Queste facce non esistono

Queste facce non esistono

Le persone che vedete qui sotto non esistono: sono state create da un’intelligenza artificiale, che ha “imparato” a riconoscere le fattezze dei volti e a utilizzarle per produrre nuove facce. Nella maggior parte dei casi, il risultato che si ottiene è molto realistico, con immagini ad alta definizione.

Il sito, che si chiama thispersondoesnotexist.com, mostra una nuova faccia ogni volta che si aggiorna la pagina.

Il sistema utilizza una classe di algoritmi (“reti antagoniste generative”) utilizzati nell’apprendimento automatico in cui due reti neurali si sfidano tra loro per ottenere il migliore risultato finale. Come suggerisce il nome, una rete neurale prevede l’utilizzo di “neuroni” artificiali e ha un funzionamento che, almeno nelle basi, è ispirato a quello delle reti neurali biologiche come quelle del nostro cervello (in una versione enormemente semplificata).

Fino a qualche anno fa per ottenere risultati di qualità paragonabile a queste fotografie erano necessarie enormi capacità di calcolo, ma negli ultimi anni i progressi nei microchip e nelle soluzioni software hanno reso queste soluzioni più accessibili.

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Il fuorionda dell’intervista di Piazzapulita a Christophe Chalençon, il leader dei “gilet gialli” incontrato da Di Maio

Il fuorionda dell'intervista di Piazzapulita a Christophe Chalençon, il leader dei "gilet gialli" incontrato da Di Maio

Christophe Chalençon, uno dei leader del movimento dei “gilet gialli“, in un fuori onda di un’intervista trasmessa dalla trasmissione Piazzapulita, ha detto che il movimento ha “dei paramilitari pronti a intervenire” per far cadere il governo. Chalençon fa parte della fazione considerata più estremista dei “gilet gialli”, e già nelle passate settimane aveva evocato apertamente un colpo di stato. Negli scorsi giorni aveva fatto molto discutere la decisione del M5S di incontrare alcuni esponenti del movimento dei “gilet gialli”, tra cui proprio Chalençon, con cui spera di allearsi dopo le elezioni europee. Quell’incontro era stato tra i motivi che avevano spinto la Francia a decidere di richiamare il suo ambasciatore in Italia, che oggi tornerà a Roma.

Nel fuori onda trasmesso da Piazzapulita Chalençon dice, tra le altre cose, che il popolo è dalla sua parte e che la Francia è vicina alla guerra civile: «Io so che rischio molto», ha detto. «Posso prendere una pallottola in testa in qualsiasi momento, ma me ne fotto. Andrò in fondo a quello in cui credo perché se mi ficcano una pallottola in testa, Macron finirebbe sotto la ghigliottina. Oggi siamo arrivati a un tale livello di scontro che se mi colpiscono cade anche Macron, perché il popolo irrompe nell’Eliseo e distrugge tutto: lui, sua moglie e tutta la sua cricca. […] Oggi tutto è calmo ma siamo sull’orlo della guerra civile. Quindi si trovino delle soluzioni politiche molto rapidamente, perché dietro ci sono delle persone pronte a intervenire da ovunque […] dei paramilitari, delle persone che si sono ritirate dall’esercito e che sono contro il potere».

Il puccioso mostro blu che ricorda agli olandesi di prepararsi in vista di Brexit

Il puccioso mostro blu che ricorda agli olandesi di prepararsi in vista di Brexit

A meno di cinquanta giorni da Brexit, gli olandesi si stanno preparando a tutti i possibili scenari, mettendola sul ridere. Giovedì il ministro degli esteri olandese Stef Blok ha pubblicato su Twitter la foto di un puccioso mostro blu simile a un Muppet, sdraiato sulla sua scrivania, che rappresenterebbe Brexit. Nel tweet Blok ricorda alle aziende olandesi di informarsi su quelle che saranno le conseguenze dell’uscita del Regno Unito dall’Europa sui loro affari e soprattutto di non lasciare che Brexit «si metta (o si sdrai) sulla vostra strada».

I Paesi Bassi sono tra i principali partner commerciali europei del Regno Unito, ma i due paesi sono legati anche da una storia simile e da una vicinanza culturale. I funzionari governativi olandesi sostengono da tempo che Brexit avrà un impatto molto forte sull’economia olandese e il paese ha iniziato a prepararsi per tempo a tutti i possibili scenari: soprattutto alla possibilità sempre meno remota di un “no deal”, cioè un’uscita senza accordo. Il mostro di Brexit sta avendo un certo successo su Twitter e secondo Anna Holligan, l’inviata di BBC ad Amsterdam, serve anche a ricordare a tutte le aziende che finora operavano dal Regno Unito – e che sono interessate a rimanere nell’Unione Europea dopo Brexit – che i Paesi Bassi sono pronti ad accoglierle.

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