Gli enormi festeggiamenti in Bosnia Erzegovina per la qualificazione della nazionale ai Mondiali di calcio

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Nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile a Sarajevo, la capitale della Bosnia Erzegovina, ci sono stati enormi festeggiamenti per il ritorno della loro nazionale maschile di calcio ai Mondiali, 12 anni dopo l’ultima volta. La Bosnia Erzegovina, ne avrete avuto notizia, ha infatti vinto lo spareggio decisivo contro l’Italia, battendola ai rigori, e si è così qualificata per la seconda volta nella sua storia alla Coppa del Mondo, che inizierà l’11 giugno e si svolgerà tra Stati Uniti, Messico e Canada.
La partita si è giocata in Bosnia Erzegovina, ma a Zenica, una città a poco più di settanta chilometri dalla capitale. Anche lì si è festeggiato parecchio. Prima di tutto allo stadio, piccolo ma con un tifo molto intenso, e una volta ottenuta la qualificazione gli ultras della nazionale – i BHFanaticos – hanno srotolato uno striscione raffigurante un visto approvato per andare negli Stati Uniti (cioè ai Mondiali).
Dopo la partita a Zenica le strade erano così intasate che ci volevano ore per arrivare a Sarajevo (di solito ce ne vuole solo una).

Un giovane tifoso su una macchina, dopo la partita e in mezzo al traffico di Zenica, 1° aprile 2026 (AP Photo/Armin Durgut)
I calciatori della nazionale bosniaca che erano a Zenica sono comunque riusciti ad arrivare infine nella capitale, anche se non è chiaro a che ora. E lì, ovviamente, già c’erano decine di migliaia di persone a festeggiare per le strade.
A un certo punto è partito pure un coro per il capitano Edin Dzeko, il calciatore più forte e importante della Bosnia Erzegovina e ancora uno dei più decisivi, a 40 anni.
Sia allo stadio che per le strade si è vista moltissimo una bandiera diversa da quella ufficiale, con uno scudo con gigli dorati in campo blu e una banda bianca. È ispirata allo stemma di alcuni re medievali bosniaci e fu la bandiera che la Bosnia Erzegovina adottò nel 1992. Ma dato che era troppo rappresentativa di uno solo dei tre grandi gruppi nazionali del paese – i bosgnacchi, che, semplificando, sono i bosniaci musulmani e rappresentano la maggior parte dei tifosi della nazionale di calcio – fu abolita e sostituita con quella attuale.









