In Francia una pubblicità di bici è stata vietata perché era troppo contro le auto

In Francia una pubblicità di bici è stata vietata perché era troppo contro le auto

L’Autorité de régulation professionnelle de la publicité (ARPP), l’organismo che si occupa di controllare le pubblicità trasmesse sulla tv francese, ha vietato uno spot della marca di biciclette olandese VanMoof con l’accusa di creare un “clima di paura” sulle auto. La pubblicità – che promuove una bici elettrica e che è già stata trasmessa nei Paesi Bassi e in Germania – mostra le immagini di ciminiere, imbottigliamenti e incidenti riflessi sulle carrozzerie di alcune automobili sportive, concludendo con lo slogan “tempo di guidare il futuro”.

L’ARPP ha scritto che «certe immagini riflesse sull’auto sono, secondo noi, troppo parziali e screditano l’intero settore automobilistico. Le immagini di fabbriche/ciminiere e di un incidente creano un clima di paura. Devono quindi essere cambiate». In Francia esistono leggi che proibiscono di sfruttare sentimenti di paura e sofferenza nelle pubblicità, ma l’ARPP è stato accusato di voler difendere il settore automobilistico francese, le cui vendite nel mese di maggio si sono dimezzate a causa della crisi causata dal coronavirus. Stéphane Martin, presidente dell’ARPP, ha respinto le accuse, sostenendo che sia necessario tutelare la concorrenza leale.

Vent’anni da quell’Olanda-Italia in cui accadde di tutto

Vent'anni da quell'Olanda-Italia in cui accadde di tutto

Poche partite nella storia del calcio italiano condensano più episodi memorabili di Olanda-Italia, semifinale degli Europei del 2000 giocata ad Amsterdam il 29 giugno di vent’anni fa. Era l’Italia allenata da Dino Zoff, composta da un gruppo di campioni che sei anni dopo vinse i Mondiali in Germania. C’erano Totti, Zambrotta, Del Piero, Nesta, Cannavaro e Inzaghi, ma anche Maldini, Di Livio e Delvecchio. Mancava Buffon, che dovette tornarsene a casa con un dito rotto ancora prima di cominciare: il suo posto da titolare fu dato a Francesco Toldo, il primo grande protagonista di quella semifinale.

Davanti a oltre 50.000 tifosi olandesi, tutti arancioni, la Nazionale giocò una delle partite più emblematiche dello stile calcistico italiano famoso in tutto il mondo, il catenaccio. Anche a causa dell’espulsione di Zambrotta dopo appena mezzora di gioco, rimase due ore chiusa nella sua metà campo a rischiare e soffrire, interpretando però magistralmente la fase difensiva e ricorrendo a mille stratagemmi per cavarsela. L’Olanda ebbe l’occasione di portarsi in vantaggio con un rigore prima della fine del primo tempo, ma Toldo lo parò a Frank de Boer.

A metà secondo tempo fu assegnato un altro rigore all’Olanda. Questa volta lo tirò Patrick Kluivert, che mandò Toldo dalla parte opposta ma colpì il palo sinistro. I tempi regolamentari finirono senza reti, e così i supplementari (dove però l’Italia rischiò il colpaccio con un contropiede di Delvecchio). Poi, ai calci di rigore, accadde di tutto.

Il primo a tirare fu Di Biagio, il giocatore che due anni prima aveva sancito l’eliminazione dell’Italia ai Mondiali proprio con un rigore sbagliato. Stavolta lo segnò. Dopo di luì tocco nuovamente a De Boer, che incredibilmente se lo fece parare ancora. Su sei rigori calciati, l’Olanda riuscì a segnarne soltanto uno. Dopo De Boer sbagliò impietosamente anche Stam, e dopo di lui Totti fu abbastanza sfrontato e incosciente da annunciare ai compagni: «Mo je faccio er cucchiaio». Lo fece veramente – peraltro a un portiere, van der Sar, alto due metri – e in panchina si chiesero se fosse pazzo: segnò, realizzando il cucchiaio più famoso di sempre che di fatto concluse la partita. Dopo di lui fece gol Kluivert e Maldini commise il primo errore dell’Italia, ma poi Toldo parò a Bosvelt il suo terzo e ultimo rigore della giornata mandando l’Italia in finale a Rotterdam.

Peter Sagan ci teneva a dire che parteciperà al Giro d’Italia per la prima volta

Peter Sagan ci teneva a dire che parteciperà al Giro d'Italia per la prima volta

Il Giro d’Italia del 2020 si correrà dal 3 al 25 ottobre con un nuovo percorso ancora inedito. La promozione della corsa è iniziata in questi giorni con il primo di una serie di video girati con l’ex campione del mondo slovacco Peter Sagan, alla sua prima partecipazione al Giro nonostante gli anni passati a vivere in Italia. Nel video Sagan — probabilmente il ciclista più popolare e stravagante in attività — si aggira fra le opere esposte alla Pinacoteca di Brera a Milano anticipando le spiegazioni della guida, per far capire che lui il Giro lo conosce già bene.

– Leggi anche: La gran storia del primo Giro d’Italia

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