fermata della metro di Londra piena di foto di gatti

Da ieri la fermata di Clapham Common della metropolitana di Londra (a sud-est rispetto al centro città) è piena di foto di gatti. Sono più di 60, resteranno lì per circa due settimane e sono state messe per sostituire i normali annunci pubblicitari grazie a un’iniziativa che fa parte del progetto Citizens Advertising Takeover Service (il cui acronimo è CATS, “gatti”): è stata lanciata dal collettivo Glimpse, che si propone di “usare la creatività per scopi positivi”. James Turner, il fondatore di Glimpse, ha spiegato: «Vogliamo far sì che le persone si pongano in modo diverso nei confronti del mondo, capendo che hanno il potere di cambiarlo». L’iniziativa è stata finanziata su Kickstarter, dove ha raccolto circa 27mila euro. La maggior parte dei gatti fotografati vivono in un centro che si occupa di gatti randagi, altri hanno una casa e sono presenti perché i loro padroni hanno investito nella campagna.

Edward Snowden ha detto che Obama dovrebbe dargli la grazia

Edward Snowden ha detto che Obama dovrebbe dargli la grazia

Edward Snowden, il famoso analista statunitense che trafugò e diffuse i documenti riservati sui programmi di spionaggio della National Security Agency (NSA), ha spiegato perché secondo lui il presidente Barack Obama dovrebbe concedergli la grazia prima della fine del suo mandato, a gennaio. Il Guardian ha pubblicato un video in cui Snowden, collegato da Mosca, dialoga con il giornalista Ewen MacAskill e spiega che le sue azioni hanno avuto un’importanza morale per tantissime persone e per questo dovrebbe poter tornare negli Stati Uniti senza rischiare di essere arrestato.

Snowden rischia fino a 30 anni di carcere, secondo le leggi statunitensi, per aver diffuso i documenti dell’NSA. È capitato che in passato i presidenti degli Stati Uniti concedessero grazie alla fine del loro mandato, e grazie al film di Oliver Stone –The Snowden Files, che uscirà nei cinema americani il 16 settembre – si sta riparlando della storia di Edward Snowden, ma è molto difficile che Obama decida di concedergli la grazia visto come fin qui ha osteggiato la diffusione di documenti riservati del governo americano.

Le organizzazioni Amnesty International e American Civil Liberties Union (ACLU) stanno per cominciare una campagna per la grazia di Snowden attraverso un sito, PardonSnowden, e degli account sui social network, che però non hanno ancora pubblicato nulla. Tra le altre cose, nel video Snowden dice:

«Sì, ci sono delle leggi che stabiliscono delle regole, ma è anche per questo che esiste la possibilità di concedere la grazia: per le eccezioni, per le cose che possono apparire contro la legge sui documenti e nei libri ma che se guardate dal punto di vista della morale, dell’etica e da quello delle loro conseguenze, risultano necessarie e vitali».

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